Cesena-Val Montone 12-0: "Tu questo non me lo vendi"

 di Redazione Tuttocesena  articolo letto 1590 volte
Cesena-Valmontone 12-0
Cesena-Valmontone 12-0

Cesena-Valmontone è l'amichevole estiva, anno domini 2008, in cui Pierpaolo Bisoli scopre Emanuele Giaccherini e tra i due scoppia la scintilla. A distanza di di 8 anni e due campionati europei riviviamo quei momenti attraverso un racconto di Giancarlo Dini, direttore artistico di alcuni dei maggiori teatri romagnoli con l'hobby della scrittura, dal titolo "Giaccherini". La foto dell'articolo, insieme ad altre di quella giornata, può essere vista dal sito del Bronx Vigne 1989.

Giaccherini

Può risultare inusuale e stonato un racconto così a lieto fine, così “all’apice del successo” rispetto alle altre storie, viste tutte a posteriori o nel momento in cui la nostalgia, il velo della malinconia o il rimpianto ed il rammarico predominano. Questa storia è però la dimostrazione in positivo di come la fortuna o la sfortuna traccino linee sottili tra il successo e l’insuccesso. Di Emanuele Giaccherini che andai a vedere qualche volta a Villa Silvia, il campo dove giocava la Primavera del Cesena ricordo la statura “particolare” e ricordo una Panda 4x4 targata Ar che lo aspettava all’uscita. Poi per varie ragioni quella promessa non diventò realtà; prestiti infiniti in squadre di categoria inferiore, mentre tra l’altro il Cesena si avvicinava a suon di retrocessioni, sempre più a quelle “categorie inferiori” facevano volteggiare intorno a Giaccherini lo spettro della sindrome Pupita. Di Pupita, ala veloce ed altrettanto minuta, esordiente con un contropiede straordinario a 16 anni in un derby Bologna-Cesena reso famoso da un gol di culo di Marco De Marchi (non fortunoso, proprio di culo, nel senso che la palla colpì una chiappona del difensore rossoblù prima di finire in rete) era rimasta celebre una profezia non avverata del presidentissimo Edmeo Lugaresi. Edmeo uscì un giorno con una dichiarazione un po’ avventata, una delle sue strampalate profezie che però avevano tutte la ventura di avverarsi, tutte tranne quella! Ebbene il nostro un giorno sui campetti di Villa Silvia se ne uscì con un avventato: “ Pupita, quest se cl’è un fuoriclasse. Se Pupita un dvengta un campion me ad palon an capess un caz (per i non romagnoli forniamo traduzione mondata di crudezza gergale cesenate: Pupita, questo sì che è un fuoriclasse, se questo non diventa un campione io di calcio non capisco un…”accidenti”). Pupita non era diventato un fuoriclasse, un buon giocatore di serie C1 ma nulla più, a dire di Boninsegna che lo allenò a Mantova anche a ragione di sue scoordinatezze di movimento che lo portavano spesso ad infortunarsi nei modi più assurdi. E Giaccherini invecchiava e non sfondava, a 25 anni andava e tornava da prestiti eterni, magari iniziava la preparazione a Cesena e poi la sua utilitaria da sfigato (per sua stessa ammissione) in un mondo in cui anche l’auto conta eccome, doveva ripartire vuoi per Pavia, vuoi per Forlì vuoi per altre destinazioni. Al culmine di questo anda e rianda quando si parlò di un ennesimo trasferimento a Pistoia, il buon Giack fece una pensata che confessò ai gestori di una pizzeria di Bagno di Romagna in cui, sulla strada di casa gli capitava spesso di fermarsi. Ai gestori, peraltro parenti di un altro giovane del Cesena che condivideva le sue stesse attitudini di peregrino del calcio confessò: "io a Pistoia non ci vado, domani vado a Bibbiena a chiedere di poter tornare a lavorare nella fabbrica in cui lavoravo da ragazzino durante le vacanze e poi torno a giocare in Promozione nel Bibbiena". Ma, per chi lo merita c’è sempre un ma. A Cesena era appena arrivato Pierpaolo Bisoli, maniaco e martellatore dei giocatori, non disposto a perdonare nulla ai giocatori che vedeva potessero dare qualcosa. A lui Giaccherini non dispiaceva ma l’amore non era sbocciato appieno. Però successero due cose: un infortunio al centravanti titolare Motta e la morte del padre di Veronese, altra punta, che privò il Cesena di quasi tutti gli attaccanti alla vigilia di una partita amichevole durante il ritiro. Fu giocoforza far giocare titolare Giaccherini; secondo la leggenda dopo pochi minuti il buon Bisoli si girò verso il direttore sportivo Lorenzo Minotti dicendogli “tu questo non me lo vendi”. Fu così che al posto di Giaccherini in quella fabbrica fu assunto qualcun altro e dopo un campionato fantastico in C1, uno ancora più bello in B, e gol in A, tra cui uno importante al Milan all’esordio casalingo, Giaccherini approdo’ alla Juventus ed alla Nazionale.

Di seguito il tabellino di quella partita:

CESENA primo tempo (4-3-2-1): Ravaglia; Biserni, Cusaro, Tonucci, Regini; Segarelli, Mondini, Ceccarelli; Chiavarini; Ferretti, Giaccherini. All.: Bisoli.
CESENA secondo tempo (4-3-1-2): Tardioli; Fattori, Ricci, Vignati, Rossi; Schelotto, De Feudis, Palumbo; Villar Rodriguez; Zanigni, Djuric. All.: Bisoli.
VAL MONTONE (4-4-2): Bertaccini (1′ st Izzo); Galdioli (1′ st Adi), Benini, Toledo (1′ st Adi), Treossi; Baldassarri (1′ st Lombardi), Casadei, Camorani (32′ pt Mikelussi), Serri (1′ st Pezzi); Stassi (1′ st Bonavita), Ferrini (1′ st Biserni). A disp.: Laghi, La Corte. All.: Rofetti.
ARBITRO: Bertaccini di Forlì.
RETI: 2′ pt Tonucci, 10′ pt Ferretti, 18′ pt Segarelli, 36′ pt e 41′ pt Giaccherini, 48′ pt Chiavarini, 15′ st Djuric, 18′ st e 26′ st Palumbo, 31′ st Zanigni, 32′ st Schelotto, 44′ st Zanigni.