La Lanterna #20 | Una risposta a questo cielo a specchio di novembre

Un mese più che positivo. E, viste quali erano le premesse, non è affatto poco.
28.11.2019 09:30 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #20 | Una risposta a questo cielo a specchio di novembre

E dire che è iniziato con un’ultima spiaggia. Nemmeno trenta giorni fa, la squadra era arrivata a Fermo senza più alibi o scuse. Bisognava voltare pagina dopo un ottobre troppo brutto per essere vero. L’unico merito a cui i bianconeri potevano appellarsi era ‘solamente’ non aver perso sui campi di Rimini e Ravenna. E ci sarebbe mancato altro, vien da dire…

E dire che allo stadio Recchioni, dopo il fischio finale dell’arbitro, il risultato finale che si leggeva sul tabellone non era affatto una vittoria del Cesena, anzi. L’andamento di quella gara non aveva fatto altro che alimentare le sensazioni di una generale incompiutezza di questa squadra. Ma la verve ritrovata in fase realizzativa, i prodigi balistici di Rosaia e Franco, avevano lasciato intravedere anche altro.
Così, dopo una prova di forza al cospetto di quello che era il miglior attacco (la Reggiana), il gruppo ha saputo compattarsi nelle difficoltà e tornare al successo proprio quando il peso dell’astinenza da vittorie stava diventando insostenibile (a Gubbio). La fiducia recuperata ha fatto sì che gli uomini di Modesto si ripetessero contro il Modena, lasciando così da parte i patemi d’animo.

Il tutto è stato possibile senza mettere in atto rivoluzioni. Bastava avere più convinzione nei propri mezzi e un po’ di pazienza. Anche gli episodi chiave hanno iniziato a girare a favore: una rete annullata per un fuorigioco dubbio, una traversa centrata che fa terminare la sfera fuori dal campo. Mentre prima una qualsiasi deviazione della barriera faceva carambolare il pallone in rete.
Proprio quando il Cavalluccio sembrava avere attirato i favori della dea bendata, ecco che la roulette della fortuna volta ancora le spalle. Notoriamente si dice che i rigori siano una lotteria: contro il Piacenza, sono stati una lotteria da cui il Cesena ha pescato il numero sbagliato. Già a partire dal tiro di Sarao a meno di dieci minuti dal termine.

Ma la fortuna è un concetto il più delle volte inconsistente. E comunque in ogni caso aleatorio. Quindi è inutile recriminare di un ipotetico accanimento eccessivo della malasorte. Se il Cesena non ha passato il turno contro gli emiliani deve guardare a quelli che sono stati i suoli limiti nel match di coppa. C’è stata troppa imprecisione sotto porta, c’è stato nuovamente un gol subito dagli sviluppi di un tiro dalla bandierina.

Ciononostante, il Cesena chiude questo mese senza aver subito sconfitte nei novanta minuti (e nemmeno nei centoventi). Si può dunque presumere che il bicchiere sia mezzo pieno. Sarao ha messo a segno il primo gol su azione. I pareggi sono stati tanti ma c’è stata pure una striscia di tre partite consecutive senza reti al passivo. Non poco per quella che era una difesa colabrodo. La crescita di Rosaia e, soprattutto, Franco è evidente ed il centrocampo ha trovato il proprio equilibrio grazie all’apporto del sempre fondamentale De Feudis. Sono rientrati in campo Russini (che ha pure messo a segno un gol) e Cortesi. E, più di ogni altra cosa, il Cesena ha trovato in Brunetti un pregevole difensore, uno di quelli che non ti imposterà mai il gioco ma che sa sempre quando è il momento di intervenire senza fronzoli.

Si attendevano delle risposte. Possiamo dire che questo novembre ne ha date di positive.