La Lanterna #8 | Go on and disappear, go on away from here

“La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano”. [Stendhal]
27.09.2019 12:30 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #8 | Go on and disappear, go on away from here

La prassi prevede che quando le squadre arrivano allo stadio facciano un sopralluogo sul terreno di gioco. Solitamente una decina di minuti è più che sufficiente per saggiare la tenuta del campo, dopodiché i giocatori fanno rientro negli spogliatoi per cambiarsi e predisporsi al riscaldamento. Padova-Cesena non ha fatto eccezione: suddivisi a gruppetti, i calciatori hanno compito la loro passeggiatina di rito e sono poi tutti andati a cambiarsi. Tutti meno due, uno per parte.
Un giocatore del Cesena che ha giocato nel Padova ed un giocatore del Padova che ha giocato nel Cesena rimangono lì, a chiacchierare per conto loro in mezzo al prato, ben consapevoli che per entrambi l’ingresso a gara in corso è precluso in ogni caso, indipendentemente dalle pieghe che prenderà la disputa.

L’ora e mezza che manca al fischio d’inizio sembra non voler passare, lo stadio è ancora deserto. Osservando quei due che confabulano, i pensieri vengono sopraffatti dal ricordo di stagioni più appaganti. Poi Marcenaro con il suo sibilo apre le danze e subito si torna concentrati sul presente. Sul gol mangiato da Borello, sulla fatale disattenzione di Sabato, sulle costanti trattenute di Giraudo che non riesce a contenere Baraye, sulla pioggia che cade a dirotto. Alla fine la partita del Cesena non è disprezzabile, aleggia però la sensazione che si potesse fare di più.
Il Cesena ha sin qui perso una partita ogni due, non ci vogliamo pensare. Il Cesena non perdeva contro il Padova da quasi sei anni, non ci vogliamo pensare. Il Cesena non perdeva all’Euganeo da ormai dieci anni, sconfitto sempre per 1 a 0 con gol di Soncin che sembra tanto il sosia di quel Santini, subentrato per i biancorossi nel secondo tempo. Non vogliamo pensare neppure a questo.

Dobbiamo portare pazienza, inoltre il campionato è solo agli albori. Non serve adirarsi più di tanto. Meglio immaginare cosa si siano raccontati quei due giocatori nel pre-partita. Quei due che giocavano assieme quando il Cesena vinceva a Padova. Ah, che sensazioni agrodolci! Tanti bei momenti riaffiorano ma anche il rammarico per il trattamento riservato a questi due signori d’altri tempi. Due calciatori che sono calciatori e basta, non divi da copertine. Senza la necessità compulsiva di documentare ogni minima futilità su di un qualche social network. Persone poco appariscenti ma al contempo di grande concretezza all’atto pratico. Fidatevi: c’è sempre più bisogno di persone come loro al giorno d’oggi.
Stupisce l’eleganza con cui hanno deciso di non parlare dei loro addii al Cavalluccio e dei rospi dovuti ingoiare. Beppe, con la sua caparbietà, è riuscito ogni volta a tornare nella sua Cesena, ‘sopravvivendo’ a chi lo ha messo alla porta. L’altro… Be’, l’altro oggi è ancora confinato a Padova. Domani chissà…