Valencia: “Tutta colpa mia. Modesto? Ha fatto bene ad arrabbiarsi…”

L’ex bianconero si confessa: “L’atteggiamento del mister nei miei confronti, a un certo punto, è cambiato. Però non mi va di cercare alibi. A Reggio sfonderò solo se diventerò più cattivo…”
15.01.2020 10:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Valencia: “Tutta colpa mia. Modesto? Ha fatto bene ad arrabbiarsi…”

Lui no. Lui è diverso da tutti gli altri. Quel bravo guaglione sudamericano che risponde al nome di Juan Manuel Valencia, nonostante il fresco divorzio col Cavalluccio, non cerca scuse. Non cerca alibi. Non tira fuori macigni (e neppure sassolini…) dalla sua scarpa. “Avrei dovuto e potuto fare di più in bianconero - ci rivela il talentuoso (ma ancora troppo incostante) 21enne centrocampista colombiano – ve lo giuro: non ho il dente avvelenato con il Cesena. E neppure con mister Modesto. Anche se…”.

Valencia, a fine 2019 ha chiesto lei di lasciare il Cesena?
“Sì. Quando ho capito che per me in bianconero iniziava a tirare una brutta aria, ho chiesto al mio procuratore di trovarmi un’altra squadra. Ho ricevuto diverse offerte, ho accettato quella che mi stuzzicava di più”.

Alla Reggiana dovrà cercare di riscattare l’opaco girone di andata vissuto in Romagna.
“Quella di Reggio Emilia, proprio come Cesena, è una piazza importante. Farò di tutto per ritagliarmi un mio spazio in squadra, per mettermi alle spalle questi ultimi 6 mesi avari di soddisfazioni (nel frattempo, l’ex bianconero, domenica scorsa contro il Ravenna ha fatto il suo debutto giocando un buon scampolo di gara, ndr).

Lei per caso, a Cesena, ha avuto dei problemi con Modesto?
“Di sicuro, l’atteggiamento del mister nei miei confronti, ad un certo punto della stagione è cambiato. In peggio. Inspiegabilmente. Ma se a Cesena ho combinato poco, la colpa, non è certo del mister. La colpa è solo mia”.

Modesto, subito dopo la gara con il Sudtirol, con lei non è stato proprio tenerissimo…
“Le sue parole del post-gara, ovviamente, non mi hanno fatto piacere. Però, se io fossi stato al suo posto, forse avrei detto le stesse cose. Perché in quella partita, quel ‘famoso’ contropiede che poi ci ha condannato alla sconfitta, è partito proprio da un mio brutto errore…”.

Il suo talento non si discute. La sua velocità pure. Ed allora perché Valencia non riesce a sfondare?
“Devo diventare più cattivo. Più concreto. Devo diventare più disciplinato dal punto di vista tecnico. Conosco i miei limiti, è già qualcosa…”.

Il suo connazionale Carbonero, a Cesena, soffriva di… saudade. E lei? Non le manca la sua Terra?
“Mi manca, tantissimo. Mi manca la mia famiglia. Mi mancano i miei posti, i miei amici. Mi manca il ‘mio’ clima. Però non sono mica venuto qui in Italia per fare il turista. Io voglio diventare un ‘vero’ calciatore. Qui in Italia”.

Nel Bel paese, la strada che porta al successo, è lunga e tortuosa. Lo sa, vero?
“Ma io ce la voglio fare. Ce la posso fare. Sognare non costa nulla. Ed io, fra qualche anno, vorrei potermi esibire in serie A. Magari con addosso la casacca del Bologna (club che detiene ancora il cartellino del colombiano, ndr)”.

Vuole fare un saluto al Cesena e ai cesenati?
“Saluto tutti coloro che mi hanno voluto bene. Tutti coloro che, con loro consigli, hanno cercato di farmi crescere. Caro Cesena, per te avrei voluto fare molto di più. Ma il calcio è anche questo…”.