Alessandro: “Deluso dal Cesena, schifato dal calcio. E su Angelini dico che…”

ESCLUSIVO L’ex bianconero si confessa, senza filtri: “Lo sfogo di Modesto? Chi ha paura delle pressioni dovrebbe stare lontano dal Cavalluccio. De Feudis? Rinascerà presto…”
11.09.2019 17:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Un’immagine che parla da sola…
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Un’immagine che parla da sola…

Avete i secondi contati? O, più semplicemente, siete amanti delle interviste mordi e fuggi? Allora lasciate perdere: questo pezzo non fa per voi. Se invece avete (almeno) tre minuti di tempo da dedicare alla vostra passione in bianco e nero, o più semplicemente se volete ‘solo’ conoscere sino in fondo quel grandissimo personaggio che risponde al nome di Danilo Alessandro, mettetevi belli comodi: questo è il pezzo che (forse) stavate aspettando.

Alessandro, che aria tira a Campobasso?
“Questo start di campionato ci ha regalato una vittoria e una sconfitta. Dobbiamo ancora sistemare diverse cosine, ma possiamo arrivare lontano…”.

Lo sanno tutti che volete salire in serie C…
“Sono arrivato in un club ambizioso, in una piazza che vuole tornare protagonista. Però non siamo di certo l’ammazza-campionato. Nel nostro girone ci sono tante altre squadre agguerrite. Vediamo un po’…”.

È riuscito a smaltire la delusione per essere stato scaricato dal Cesena?
“La rabbia legata a quell’addio è scomparsa. La delusione no. Quella non si cancellerà mai. Neppure fra 50 anni. La batosta è stata grande”.

Anche Ricciardo, altro ‘trombato’ eccellente del Cavalluccio, ha usato le stesse sue parole…
“A Cesena mi erano state fatte delle promesse che non sono state rispettate. Stop. Con la promozione in tasca pensavo di avere la conferma in saccoccia. Invece non mi hanno voluto…”.

Su tale tema, i dirigenti bianconeri, sono stati chiarissimi: lei non è stato confermato per motivi tecnici.
“Patrignani & Co. hanno detto  che il sottoscritto non era adatto al modulo di Modesto. Quando invece io, il 3-4-3, l’ho già fatto in passato con buoni risultati. Anche a Taranto. Vabbè, lasciamo perdere. Non capisco, ma mi adeguo”.

I suoi detrattori dicono (anche) che Alessandro corre poco. Che Alessandro non torna mai a dare una mano in difesa…
“Queste dichiarazioni mi fanno solo sorridere. Sono soltanto una scusa. E comunque io, a questa gente, rispondo dicendo che Alessandro è un attaccante che deve pensare soprattutto a buttarla dentro. E a far segnare i suoi compagni di squadra…”.

È proprio vero: questa  sua maledetta ferita non si rimarginerà mai.
“Nell’estate del 2018 ero tornato a Cesena per vincere un altro campionato, questa volta da protagonista. Ci sono riuscito. Ho segnato 18 gol e regalato tanti assist. Speravo ‘solo’ in un finale diverso. Cercate di capirmi…”.

Si consoli: a Cesena, di reduci della promozione, ne sono rimasti pochi. Pochissimi.
“Con alcuni di loro mi sento regolarmente. Faccio il tifo per loro. Come faccio il tifo per il Cesena. Per il ‘mio’ Cesena. A Cesena ho lasciato tanti amici. Tanti ricordi. Che piazza fantastica che è Cesena…”.

Domenica scorsa, i bianconeri, sono riusciti a racimolare i primi punti stagionali.
“Ho visto. Ci voleva proprio questa vittoria con la Virtus Verona. Per la classifica, sì. Ma soprattutto per il morale. Non è mai facile ripartire dopo una rivoluzione. Anche se ti chiami Cesena”.

Secondo lei dove può arrivare questa squadra?
“Confido in una salvezza molto tranquilla, magari anche in un posticino nei play-off. Faccio fatica a fare previsioni. Di sicuro, Modesto, mi pare un bravo allenatore. Uno con le idee molto chiare”.

Il trainer bianconero, sabato scorso, ha detto però che a Cesena ‘sente’ troppa pressione da parte della stampa.
“Se hai paura delle pressioni devi stare lontano da Cesena. Se vai a Cesena, se scegli di sposare la causa di un club che fa più 8000 abbonati e che fino a 5 anni fa giocava ancora in A, sai a cosa vai incontro. Le pressioni non le ha un allenatore o un giocatore che viene a giocare a Cesena. Ma un padre di famiglia che deve campare con 900 euro al mese…”.

Anche lei, la scorsa stagione, a Cesena ha avuto qualche piccolo problemino con qualche hater romagnolo…
“Ma ci sta, fa parte del gioco. Non puoi piacere sempre a tutti. E comunque, ripeto, Cesena resta una piazza straordinaria. Una piazza dove si può far calcio in piena tranquillità…”.

Il suo vecchio maestro bianconero Angelini è ancora a spasso: sorpreso?
“Sorpreso. E deluso da questo calcio che non tiene più conto della meritocrazia e dei risultati. Angelini, in carriera, ha raccolto tre belle promozioni in C. È reduce da una grande stagione vissuta nella sua Cesena. È un allenatore serio e preparato. Eppure…”.

Secondo lei perché il buon Beppe è fermo ancora ai box?
“Perché non è ben sponsorizzato. Perché non ha santi in paradiso. Ormai, al giorno d’oggi, nel calcio lavori solo se hai le amicizie giuste…”.

Ma lei lo ama ancora il mondo del pallone?
“L’ho amato tanto, il calcio. Adesso, invece, il calcio mi fa schifo. Questo è un mondo dove le strette di mano non contano più. Continuo a giocare, continuo ad andare avanti, solo per motivi economici. Ho una famiglia da mantenere…”.

Prima di salutarci vuole rivolgere un ultimo saluto alla Romagna bianconera?
“Assolutamente sì! Saluto tutti: tifosi, ex compagni di squadra, collaboratori, magazzinieri. Un saluto speciale, poi, fatemelo fare a De Feudis. Caro Beppe, ho visto che in queste prime tre giornate di campionato non hai ancora trovato spazio. Tieni duro, prima o poi tornerai sulla cresta dell’onda. Nella tua Cesena. Nella ‘mia’ Cesena…”.


PS: Poi non lo dico più, promesso: Alessandro era da confermare! Per tanti motivi (tecnici, economici e...sentimentali). Passo e chiudo.