Giampaolo: Messia o raccomandato? A Cesena avevamo già la risposta…

Nessuno, in riva al Savio, ha scordato quel tragico avvio da film horror di 8 anni fa. Il flop maturato dal Messia di Bellinzona alla corte del Diavolo? E’ solo uno dei tanti…
09.10.2019 17:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Giampaolo: Messia o raccomandato? A Cesena avevamo già la risposta…

Qualcuno si è accorto soltanto ora che Marco Giampaolo è una cintura nera di banalità ‘pallonare’. Un venditore di fumo. Noi di Cesena però, tutte queste cose, le sapevamo già.

IL MESSIA - Sia chiara una cosa: Giampaolo merita rispetto. Per la sua educazione. Per il suo impegno. Per il suo amore verso il calcio. Gli ultimi avvenimenti maturati alla corte del Diavolo, semmai ce ne fosse stato bisogno, hanno però confermato che l’ex trainer del Cavalluccio è un condottiero gracile. Leggerino. Sgasato. Pure un po’ patacca, se vogliamo. Magari il tempo sputtanerà tutte le mie parole, magari fra 5 anni ritroveremo il Messia di Bellinzona in finale di Champions League. Al momento, però, i fatti dicono che questo eterno astro nascente del calcio nostrano, oltre che essere uno degli incontrastati re dell’esonero ‘targato’ Italia (i siluramenti di Cagliari, Siena, Catania, Cesena e Milano parlano chiaro…) e delle sceneggiate partenopee (vi siete forse dimenticati della sua celeberrima fuga da Brescia?), è pure il re del ‘Tutto fumo e niente arrosto’.

GHEZZAL - È una brava persona, Giampaolo. Uno che di calcio ne sa a pacchi. Lo penso davvero. Penso anche che, il vero responsabile di questo nuovo fallimento milanista, non sia tanto il Messia svizzero-abruzzese, bensì chi lo scorso maggio ha deciso di portarlo all’ombra della Madonnina. Le giustificazioni, però, finiscono qui: Giampaolo è uno degli allenatori più sopravvalutati (e raccomandati) degli ultimi 30 anni. Non lo dico io. Lo dice (anche) il suo curriculum vitae. Lo dicono (anche) quelle nove gare di campionato (3 pareggiate e 6 perse) giocate a Cesena in quella disgraziata stagione 2011-12. Giampaolo, per chi avesse perso la memoria, era quello che disse no al ritorno di Biondini in riva al Savio. Era quello che non faceva giocare Bogdani. Era quello che puntava forte su Marco Rossi. Era quello che non riusciva a sfruttare il potenziale di Candreva. Era quello che non controllava la vita notturna di Ghezzal e soci.

IN COPPA - Più semplicemente… Giampaolo era quello che, col ‘miglior’ Cesena di sempre, è riuscito a vincere solo uno straccio di partita. In Coppa Italia. Contro l’Ascoli. E i discreti risultati ottenuti ad Empoli e Genova sponda Sampdoria? Eccezioni. Soltanto eccezioni. Eccezioni che confermano la (triste) regola. Giampaolo? Per me resta una gran brava persona. Un grande oratore. Un grande amante degli slogan facili (il suo preferito? ‘Testa alta e giocare a calcio!’). Ma, soprattutto, un allenatore da fascia medio-bassa. Perchè maestri si nasce. Non si diventa.