Agliardi: “Quando passo davanti al Manuzzi mi viene da piangere”

A tu per tu con l’ex portiere bianconero: “Lugaresi ha preso in giro una città intera. Dalla nuova società non mi è mai arrivata una vera proposta, ma tiferò sempre Cesena”
04.09.2018 21:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 6154 volte
Federico Agliardi
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Federico Agliardi

Il vergognoso crac del Cesena ‘targato’ Giorgio Lugaresi. La falsa (anzi, falsissima) partenza della truppa di Beppe Angelini. Quel fottuto telefono che continua a rimanere muto. Ma non solo. Parla di tutto, l’ex portiere bianconero Federico Agliardi. Senza peli sulla lingua.

Agliardi, novità all’orizzonte?
“Al momento non c’è nulla. Per tenermi in forma mi sto allenando col Santarcangelo. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. Vediamo se arriva qualche offerta in extremis, anche dai professionisti. Posso dare ancora tanto a questo sport. Sono carico come una molla. Voi non potete neppure immaginare la voglia che ho di rimettermi in carreggiata”.

L’incazzatura post-crac è ancora viva?
“Che domande sono? Certo che è viva! Queste cose non si cancellano con un colpo di spugna, da un giorno all’altro. Queste tragedie sportive ti restano dentro a vita. Dopo quasi venti anni passati fra A e B è davvero dura ritrovarsi a piedi, senza squadra, con un pugno di mosche in mano. Ho passato un’estate di inferno. Anche perché per me il calcio non è solo un lavoro, ma anche una passione. A Cesena avevo davvero tutto per essere felice, ci eravamo anche salvati alla grande. Poi invece, dietro alla scrivania... ”.

La cosa che l’ha fatta più infuriare?
“Giorgio Lugaresi & Friends, nel corso della stagione, ci avevano assicurato più volte che, una volta raggiunta la salvezza sul campo, il Cesena avrebbe continuato ad esistere. Così non è stato. Il Presidente, con le sue parole, non ha preso in giro solo noi giocatori, tutti i dipendenti, ma una città intera. Da parte loro è mancata la trasparenza, noi abbiamo scoperto la vera situazione debitoria solo alla fine, a giochi quasi fatti. Inaccettabile! Non ci sono alibi o scusanti... ”.

Ha dormito la prima notte dopo l’ufficialità della fine del ‘vecchio’ Cesena?
“La prima notte, stranamente, sì. Quelle successive, invece, ho fatto una fatica boia a prendere sonno. Ma il dolore più grande lo provo tutte le volte che passo davanti al Manuzzi. Abito ancora a Cesena, mi capita dunque spessissimo di ripassare in auto vicino alla mia vecchia ‘casa’. Ve lo posso assicurare: a rivedere da fuori quei muri, quelle tribuna, la curva Mare, a ripensare ai miei cinque anni in bianconero, mi si stringe il cuore. Difficile spiegare a parole cosa si prova in quegli istanti. A volte mi viene quasi da piangere. Altre volte mi viene voglia di urlare da solo dentro l’abitacolo, di mandare a ’fanculo tutto e tutti. Cazzo, non doveva finire così... ”.

Il momento da ricordare e da dimenticare della sua avventura in bianconero?
“La notte di Latina 2014 non si scorda più, per tanti motivi. Il momento più doloroso me l’ha invece ‘regalato’ Drago, all’inizio della stagione 2016. Ero io il portiere titolare di quel Cesena, avevo avuto delle garanzie. Mi sono fatto male in allenamento, prima della seconda partita con l’Entella. Un infortunio da poco, uno stop di una decina di giorni. Niente, è bastato quello stupido acciacco per farmi fuori, per affidare il mio posto a Gomis. Quella volta, il mister, mi ha tradito...”.

Perché il nuovo Cesena non è ripartito anche da lei?
“Hanno fatto altre scelte, hanno puntato su portieri giovani. Solo il tempo potrà dire se hanno fatto bene o male. Quello che è certo è che io mi sono offerto, che ero prontissimo a ripartire da capo, che i soldi non erano affatto un problema. Ci ho sperato tanto in questa mia nuova vita in bianconero, con la società ho avuto pure un paio di colloqui telefonici. Ma, in soldoni, al sottoscritto una loro vera proposta non è mai arrivata”.

Intanto, la band di Angelini, si è fatta buttare fuori dalla Coppa Italia dalla Savignanese. Se il buongiorno si vede dal mattino...
“Lo start è stato da dimenticare, ma questa sconfitta può fare bene. Il Cesena parte per vincere la D, ma in D non c’è nulla di scontato. Io ovviamente continuerò a fare il tifo per i bianconeri. Il Cesena mi è entrato proprio dentro. È proprio per questo che mi sarebbe piaciuto da matti tentare una nuova scalata con addosso quei colori. Peccato, peccato davvero. E comunque...forza Cavalluccio! Sempre!”.