Piraccini: “La rissa di Bari. Il signor Ceccarini. E quei dirigenti arroganti...”

L’ex bianconero si confessa: “Con Bolchi feeling unico, Lippi era troppo presuntuoso. A Cremona nel ’94 la mia delusione più grossa. Nel 2012 mi sono sentito tradito dal Cesena…”
29.08.2019 12:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Piraccini: “La rissa di Bari. Il signor Ceccarini. E quei dirigenti arroganti...”

A volte è bello fermarsi. Anche solo per un’oretta. Staccare per un attimo la spina. Spegnere il telefono, la tv. Fregarsene del calcio incellofanato di oggi. Fregarsene di Icardi, di Ronaldo, di Sarri, di Butic, di Modesto. Sì, a volte è bello sedersi al fianco di un vero mito bianconero. Riavvolgere con lui il nastro dei ricordi ‘targati’ Cavalluccio. Con calma. Senza ansie. Senza assilli. Senza censure. Signore e signori, riecco a voi il grande (anzi, il grandissimo) Adriano Piraccini.

Piraccini, lei a Cesena ha ‘chiuso’ facendo il vice di Nick Campedelli. Correva l’anno 2012.
“Sono passati 7 anni da quell’esperienza lampo. Eppure, la rabbia per quel triste epilogo, è ancora intatta. Ferite così non si rimarginano tanto in fretta…”.

Quel devastante esonero arrivò dopo appena 3 giornate…
“Nicola, per colpa di quel ribaltone in panca, ha avuto dei gravi danni a livello professionale. Io, invece, ho avuto dei danni a livello morale. In quell’occasione mi sono sentito tradito, preso in giro dal Cesena. Non tanto dal suo Presidente. Quanto da certi dirigenti. Gente arrogante e presuntuosa. I nomi di questi personaggi li conoscete tutti…”.

Vabbè, meglio parlare del Piraccini giocatore…
"Ecco sì, è meglio. Anche perché, di cose da raccontare, ne avrei tante…”.

L’allenatore con cui ha legato di più a Cesena?
“Ho amato Bagnoli. Ma se devo giocarmi un nome dico Bolchi. Maciste a volte era un po’ troppo rude, un po’ troppo duro. Però era una persona vera, sincera. Allenatori così, nel calcio moderno, non ce ne sono più…”.

E il mister che ha amato di meno?
“Lippi mi faceva giocare sempre. Eppure, con lui, il feeling non è mai scattato. Troppo presuntuoso, troppo borioso. Poi, sia chiaro: a livello tattico ne sapeva a pacchi. Il suo curriculum parla da solo…”.

Più bella la promozione dalla B o le tre salvezze raggiunte in A?
“Nel 1981, con quella promozione, ho toccato il cielo con un dito. Però è anche vero che, per il piccolo Cesena, salvarsi in Paradiso è come vincere uno Scudetto. Dunque mi dispiace, non posso scegliere…”.

Più deluso dopo la retrocessione del 1991 o dopo lo spareggio perso del 1994?
“Sicuramente, dopo quel maledetto spareggio giocato a Cremona, mi è caduto il mondo addosso. Quel Cesena era nettamente più forte del Padova. A condannarci furono un paio di nostri grossolani errori sottoporta. E il signor Ceccarini di Livorno…”.

Il fischietto toscano, quella volta, si superò…
“Ad un certo punto assegnò vergognosamente un calcio d’angolo al Padova. Grazie a quel corner arrivò l’1-1 di Cuicchi che cambiò il corso di quella partita. A pensare a quella ‘roba’ mi prende ancora male…”.

Lei è stato sempre un professionista esemplare. Eppure a Bari, nella primavera del 1994, avvenne la mutazione…
“I nostri festeggiamenti post-vittoria si trasformarono ben presto in rissa. E quando sei dentro una rissa, signori, non puoi che...difenderti. Si, quel giorno ho sbagliato di brutto. Ma la provocazione lanciata da un paio di giocatori baresi, fu troppo pesante. Non scordatevi che io ero un ex biancorosso…”.

Su YouTube si trova ancora un filmato d’epoca che racconta la sua corsa disperata verso il sottopassaggio…
"Rifilai un pugno a Tovalieri. Che a sua volta cercò di vendicarsi sul sottoscritto. Ma senza andare a segno. Poi iniziò quel mio slalom degno del ‘miglior’ Alberto Tomba: c’erano almeno 10 persone che mi volevano menare. Riuscii a raggiungere a fatica gli spogliatoi. Poi però, due giorni dopo, per me arrivarono 6 giornate di squalifica”.

Un ricordo del mitico Edmeo?
“Il vecchio Lugaresi, per me, è stato come un padre. Lui voleva bene a tutti i suoi calciatori, dal più forte al più scarso. Ogni tanto si lasciava andare, qualche volta sbroccava. Ma il suo amore per il Cesena vinceva su tutto. Non è certo un caso se, l’inizio della fine del club bianconero, è cominciato con la sua uscita di scena…”.

Guardi che pure gli ultimi due anni ‘griffati’ Edmeo hanno fatto dei danni…
“Può darsi. Ma è anche vero che, in quei due anni di serie C, Edmeo non era più – perdonatemi il termine – lucido come un tempo. Avrebbero dovuto sostituirlo prima, Edmeo. Chi gli stava vicino avrebbe dovuto convincerlo a mollare prima…”.

Uno sguardo veloce all’attualità: il Cesena ha iniziato il campionato con una clamorosa Caporetto a Carpi.
"Questo 4-1 ha fatto molto rumore. E non soltanto perché le uscite pre-campionato era andate molto bene. Però ora non si può perdere la testa per un semplice ko. Siamo solo all’inizio di un lungo percorso. La scelta che ha fatto il Cesena di rivoluzionare l’intera rosa prima o poi darà i suoi frutti. Ci vuole solo un po’ di pazienza. Nel frattempo vediamo cosa succede lunedì con la Vis Pesaro”.

Piraccini, che fa ora di bello?
"Faccio parte dell’Accademia Cesena. Alleno gli Esordienti e i Pulcini. Lavorare con i giovani è sempre una cosa bellissima. Farlo quasi sotto casa rende tutto ancora più speciale…”