La Lanterna #5 | La quinta val bene un pareggio

I ricorsi storici dei rimpianti bianconeri
10.10.2018 09:00 di Bruno Rosati  articolo letto 1831 volte
Beretta, sfortunato a Cesena
© foto di Federico De Luca
Beretta, sfortunato a Cesena

Per la seconda volta nel giro di dieci giorni, il Cesena torna a casa malconcio dopo una trasferta nel maceratese. Se non altro si è riusciti a strappare un punto alla Sangiustese, contrariamente a quanto accaduto contro il Matelica. Questo risultato però fa ancora più male perché, in virtù di quanto accaduto sugli altri campi, il Cesena inizia a perdere significativamente terreno dalla vetta della classifica.

Il 2 a 2 allo stadio Villa San Filippo è il primo pareggio da quando Angelini siede in panchina ed arriva alla quinta partita della sua gestione. Nella storia recente, i suoi predecessori alla guida del Cavalluccio hanno mediamente impiegato meno gare per chiuderne una sul risultato di parità. Vavassori, Ficcadenti, il primo Castori ed il secondo Bisoli debuttarono con un pareggio. Di Carlo pareggiò contro il Sassuolo al suo secondo match sul ponte di comando. Tre gare sono servite un anno fa alla terza gestione di Castori. Il primo pareggio arrivò alla quarta panchina per il primo Bisoli e per il secondo Castori. Chi ci ha messo più di tutti è stato Arrigoni quando, al dodicesimo incontro, chiuse sullo 0 a 0 al San Paolo di Napoli.

Un pareggio alla quinta panchina non rimanda affatto a bei ricordi. Prima di Angelini era capitato a Giampaolo e Beretta, entrambi avevano alle spalle un inizio disastroso di quattro sconfitte consecutive. Altrettanto è accaduto nella stagione 2015-2016, con Drago allenatore che alla quinta di campionato pareggiò a Perugia. In questo caso, il parallelismo è del tutto simmetrico: oggi come allora, dopo cinque turni sono arrivate tre vittorie, una sconfitta ed un pareggio. L'auspicio che tutti ci facciamo è quello di non vivere un'altra stagione così deludente.

A dirla tutta, il 2-2 di Monte San Giusto ricorda molto un'altra gara giocata proprio a Perugia, il 3-3 del gennaio 2017. Anche in quell'occasione si trattò di primo pareggio assoluto per l'allenatore in questione, Camplone, alla sua decima panchina da tecnico bianconero. Dopo l'enorme difficoltà iniziale, quel Cesena riuscì a rimontare lo svantaggio (per ben due volte) e portarsi avanti nel punteggio grazie agli squilli di Ciano, Kone e Cocco. Ciò non bastò per portarsi a casa la disputa perché, pur contenendo abbastanza bene le iniziative dei padroni di casa, un pasticcio difensivo consentì a Forte di mandare il pallone in rete da pochi passi.

Anche contro la Sangiustese, al netto di una condizione fisica che dovrà necessariamente migliorare, quel che si è visto in campo non è tutto da buttare via. Sicuramente, di passi in avanti rispetto a Matelica ne sono stati fatti (non fosse accaduto, sarebbe stato preoccupante). E anche rispetto alla prima uscita di Avezzano, la squadra è riuscita a reagire bene alle sortite degli avversari. È mancato il guizzo che permettesse di mettere in ghiaccio la gara qualche minuto prima che le forze venissero a mancare. Le reti subite però sono frutto di disattenzioni troppo gravi anche in serie D se si vuole ambire ad una pronta risalita. Qualche campanello d'allarme sta già suonando ed è consigliabile non fare orecchie da mercante.