Perico: “Con Drago potevamo andare in A. Agliardi? Risorgerà ancora…”

L’ex bianconero si confessa: “Almeida non era l’attaccante giusto per ‘quel’ Cesena. Mi auguro che la ‘promozione’ di Marson sia stata dettata solo da scelte tecniche. E sulle escort di Chiasso…”
28.11.2019 17:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Perico: “Con Drago potevamo andare in A. Agliardi? Risorgerà ancora…”

Parla di tutti e di tutto, l’ex difensore bianconero Gabriele Perico. Anche di Hugo Almeida. Anche di Massimo Drago. Anche di Federico Agliardi. Anche di – ehm ehm – escort elvetiche…

Perico, la rosa del Cesena 2014-15  era assolutamente inadeguata per la serie A…
“Inadeguata mi pare forse una parola troppo forte. Ma di sicuro quella squadra, che praticamente era stata costruita da Foschi a costo zero, era piena di lacune. Troppe scommesse, quella volta. Troppi ‘riciclati’ provenienti dell’Atalanta. E poi, Almeida, non era certo l’attaccante giusto per quel Cesena…”.

Lei poi, la stagione successiva, fece però parte di uno dei più bei Cesena degli ultimi 20 anni.
“Giocavamo un calcio bellissimo. Un calcio super-propositivo. Almeno in casa. Ecco, il problema di quel Cesena era proprio quello: fra le mura amiche del Manuzzi eravamo una sorta di rullo compressore. Poi però, in trasferta, facevamo una fatica boia. Ci bloccavamo. Regolarmente…”.

Sensi, Kessie, Ragusa, Caldara, Gomis, Ciano. E mi fermo qui. Drago, quel Cesena, lo doveva portare dritto dritto in A…
“Avevamo una signora squadra. A ripensare a quel maledetto preliminare play-off perso con lo Spezia mi prende ancora male. La maggior colpa di Drago? Forse, a un certo punto del campionato, il mister avrebbe dovuto puntare più sulla praticità che sul bel gioco. Alla roulette dei play-off dovevamo arrivare in una posizione migliore. Da terzi. Da quarti. Non da sesti…”.

Di quel gruppo faceva parte anche un ‘certo’ Agliardi. Un Agliardi che, dopo tanti anni, fa ancora rima con Cavalluccio.
“Seguo ancora con affetto le gesta del ‘vecchio’ Chicco. Ho visto che in campionato, da una manciata di partite, è stato messo in ghiacciaia per far posto al giovane Marson. Mi auguro che questo ribaltone in porta sia stato dettato solo da scelte tecniche, non da motivi legati al… portafoglio. A dirla tutta, analizzando questa vicenda, vedo delle analogie con quello che successe sempre a Cesena fra Agliardi e Leali…”.

Quella volta Bisoli subì delle pressioni (più o meno) esplicite dal club per far giocare il ‘raccomandatissimo’ baby di scuola Juve.
“Proprio così. Anche se, Agliardi, dava molte più garanzie di Leali. Vabbè dai, la chiudo qui. E comunque… il campionato è lungo. Marson è partito forte (3 gare giocate senza incassare un solo gol, ndr). Ma sono sicuro che Federico avrà ancora occasione di mettersi in mostra, di dare una mano al suo adorato Cesena. Agliardi, in carriera, è risorto dalle proprie ceneri più volte. Fidatevi di me: risorgerà anche questa volta”.

Intanto lei, a 35 anni suonati, non ha ancora perso la voglia di giocare a pallone.
“Dopo aver girato lo Stivale ed aver provato pure il campionato svizzero fra le fila del Chiasso, la scorsa estate ho fatto una scelta di vita. Ho deciso di stare vicino alla mia famiglia. Ora gioco in serie D, nella Virtus Bergamo. Il campo è a 13 chilometri da casa: meglio di così non potevo chiedere. Il calcio resta la mia vita, andrò avanti finché continuerò a divertirmi…”.

Ci dica qualcosa in più di… Chiasso. Di questo paesone di confine che profuma maledettamente di cioccolato. Di emmenthal. Di segreti bancari. E di bellissime escort…
“Tu scherzi ma, un dirigente del Chiasso, è pure un socio di un noto bordello della zona. Appena sono stato preso, lui è venuto da me e mi ha detto: ‘Gabriele, non provare a fare il furbetto con qualche escort: le nostre ragazze hanno le foto segnaletiche di tutti i giocatori…’. Io ovviamente ho fatto il bravo, ci mancherebbe altro. Ma un mio compagno di squadra, una sera, è stato invece beccato in quel locale poco prima di ‘consumare’…”.