La Lanterna #16 | Una notte da Robin Gosens

Parallelismo tra terzini sinistri partiti in sordina.
07.11.2019 08:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #16 | Una notte da Robin Gosens

Quando arrivi non ti si fila nessuno o quasi. Sei un rimpiazzo. E non perché la sorte sia stata ingiusta nei tuoi confronti. Semplicemente, nella vita si è chiamati talvolta ad inserirsi in determinate gerarchie e non si può pretendere di essere sin da subito la prima scelta.
È quanto capitato a Federico Giraudo, arrivato a Cesena in prestito e designato da tutti come riserva di Valeri. Dopo il buon debutto sul campo della Virtus Verona, le prestazioni successive non sono state all’altezza dell’esordio e sono piovute critiche, com’è giusto che sia.

Ci sta, sono cose che capitano nella carriera di un terzino sinistro. La stessa identica cosa è occorsa a Robin Gosens un paio d’anni fa, alla sua prima stagione in Italia. Giunto nel 2017 all’Atalanta come sostituto di Spinazzola, impiegato sulla fascia sinistra nel 3-4-3 di Gasperini, i suoi primi approcci con il campionato italiano sono stati a dir poco difficoltosi: le due sconfitte patite dai bergamaschi hanno portato il tecnico a riflettere sul tedesco, finendo successivamente per relegarlo in panchina.
Poi, vuoi per il calendario fitto di impegni ravvicinati, l’allenatore decide di rispoleverarti in una serata di Coppa. Una sfida novembrina, fuori casa, a cui la piazza tiene molto. Gosens la mette dentro al Goodison Park di Liverpool, nella quinta giornata di Europa League, contro l’Everton. Giraudo fa anche di più: una doppietta timbrata al Benelli di Ravenna, nel quinto turno di Coppa Italia di Serie C.

Entrambe le gare passano a loro modo alla storia: con il successo per 1 a 5 ottenuto oltremanica, i neroblù superano aritmeticamente la fase a gironi. Quanto al Cesena... Be’, il Cesena ha vinto una partita di una competizione che per tutti passa in secondo piano rispetto al campionato. Per giunta, contro un avversario che non se la passa proprio benissimo. Rimane comunque un successo in casa di chi, soltanto dieci giorni fa, si autodefiniva ‘vera Romagna’. E, guardando a ritroso, il Cavalluccio non si prendeva lo scalpo dei bizantini nel loro stadio dal novembre del ’93. Se è stata epocale la vittoria di agosto, dopo cinquantuno anni, in casa del Rimini, a suo modo lo è anche questa contro i giallorossi.

Dal novembre del 2017 in poi, Robin Gosens ha saputo progressivamente affermarsi nel panorama calcistico nostrano, sino a divenire idolo assoluto della città di Bergamo. Il futuro di Federico Giraudo è ancora tutto da scrivere e auspichiamo che possa ripercorrere l’epopea del laterale germanico. Di certo, i tratti somatici da teutonico lasciano ben sperare.