Renzetti: “Io, il Cesena, le malelingue, Drago, Sensi, Bisoli: vi dico tutto”

L’ex bianconero si confessa: “Che festa a Latina! Quel ko con lo Spezia non me lo scordo più. Angelini non aveva a disposizione una rosa ammazza-campionato…”
15.05.2019 17:05 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Renzetti: “Io, il Cesena, le malelingue, Drago, Sensi, Bisoli: vi dico tutto”

Dici Francesco Renzetti e, la mente di ogni tifoso bianconero, vola subito a Latina 2014. A quella grande festa ‘bisolizzata’. L’attuale terzino della Cremonese, però, ha tante altre storie da raccontare. 

Renzetti, ha visto? Il Cesena è tornato di nuovo fra i professionisti. “E certo che ho visto! Ci mancherebbe altro! Vi ho seguito in questi mesi: grazie ai social, grazie agli highlights. Anche io ho fatto il tifo per voi. E per i miei vecchi amici Agliardi, De Feudis e Capellini…”.

Il Cavalluccio non poteva fallire l’appuntamento con la promozione. “I bianconeri hanno rispettato il pronostico di inizio stagione. Ma non banalizziamo il tutto. Ricordatevi una cosa: vincere non è mai facile, nemmeno in serie D. Guardate cosa è successo al Modena…”.

Molti sostengono che il Cesena, la ‘Pratica C’, l’avrebbe dovuta chiudere molto prima. “Mah, non saprei. Secondo il mio modesto parere quest’anno a Cesena c’era una rosa molto valida. Però non eravamo certo davanti a una rosa capace di ammazzare il campionato…”.

Apriamo ora il suo album dei ricordi in bianco e nero. Da dove cominciamo? “Da Latina, ovviamente. Da quella notte di giugno che ci portò in serie A. Resta quello il momento più bello della mia carriera. Anche perché, finora, ho vinto solo quel campionato (sospirone, ndr)”.

Bisoli ha detto più volte: ‘Nel 2014 andammo in A contro tutto e tutti. Malelingue comprese’. “Chi allena è sottoposto a più stress e a più pressioni rispetto a chi gioca. Se poi tenete conto che Bisoli già all’epoca viveva da qualche anno a due passi da Cesena, tutto diventa più chiaro. Le capisco in pieno, le sue dichiarazioni…”.

Angelini come Bisoli: non è mai facile essere profeti in patria. Oggi come ieri. “Giustissimo! Un allenatore che sbaglia qualcosa a casa sua, rispetto a un allenatore ‘forestiero’, riceve il triplo delle critiche. E’ così in ogni parte d’Italia, non bisogna affatto sorprendersi per questa cosa…”.

Torniamo ai nostri...amarcord. Altri frammenti ‘targati’ Cesena da ricordare? “Di quell’anno trascorso in serie A mi piace ricordare il 2-2 con la Juventus, la vittoria per 2-1 con la Lazio. Poi ci sarebbe da parlare anche della penultima mia stagione in bianconero…”.

Se quella volta il Cesena non è salito in paradiso la colpa è anche di quel suo maledetto autogol… “Me lo ricordo bene quell’autogol maturato nel preliminare play-off giocato al Manuzzi con lo Spezia (risatina nervosa, ndr). Ecco, quella sconfitta rimane sicuramente uno dei miei più grossi rimpianti di sempre. Quella sera sono stato sfortunato…”.

Ovviamente stavamo scherzando: nel 2016 il Cesena non è andato in A per colpa di Drago… “Torniamo al punto di prima: vincere non è mai facile, il calcio non è un’equazione perfetta. Lo so, in quella stagione Drago aveva a disposizione una squadra molto competitiva. Ma se non siamo andati su la colpa fu di tutti…”.

Gomis, Caldara, Kessie, Renzetti, Ciano, Ragusa: che nomi! E poi c’era pure un ‘certo’ Sensi… “Stefano, all’epoca, era ancora acerbo. Però si vedeva già che aveva stoffa, che aveva una marcia in più degli altri. Io, proprio come il mister, già alla fine del ritiro avevo capito che quel ragazzino prima o poi avrebbe sfondato. Ed infatti poi…”.

Suvvia, Renzetti: già ad agosto 2015 sapeva che Sensi sarebbe arrivato in A? “Lo giuro! Lo sapevo! Avevo magari qualche dubbio legato alla sua struttura fisica. Ma nel calcio, lo sapete meglio di me, si vive anche di sensazioni. Sono felice per quello che sta facendo Sensi. E non è finita qui…”.

Anche per lei e la sua Cremonese, intanto, si è appena chiusa la stagione. Novità in vista per lei? “Dopo una bella rimonta...sino all’ultima giornata abbiamo sperato di riuscire ad arpionare in extremis un posticino per i play-off, ma non c’è stato nulla da fare. Futuro? Ho un altro anno qui, a Cremona sto benissimo. Dovrei restare…”.

Chissà, magari fra un paio di anni la rivediamo ancora a Cesena. I revival vanno sempre di moda… “Mai dire mai. A Cesena sono stato divinamente, a Cesena ho passato momenti grandiosi, a Cesena ho ancora tanti amici. Insomma, non escludo un ritorno (un ritorno che farebbe tanto piacere al popolo bianconero, ndr). Nel frattempo, da lontano, continuo a fare il tifo per voi…”.