Il dubbio di Drago: “Cosa ha chiesto realmente la società a Modesto?”

L’ex trainer bianconero fra passato, presente e futuro: “Nell’estate del 2015 la società voleva dare via Sensi. L’attuale rosa del Cesena non è certo eccelsa. Da Franco mi aspettavo molto di più”
30.10.2019 18:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Il dubbio di Drago: “Cosa ha chiesto realmente la società a Modesto?”

Parla di tutto, Massimo Drago. Anche di Francesco Modesto. Anche di questo Cesena sempre più lontano dalla zona play-off. Anche di Stefano Sensi. Anche di quel ‘famoso’ preliminare play-off perso (stupidamente) con lo Spezia.

Drago, che ne pensa di Modesto?
“È di Crotone come me. È stato un mio giocatore. È chiaro che faccio il tifo per lui. La scorsa estate, quando ho saputo che l’aveva preso il Cesena, l’ho anche chiamato per fargli un bel in bocca al lupo. Secondo me Francesco è un allenatore che farà strada…”.

Il suo concittadino, però, finora in Romagna ha faticato più del previsto…
“La rosa che gli è stata messa a disposizione è discreta. Ma non eccellente, non certo da fascia medio-alta. Poi sono il primo a dire che, in una piazza come Cesena, non ci si può accontentare di una semplice salvezza. Anche se sei una matricola…”.

È giusto o no mettere dunque in croce Modesto per i risultati finora ottenuti a Cesena?
“La domanda da porsi è questa: la scorsa estate cosa ha chiesto la società a Modesto? Se ha chiesto ‘solo’ il mantenimento della categoria e il lancio di qualche giovane, allora il mister è in linea con i programmi (la zona play-out è sotto di 2 lunghezze, ndr). Se invece Pelliccioni e soci hanno chiesto i play-off (attualmente già lontani 6 punti, ndr) è chiaro che al momento il bilancio bianconero è in rosso…”.

Modesto ha detto che a Cesena ‘sente’ troppa negatività. E troppa pressione. Lei, nei suoi trascorsi in Romagna, ha mai fatto i conti con queste ‘cose’?
“Ad essere sincero no. Sono però consapevole che, quella di Cesena, è una realtà calcistica che vuole sempre il massimo dalla propria squadra, una realtà ultra-esigente. Avere più di 8000 abbonati può essere anche un’arma a doppio taglio…”.

C’è un giocatore del Cesena che apprezza particolarmente? Da chi invece si aspettava di più?
“Mi piace molto Borello, esterno d’attacco poliedrico col vizio del gol. Da chi mi sarei aspettato qualcosina di più? Forse da Franco. Perché conosco le sue doti, perché lo scorso anno a Rende aveva fatto benissimo. Però niente sentenze, siamo solo a fine ottobre…”.

Nel frattempo il Cesena è pronto per andare a Fermo. Modesto non può permettersi passi falsi.
“Dopo il pareggio di Ravenna serve un altro risultato positivo, magari una vittoria. In tutti i casi, il Cesena, poi dovrà tornare comunque a fare la voce grossa in casa. A volte banalità fa rima con verità: il Manuzzi deve tornare ad essere per il Cesena il dodicesimo uomo in campo…”.

Giusto tre anni fa, in riva al Savio, si consumava il suo esonero. Da allora, per lei, solo tanto riposo forzato. Inframezzato da una sfortunata avventura-lampo alla Reggina. Perché tutto ciò?
“Forse perché non ho sponsor importanti, forse perché non ho un procuratore che cura i miei interessi. Oppure, più semplicemente, perché oggi vanno di moda i baby-allenatori. Io comunque resto alla finestra. Sono carico. Prima o poi qualcuno mi chiamerà…”.

Molti a Cesena dicono: nel 2015-16, con quella rosa, bisognava andare dritti dritti in serie A…
“Non si può ragionare su quella squadra con gli occhi di oggi. Non scordiamoci che Kessie era arrivato a Cesena in extremis nelle vesti di quinto difensore. Non scordiamoci che Caldara, 3 anni fa, era ancora acerbo. Non scordiamoci che la società, se non fossi intervenuto io, avrebbe ceduto Sensi in prestito al Santarcangelo. Dopo 3-4 giorni di ritiro…”.

Ripensa mai a quel maledetto preliminare play-off perso con lo Spezia? Quella sera avevate a disposizione due risultati su tre. Eppure…
Sì, lo ammetto: quella sera ho sbagliato. Se potessi tornare indietro, quella sfida da dentro o fuori, me la giocherei in modo molto diverso…”.