Bisoli: “Da Capellini a Sensi, passando per Agliardi e Sarri: vi dico tutto!”

A tu per tu con l’Uomo di Porretta: “Ho detto no alla Reggina, aspetto una nuova chance. Le mie favorite per la B? Vicenza, Padova e Feralpi. Quanti baby che ho scoperto a Cesena…”
20.07.2019 19:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Bisoli tuonante come sempre
© foto di Luca Gambuti/Image Sport
Bisoli tuonante come sempre

Tennis. Tanto tennis. E poi qualche bagno di sole nella 'sua' Cesenatico. Qualche cenetta di pesce in compagnia della moglie Rita. Qualche corsetta assieme al figlio Davide. Eccola, la 'strana' estate (senza pallone) di Pierpaolo Bisoli.

Bisoli, novità all’orizzonte per lei?
“Niente, nulla. Ormai i giochi sono fatti, tutte le panchine sono occupate. Pazienza, vorrà dire che salirò su un treno in corsa. Più avanti. Con calma…”.

Ha avuto contatti con qualche club?
“Posso soltanto dirvi che ho detto no alla Reggina…”.

Per caso, con lei, si è fatto sentire anche un ‘certo’ Samorì?
“Assolutamente no! Mai parlato con ‘questo’ Samorì. Così come, te lo dico già che tanto poi me lo chiedi, non ho mai parlato con nessun dirigente del Cesena”.

Perché uno che ha vinto 4 campionati negli ultimi 10 anni è ancora a spasso?
“Perché adesso vanno tanto di moda gli allenatori giovani. Anzi, giovanissimi. Ma non temete: presto tornerò nel mio habitat naturale. Il ‘vecchio’ Bisoli non molla di un centimetro…”.

Anche il Cesena, portandosi a casa il ‘baby’ Modesto, ha seguito la moda del momento…
“A Modesto gli auguro di fare bene. Di portare il Cesena in alto. Cesena è una piazza che ti lascia lavorare con tranquillità. Ma anche molto esigente…”.

I bianconeri sono finiti nel girone B.
“Girone tostissimo, questo. E non soltanto perché ci sono tanti derby. Vicenza, Padova e la ricca Feralpi Salò: ecco le mie tre favorite per la promozione diretta. Il Cesena? Dovrà partire a fari spenti, poi si vedrà…”.

Il Cesena ha fatto bene a ripartire dal Conte di Bollate?
“Non bene, benissimo! De Feudis, a Cesena, è un mito vivente. Uno che in bianconero ha vinto 5 campionati. Non è più un ragazzino, non può più giocare tutte le partite. Però tornerà ancora utile. Beppe è come i gatti, ha sette vite…”.

Del suo ex allievo Capellini che ci dice?
“Capellini è un ragazzo con un potenziale altissimo, un ragazzo che secondo me in carriera avrebbe potuto fare molto di più. Il 3-4-3 che ha in mente Modesto potrebbe esaltarlo. Io, Nicola, lo vedo bene come esterno di centrocampo”.

Uno come Capellini potrebbe fare meglio in C che in D.
“Sì, lo penso anche io. Però Capellini, quest’anno, dovrà fare ‘solo’ il calciatore. È sempre difficile svolgere il doppio ruolo di atleta-tifoso…”.

Lei in riva al Savio ha allenato anche Agliardi.
“Agliardi è un altro vecchio eroe di Latina 2014, un’altra bandiera bianconera che andava preservata. Non so se quest’anno partirà titolare. Ma anche qui la società, riconfermandolo, ha fatto…cosa buona e giusta”.

Parliamo un po’ di serie A. La Juve ha già lo Scudetto in tasca?
“Lo Scudetto in tasca no. Però è evidente che la Juve, rispetto alle altre, resta al momento di un altro pianeta. Per tanti motivi. Certo, la partenza di Allegri potrebbe anche farsi sentire…”.

Sarri non è l’uomo giusto al posto giusto?
“Sarri è bravo. Fa giocare bene le sue squadre. Ma ribadisco: Allegri gli ha lasciato un’eredità pesante, pesantissima. Vincere non è mai scontato: neppure se alleni la Juve”.

In Italia chi potrebbe dare del filo da torcere alla Vecchia Signora?
“Io punto forte sull’Inter. Conte è un grande condottiero. Da lui mi aspetto grandi cose. Con lui, i nerazzurri, cambieranno mentalità. Anzi, l’hanno già cambiata…”.

Proprio il Biscione si è appena portato a casa lo scalpitante Sensi…
“Sensi, negli ultimi anni, è cresciuto molto. Potrebbe diventare un ‘vero’ big del calcio italiano. Questo, per lui, sarà l’anno della verità…”.

Gli haters di Bisoli continuano a dire che lei, a Cesena, snobbò proprio il talento di Sensi.
“Fesserie! Messe in giro dalla ‘solita gente! Sapevo pure io che il ragazzo ci sapeva fare. Ma all'epoca, Sensi, aveva 17 anni. Era ancora troppo giovane ed acerbo per quel Cesena. Fu così che fu mandato in prestito al San Marino”.

Un allenatore, ogni tanto, deve fare delle scelte.
“Troppo facile tirare sempre fuori questa storia di Sensi. O quella di Lapadula. Chi mi critica, però, non deve scordarsi che io a Cesena ho lanciato tanti giovani. Qualche nome? Giaccherini, Parolo, Defrel, D’Alessandro, Schelotto…”.

Lei, tre anni fa, disse che nel 2021 o nel 2022 si sarebbe ritirato. Ormai ci siamo…
“L’ho detto sì, ma da allora ho cambiato idea. Io, senza calcio, non ci so proprio stare. Il calcio è la mia vita. Almeno altri 9-10 anni su una panchina me li voglio ancora fare. Non vedo l’ora di tornare in pista. Sono carico…”.