Ac Cesena, Ceccarelli attacca e Lugaresi andrà dal giudice

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14.07.2019 00:10 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Ac Cesena, Ceccarelli attacca e Lugaresi andrà dal giudice

Era nell'aria da tempo ma ora la tempesta perfetta relativa all'ormai defunta società di calcio AC Cesena sembra essersi formalizzata. Il sodalizio bianconero è fallito un anno fa ma la giustizia ordinaria sta iniziando proprio in questi giorni a mettere ordine nell'intricata matassa che ha portato alla fine della gloriosa storia del club bianconero. Andiamo con ordine: ieri la Guardia di Finanza ha annunciato sequestri per circa 9 milioni di euro tra AC Cesena e Chievo nell'ambito dell'operazione "Fantacalcio", mentre oggi via Facebook è tornato a parlare una delle persone coinvolte nella vicenda, la storica bandiera Giampiero Ceccarelli (nonchè socio di Cesena per Sempre e membro del CdA bianconero). Infine, secondo quanto appreso da Il Resto del Carlino (i dettagli in edicola oggi, domenica 14 luglio, nell'articolo a firma Paolo Morelli), l'ex presidente bianconero Giorgio Lugaresi sembra destinato a comparire in settimana in Tribunale a Forlì.

Il fantacalcio di Lugaresi. È proprio questo il titolo scelto in prima pagina da Il Resto del Carlino Cesena per annunciare l'operazione della GdF (ne avevamo brevemente parlato ieri qui). Nei confronti di Lugaresi "il giudice per le indagini preliminari ha emesso il divieto di esercitare attività d'impresa per un periodo di otto mesi (presumibilmente entro questo periodo ci dovrebbe essere la chiusura delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura della Repubblica) - scrive Morelli - l'ex direttore generale Gabriele Valentini [...] e l'ex vicepresidente vicario Graziano Pransani [...]. Le accuse per tutti sono di bancarotta fraudolenta, false comunicazioni sociali ed emissione o utilizzo di fatture false". 

Plusvalenze fittizie. Si parla di circa 30 milioni di plusvalenze fittizie, ovvero di giocatori tecnicamente scarsi e mai utilizzati scambiati tra due società (in questo caso Cesena e Chievo, dove anche il presidente Luca Campedelli risulta coinvolto) ad un valore nominale estremamente superiore a quello reale. L'escamotage delle plusvalenze fittizie in generale serve per coprire a bilancio le perdite della gestione operativa: si vendono giocatori tecnicamente poco validi a cifre spropositate ad una società consenziente e si restituire il favore comprando per la stessa cifra altri giocatori di secondo o terzo piano. A livello pratico non si muove un singolo euro ma a livello di bilancio le entrate vengono iscritte tutte nell'esercizio corrente mentre le uscite dovute agli acquisti vengono ammortizzate su tutti gli anni della durata del contratto. In teoria tali scambi richiederebbero comunque i pagamenti delle imposte e dell'Iva che spesso, visto che non circola denaro, vengono evasi.

L'Iva non pagata. L'AC Cesena è chiamata a rispondere anche per ingenti mancamenti nei versamenti Iva: per il solo 2015 si parla di 2,5 milioni di euro. Per questo capo d'accusa (cioè per l'omesso versamento dell'Iva relativa al 2015) Giorgio Lugaresi è stato già assolto in primo grado per non aver commesso il fatto. Sempre Paolo Morelli del Resto del Carlino, molto attento a queste vicende, scriva nello scorso mese di maggio: "Il giudice monocratico Ilaria Rosati ha assolto Lugaresi per non aver commesso il fatto, il che significa che ha riconosciuto che il versamento dell'imposta sul valore aggiunto non era in carico a Lugaresi, difeso dall'avvocato Giovanni Maio, ma a qualcun altro".

Lo sfogo di capitan Ceccarelli. Ma allora chi è questo "qualcun altro"? Impossibile asserirlo con certezza in assenza di una sentenza del Tribunale ma, proprio tra i commenti, nella pagina Facebook di TuttoCESENA, dell'articolo sull'assoluzione di Lugaresi arriva un appassionato sfogo di Giampiero Ceccarelli che riportiamo nei passaggi salienti (la versione integrale può essere letta qui). Tutto parte da un commento di un ex dirigente del Romagna Centro, Renzo Malatesta, che chiama in causa proprio Ceccarelli: "Allucinante! Mi pare di aver sentito dire che la colpa ricade su chi ha firmato la dichiarazione: ovvero su capitan Ceccarelli! Che non ho ben capito come possa essere caduto nella "trappola"!!!" Segue la risposta della bandiera dell'Ac Cesena: "Te lo dico io Renzo, mi è stato chiesto di fare il delegato perché ero più in sede degli altri per il mio incarico di osservatore della squadra che andavamo ad incontrare. Quindi dovevo firmare le cose di routine. [...] quindi hanno carpito la mia buona fede. Fatto con me che andavo allo stadio da quando avevo otto anni diventando il capitano che ha portato il Cesena per la prima volta in serie A. Che ho rifiutato di andare in società più blasonate rinunciando ad avere un ingaggio triplo di quelli che prendevo qui, una carognata come questa non la meritavo. Mi hanno coinvolto in una cosa di cui non so niente, senza cuore e senza scrupoli. Per me non è finita qui, io l'ho fatto per il Cesena calcio non per chi ha sfruttato cinicamente la situazione...chi è stato a voler questo i conti li farà personalmente con me soprattutto perché ha tradito il pubblico della città in cui sono nato e orgogliosamente ho sempre stimato".