Il calcio è malato, malatissimo. Ma il Conte è sano come un pesce

Ora tutti osannano ed acclamano De Feudis, ma la scorsa estate in riva al Savio c’era chi (stupidamente) non voleva dare fiducia al capitano di mille battaglie bianconere
10.11.2019 16:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Il calcio è malato, malatissimo. Ma il Conte è sano come un pesce

Brutta bestia, il calcio moderno nostrano. Bruttissima.


Pochi campioni in campo. Presidenti rabazieri dietro la scrivania. Stadi mezzi vuoti. Calendari spezzatino. Dichiarazioni incellophanate.


Ogni tanto mi verrebbe voglia di staccare la spina. Di mandare a cagare tutto e tutti. Compreso – sigh – Diletta Leotta.


Poi però, ciclicamente, salta fuori la favola all’italiana. La favola che, all’improvviso,  ti riconcilia con questo mondo infarcito di plusvalenze gonfiate. Di fallimenti. Di dirigenti permalosi. Di giocatori raccomandati. Di falsità. Di ottusità.


Favole come quella che, in riva al Savio, sta vedendo protagonista De Feudis. Il ‘solito’ De Feudis.


Ha sette vite come i gatti, il buon Beppe. Anzi, forse otto. Diciamo pure nove. O dieci.


A Cesena, dal 2010 a questa parte, il Conte l’hanno fatto (vergognosamente) fuori almeno tre volte. Lui, però, si è sempre rialzato. E’ sempre ripartito. Con caparbietà. Con sobrietà. Con intelligenza. Con stile. Tanto stile.


Anche la scorsa estate, qualcuno, aveva frettolosamente sentenziato: ‘Troppo vecchio per la C, il Conte’.


Vecchio ’sti due maroni…


Ora tutti lo osannano. Tutti lo acclamano. Sugli spalti. Davanti alla tv. E nella stanza bianconera dei bottoni. Ma io non ho scordato certi commenti fatti a luglio sotto l’ombrellone, da certi tifosi. Come non ho scordato quella patetica telenovela legata al suo rinnovo contrattuale, che tardava ad arrivare.


Ma sì, chissenefrega. Scurdammoce ‘o passato. E guardiamo avanti.


Continua così, caro ‘vecchio’ Capitano di mille battaglie bianconere. Caro ‘vecchio’ Re del Gerovital.

Il calcio è malato. Malatissimo. Ma tu sei (sempre) sano come un pesce. Oggi come ieri. Oggi più di ieri. Per fortuna.