Luca Ceccarelli: “Avrei voluto chiudere la carriera nel ‘mio’ Cesena”

L’ex bianconero si racconta: “Quel 2-0 al Milan non me lo scordo più. Certe mie parole dette ai tempi del Bologna sono state fraintese. Mi piacerebbe allenare le giovanili bianconere”
23.01.2019 19:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
Luca Ceccarelli: “Avrei voluto chiudere la carriera nel ‘mio’ Cesena”

A Cesena ha vinto tre campionati. Con addosso la maglia del Cesena si è concesso il lusso di battere pure Ibrahimovic e Pirlo. Per il Cesena si è rotto due ginocchia. Eppure Luca Ceccarelli, anche (ma non soltanto…) per colpa di quella sua ‘famosa’ dichiarazione rilasciata ai tempi della sua militanza nel Bologna, ha più volte diviso il tifo bianconero.

Ceccarelli, che fa ora di bello?
“Per chi non lo sapesse, gioco ancora a pallone. Nel Cervia, per l’esattezza. Abito a Milano Marittima. Proprio a trecento metri dal campo. Posso tranquillamente dire che ora sono diventato un giocatore tutto casa e…bottega”.

Programmi per il futuro?
“Quando appendo le scarpe al chiodo voglio fare l’allenatore. Mi sono già portato avanti con i lavori: la scorsa estate, a Coverciano, ho preso il patentino Uefa B. Vorrei ovviamente partire dai ragazzi. Vediamo quello che succede…”.

Potrebbe magari iniziare proprio dal ‘suo’ Cesena.
“Nelle giovanili bianconere ci sono già tanti ex, per me sarebbe bellissimo poter un giorno tornare a far parte della grande famiglia del Cavalluccio. Certo, a dire la verità io sognavo un ritorno in altre vesti…”.

Un ritorno da giocatore, giusto?
“Proprio così. Mi sarebbe piaciuto da matti chiudere la mia carriera in bianconero, dove tutto era iniziato tanni anni fa. La scorsa estate, quando il Cesena è ripartito dalla serie D, ci ho sperato in un revival. Mi è andata male”.

I ‘vecchietti’ in rosa erano già troppi.
“Lo so bene. Ma che ci volete fare? In cuor mio ci ho sperato fino all’ultimo in una chiamata di Pelliccioni. Ero reduce da un buon campionato a San Marino. Ero già rodato per la serie D. Ed ancora pazzamente innamorato del Cesena”.

La sua promozione più bella a Cesena?
“Ogni promozione sa sempre regalarti mille emozioni. Certo che, a pensarci bene, il grande salto verso la A che abbiamo fatto con Bisoli nel 2010 ha un sapore davvero particolare. Per tanti motivi”.

La giornata più bella vissuta in bianconero?
“Cesena-Milan 2-0 del 2010. Quello era un Milan pieno di campioni, di extraterrestri. Eppure noi, quella magica sera, siamo riusciti a compiere il miracolo. Il giorno dopo, quando mi sono svegliato, pensavo di essermi sognato tutto”.

Un’altra giornata da ricordare?
“Stessa stagione. Stesso stadio. Penultima giornata di A. Cesena-Brescia 1-0. Quel giorno, al termine di una rimonta da urlo cominciata in quella ‘famosa’ partita da dentro e fuori col Chievo, abbiamo arpionato la salvezza matematica”.

Nel 2013, il suo addio al Cesena, fece tanto rumore.
“Quella volta fui letteralmente obbligato a fare le valigie. Dal Cesena Calcio mi sarei aspettato un trattamento ben diverso. Ero pur sempre un senatore con in corpo ancora tanta voglia di bianco e nero...”.

Nel 2015, a Bologna, un bel giorno lei se ne uscì con una dichiarazione infelice.
“Un giorno dissi così: ‘A Cesena sono stato preso a pesci in faccia dopo che, per quei colori, avevo dato metà della mia vita’. Quella frase piccante, però, non era rivolta certo ai miei ex tifosi. Ma a certi vecchi dirigenti bianconeri”.

Lei poi disse pure questa frase: ‘Fino alla fine forza Bologna!’.
“Lo dissi perché a Bologna mi hanno sempre trattato bene. Tra l’altro, in Emilia, avevo appena conquistato una promozione in A. Poi ripeto: nel 2015 avevo ancora il dente avvelenato con qualche personaggio rimasto a Cesena…”.

Che ci dice del fallimento del ‘vecchio’ Cesena?
“Un fallimento è sempre una tragedia. Però spesso non tutti i mali vengono per nuocere. Questo crac ha ‘ripulito’ tutto e ha permesso di ricominciare una nuova storia. Gli ultimi anni, per il Cesena, sono stati un’agonia continua”.

De Feudis e soci hanno già un piede e mezzo in C.
“Maggio è lontano. La strada che porta verso la C è ancora lunga. Però è chiaro che, con questo robusto vantaggio sulla seconda in classifica, solo un terremoto potrà negare al ‘mio’ Cesena l’immediato ritorno fra i prof”.

Angelini sta facendo un gran lavoro.
“Beppe è stato bravo a superare il momento di difficoltà avuto a novembre e a ripartire di slancio. Sono felice di vederlo lassù in vetta. Anche perché lui, proprio come il sottoscritto, vuole un gran bene a questo piccolo ‘grande’ Cesena”.