L’uno-due di Pillitteri

I colpi sotto la cintura dell’arbitro palermitano così forti che nemmeno in un rap dei OneMic
 di Gian Piero Travini  articolo letto 2183 volte
Pillitteri, arbitro apprezzato
Pillitteri, arbitro apprezzato

“I colpi della vita vanno sotto la vita è normale / e se mi sento Rocky è per poterle urlare che non mi fa male / può picchiare ma ne esco illeso per vedermi steso / dovrà aspettare il giorno del mio funerale”.
Luigi Pillitteri ci prova, ma il Cesena non va giù. Incassa come Ali contro Foreman e pareggia che se fosse pugilato sarebbe vittoria ai punti. Questi tutti i colpi sotto la cintura menati ieri dall’arbitro che l’anno scorso mandò al tappeto il Pordenone per far passare in cavalleria il Parma ai playoff di Lega Pro.

20' Gori crossa dalla destra in area, Kupisz è in anticipo su Beghetto ma sbilanciato dalla transizione. L’attaccante si appoggia alla sua schiena, Kupisz cade, Beghetto controlla con l’aiuto del braccio sinistro spostato in avanti e trafigge sul primo palo Fulignati. Rete da annullare, Beghetto passibile di ammonizione per il controllo di mano.

32' Fulginati in intervento a terra tiene il pallone saldo tra le mani. Parte il contropiede senza palla del Cesena e sul fondo Kupisz rientra in posizione: Beghetto gli è subito dietro e per riguadagnare lo spazio perso durante l’azione precedente - in cui è finito a terra -, si aggrappa al difensore, trattenendolo vistosamente. Nel tentativo di liberarsi e evidentemente frustrato dalla marcatura, il polacco si ribella e sventaglia il braccio sinistro contro l’attaccante - sfiorando con il dorso della mano sinistra la guancia destra di Beghetto -, che crolla sul terreno di gioco come “corpo morto cadde”. Ai sensi del regolamento non importa realmente che Kupisz colpisca o non colpisca l’avversario: per un’espulsione basta solo l’intenzione, per condotta gravemente sleale. Tuttavia il fallo, netto, è di Beghetto. Calcio di punizione per il Cesena, cartellino rosso a Kupisz e - volendo - giallo a Beghetto che simula vistosamente il contatto, tanto che in terra si tiene la parte sinistra del volto, e non la destra: ammonizione perché tenta di ingannare l’arbitro, estendendo il vecchio concetto di “simulazione”. Questo cartellino, unito al possibile giallo del 20', avrebbe portato all’espulsione dell’attaccante del Frosinone.

Pillitteri. Otto rigori in otto partite, e non uno senza contestazioni. Complice nella promozione ‘forzata’ del Parma in serie B. Gestione disciplinare rivedibile.
Espelle i calciatori in panchina.
Alla meglio, un incapace. Alla peggio, un esecutore. I complici si muovono ineffabili tra i salotti della Federazione, della Lega serie B e dell’Associazione Italiana Arbitri, che non è e non sarà mai esente da queste prestazioni. Ricordando come il presidente Nicchi abbia sostenuto con gioia la candidatura di Tavecchio alla Figc e come chi già lo aveva sostenuto ora sieda in Consiglio di Lega e abbia possibilità di farsi sentire, con lucidità ma con fermezza, in questa occasione.

Quanto a noi, i consigli del vecchio TUTTOCesena Express sono preziosi, specialmente nelle serate buie e tempestose, quando i fulmini lampeggiano, i tuoni rimbombano e la pioggia viene giù in gocce pesanti come piombo. Basta che vi ricordiate quello che fa il vecchio Fabrizio Castori, quando dal cielo arrivano frecce sotto forma di pioggia e i tuoni fanno tremare i pilastri del cielo. Sì, il vecchio Fabrizio Castori guarda l’arbitro scatenato proprio nell'occhio e gli dice: “Mena il tuo colpo più duro, amico. Non mi fai paura”.
Grosso Guaio A Forsinonetown.
Almeno ridiamoci sopra.