La Lanterna #11 | Come affrontare la paura

Come una lanterna...
28.11.2018 08:00 di Bruno Rosati  articolo letto 1580 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
La Lanterna #11 | Come affrontare la paura

“La paura, per te, è un esercizio intellettuale. È uno strumento di auto-conservazione legato all’istinto di sopravvivenza della tua specie” .

È un insegnamento arduo quello che Hal Jordan deve apprendere per mano della penna di Keith Giffen. In questo momento ci troviamo nella stessa condizione del supereroe. È difficile mettere alla prova i propri limiti ma siamo chiamati a farlo. 

In questo momento abbiamo paura. È giusto che sia così. Abbiamo paura che il Cesena possa continuare a perdere terreno dal Matelica. Abbiamo paura che la rosa attuale non venga rinforzata corposamente con innesti di personalità. Abbiamo paura che mister Angelini abbia del tutto perso la bussola. Abbiamo paura che la serie D diventi un’abitudine, non un’eccezione. 

Abbiamo paura e facciamo bene a non nasconderla. Manifestiamo il nostro dissenso perché quanto accaduto nelle ultime due giornate è quel che di peggio potesse profilarsi. Il Cesena, questo Cesena, malgrado le tante assenze fra infortunati e squalificati poteva e doveva vincere contro il Pineto e il Campobasso. Anche senza le opportune migliorie che verranno fatte nei vari reparti. Non si possono catalogare come “sfortuna” o “giornata storta” tutte le occasioni mancate dai bianconeri al momento della conclusione. Contro abruzzesi e molisani, almeno sei o sette giocatori hanno avuto fra i piedi il pallone giusto da spedire in rete e puntualmente tutti hanno fallito. Ciò è sintomo di qualcosa che dovrà essere necessariamente rivisto. 

Abbiamo paura e dobbiamo affrontarla. Così come ha fatto il mister che, per la prima volta da quando siede in panchina, si è presentato davanti ai tifosi ed ha chiesto scusa. Un gesto dovuto, si potrebbe pensare. Un gesto fine a sé stesso, che non dà garanzia di miglioramenti nelle prossime gare. Può darsi. Di sicuro un gesto che altri, trovandosi nella sua identica posizione, non hanno avuto il coraggio di fare. 

Abbiamo paura ma abbiamo il dovere di essere partecipi, nel giorno più splendente e nella notte più profonda. Indipendentemente da ciò che accadrà, non possiamo limitarci a sentenziare su tutto e tutti, restando seduti nei salotti delle nostre case. 

“Mi sono svegliato. Con un destino. Uno scopo. E una nuova vita. Ma ci sono ancora le macerie di una vecchia vita da ripulire. E non posso andare avanti finché non lo faccio”.