Cascione: “Dopo il derby ho perso la testa. Modesto? Ottima scelta…”

L’ex bianconero fra passato, presente e futuro: “Lo confesso: lo scorso febbraio, con Pelliccioni, non mi sono comportato proprio benissimo. Sogno sempre un revival a Cesena…”
23.06.2019 17:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Cascione ai tempi del Cesena
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Cascione ai tempi del Cesena

A tu per tu con Emmanuel Cascione. Sotto l’ombrellone. Fra una birretta e un Calippo. Per parlare di tutto. Pure di quel famoso derby dello scorso febbraio che ha regalato (anche) colossali cappelle arbitrali, minacce intimidatorie in salsa forlivese, fantozziane dichiarazioni ‘presidenziali’ ed assurdi divieti che sono già passati alla storia.

Cascione, cominciamo la nostra chiacchierata partendo subito da questa miracolosa salvezza ‘targata’ Forlì.
“Il vergognoso ko interno patito col Castelfidardo è stato il vero crocevia della nostra stagione. Dopo quella a dir poco penosa gara ci siamo guardati tutti negli occhi, abbiamo discusso forte, ci siamo detti in faccia… tante cose. Dentro di noi è scattato qualcosa dentro. E in extremis siamo riusciti ad evitare la retrocessione, senza nemmeno passare dai play-out. Salvezza stre-pi-to-sa!”.

Lei, lo scorso gennaio, aveva dichiarato: il Cesena vincerà il campionato con 15 punti di vantaggio sulla seconda…
“Vero, me lo ricordo bene quel pronostico fatto al giro di boa (risata, ndr). A ‘fregarmi’ è stato un Matelica bravissimo a tenere viva la lotta promozione sino alla fine. E un Cesena che, dopo essere arrivato anche a +10, negli ultimi due mesi ha perso per strada punti pesanti. La cosa più importante, però, è che i bianconeri sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo…”.

Il Cavalluccio, in serie C, ripartirà dallo scalpitante Modesto. Lei, Francesco, lo conosce bene…
“Con Modesto ci ho giocato assieme in A a Reggio Calabria e a Pescara. Siamo stati vicini di casa, con le nostre rispettive famiglie abbiamo passato assieme pure qualche vacanza estiva. Sono molto felice per il suo approdo a Cesena. E sapete perché? Perché Francesco è l’allenatore ideale per i bianconeri: giovane, motivato, grintoso e con un modulo di gioco propositivo. A Rende, con una rosa non certo eccelsa, ha fatto molto bene. Farà benissimo anche in Romagna…”.

Vabbè, lasci perdere i…pronostici. E piuttosto ci dica: ha già fatto o farà presto una telefonatina a Modesto per chiedergli se nel suo Cesena c’è posto anche per un ‘certo’ Cascione?
“Lo confesso apertamente: io, la speranza di poter tornare un giorno a Cesena, da giocatore o in un’altra veste, ce l'ho sempre. E questo perché in questa piazza ho vissuto emozioni indimenticabili e conosciuto tanta gente splendida. Però, ve lo giuro, io a Modesto questa ‘domandina’ non la farò neppure. Non mi sembra il caso. E ho un contratto col Forlì fino al 2020…”.

Torniamo al derby dello scorso febbraio fra Galletti e Cavalluccio. Dica la verità: è vero che a fine gara lei si è comportato male con Pelliccioni?
“Al triplice fischio finale Pelliccioni è venuto a stringermi la mano ma io, in modo plateale, non ho accettato il suo saluto. Quella sera avevo un diavolo per capello. Ero incazzato nero. Perdere in quel modo, al 96’, per colpa di quel maledetto (ed inesistente, ndr) rigore, per giunta dinnanzi al ‘mio’ Cesena, a quello stesso Cesena che avevo ‘sfiorato di nuovo’ ad agosto e a dicembre, mi ha fatto letteralmente perdere la testa…”.

Lei, al direttore del Cesena, ha detto per caso anche qualche parolina di troppo?
“A Pelliccioni, quella sera, in maniera magari colorita ho detto ‘semplicemente’ che non mi andava di essere preso in giro. Stop! Non esageriamo, queste sono frasi che si dicono in ‘quei’ momenti. Pelliccioni è uno che vive nel mondo del calcio da tanti anni, spero e mi auguro che non se la sia presa più di tanto per il mio comportamento. Ho una grande stima di Alfio, lui lo sa...”.

Passano gli anni ma, in casa bianconera, ci sono ancora due vecchi eroi di Latina 2014 che continuano a raccogliere trionfi in riva al Savio.
“Agliardi, in questa stagione, è stato semplicemente decisivo. Sia in campo, dove ha sfoderato tante parate pesanti e solo due errori isolati. Sia dentro lo spogliatoio. De Feudis? Per Beppe, ormai, ho finito gli aggettivi: se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Assieme al già citato Chicco, a bomber Ricciardo, e all’insostituibile Alessandro, il Conte è stato uno dei grandi segreti di questo nuovo Cesena…”.