La Lanterna #19 | …stupendo

A qualcuno Vasco Rossi, a qualcun altro le vittorie al Manuzzi.
26.11.2019 08:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
Le reti nei derby con i gialli
Le reti nei derby con i gialli

“È nei ritagli ormai del tempo / che penso a quando tu eri qui. / Era difficile ricordo bene, / ma era fantastico provarci insieme”.
Eh, sì. Cesena e Modena fanno sempre molta fatica a prendersi l’un l’altra. Diciamo che non ci si vuole troppo bene, reciprocamente. Ma non per questo i ricordi dei trascorsi comuni sono negativi, anzi.

“Ma non ricordo se chi c’era / aveva queste queste facce qui. / Non mi dire che è proprio così. / Non mi dire che son quelli lì”.
Domenica è toccato a Borello. Ma anche a Marson, a Capellini. E pure a Spagnoli, a Pezzella e infine al povero Gagno. Un canovaccio che ha replicato in tutto e per tutto quanto accaduto il 2 marzo del 2013: Defrel arriva sul fondo dalla corsia di destra, alla stregua di quanto fatto da Capellini, e serve in mezzo per il colpo di testa ravvicinato di Succi. Che piega le mani a Colombi, in maniera analoga al tiro senza pretese di Borello indirizzato verso la porta di Gagno. 1 a 0 sotto la Curva Mare e tifosi in visibilio.

Ma sì, caro Modena, “Cosa conta chi perdeva? / Le regole sono così. / È la vita ed è ora che cresci, / devi prenderla così”.
Il parallelismo non si limita solo al risultato finale e a come la rete sia maturata. C’è il palo colto da Ardemagni che ‘pareggia’ il legno centrato da Pezzella. C’è il gol sbagliato a pochi passi dalla porta da Signori che fallisce un’occasione ghiottissima, così come lo è stata quella di Spagnoli.

“E mi ricordo chi voleva / al potere la fantasia. / Erano giorni di grandi sogni, sai. / Erano vere anche le utopie”.
Ma i ricorsi non sono circoscritti a quella sola gara. Perché se Marson compie un prodigio, respingendo la conclusione da pochi passi di Spagnoli, altrettanto fa Rossini lasciato solo con Mazzarani libero di calciare a rete (sempre nel 2013 nella partita conclusiva del girone d’andata). E se Pezzella non ha la sorte dalla propria parte quando centra la traversa, Babacar può recriminare la stessa cosa ai play-off del giugno 2014, con la sua parabola imprendibile che grazia Agliardi.
Vero è che in questi altri due casi il risultato non coincide con l’ultimo: due pareggi per uno a uno. Nell’economia della stagione però premiano entrambi i bianconeri, capaci alla fine di ottenere la promozione, a discapito anche degli emiliani. A pensarci ora, una vera utopia: due club che si contendono la serie A pur essendo prossimi al fallimento. Una resa che arriva per entrambi quattro campionati più tardi, nel 2017-2018. Epilogo tristissimo, ma c’è pure chi è riuscito a fare peggio perché l’altra contendente in quegli spareggi per la massima serie, il Latina, chiude i battenti addirittura un anno prima.
A pensarci, viene ancora il vomito, sì. È inevitabile, sarà sempre più forte di noi. Quella macchia rimarrà indelebile e, di certo, chi si è reso colpevole di quell’oltraggio ha avuto pelo sullo stomaco. Ma bisogna essere in grado di fare i conti con il proprio passato. Bisogna rendersi conto che il tempo vola / e che la vita poi è una sola.

“Però ricordo chi voleva / un mondo meglio di così. / Sì, proprio tu che ti fai delle storie, ma dai / cosa vuoi tu più di così?”
Amici canarini, non disperate. Quando vi gira male voi potete trovare consolazione ascoltandovi il vostro Vasco. Mentre noi siamo gente alla buona, che deve saper gioire delle piccole cose. Vincere un derby tirato, combattuto, lottato e non del tutto meritato (perché alla fine poteva starci pure il segno X), be’, per noi è …stupendo