Patrignani: “Zecca sfonderà. Il portiere? Decide il mister, non la società…”

Il CAP fa il punto in casa bianconera dopo 5 giornate: “Col Piacenza abbiamo perso 2 punti. Ci sono ancora degli automatismi da oliare ma sono fiducioso. E se matura Valencia…”
22.09.2019 13:18 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Patrignani: “Zecca sfonderà. Il portiere? Decide il mister, non la società…”

Ecco, lo sapevo. Il gol del redivivo Paponi mi ha rovinato la nottata. Ho sognato di tutto, questa notte: le terribili chiusure difensive di Ola, gli ubriacanti dribbling (dentro la sua area di rigore…) di Doudou, gli inquietanti silenzi di Vavassori, le folli amnesie di Cortellini, le vergognose ‘vaccate’ di Turati. Gli svenimenti sottorete di Paponi maturati in riva al Savio in quel funesto 2008, per l’appunto. Un incubo. Un vero incubo. E per fortuna che, questa mattina, ci ha pensato il buon Corrado Augusto Patrignani a distrarmi un po’. “Sette punti sono già un discreto bottino, il nostro bilancio dopo 5 giornate è più che positivo – ci tiene a sottolineare il sempre disponibile numero uno bianconero – anche se, lo ammetto, il rimpianto per un paio di mattoncini lasciati per strada c’è…”.

Presidente, col Piacenza un punto guadagnato o due punti persi? 

“Ieri sera in campo, al cospetto di una corazzata, ho visto un bel Cesena. Un Cesena che, anche dopo essere andato sotto, ha dimostrato grande personalità e compattezza. Un Cesena che, dopo aver arpionato l’1-1, è andato vicinissimo al 2-1. Secondo me, col Piacenza, abbiamo perso due punti. Meritavamo la noi la vittoria”.

Il Cesena ha dimostrato di avere gli attributi. Però troppo spesso va in apnea. Il gol del vantaggio emiliano è un concentrato di errori a dir poco pacchiani… 

“Sì, in quel frangente siamo stati poco lucidi, poco reattivi. Non è la prima volta che accade. Però non dovete mai scordarvi che siamo una squadra giovane, interamente rivoluzionata. Siamo solo alla quinta giornata, ci sono ancora diversi automatismi da oliare. Io vedo più cose positive che negative. I ragazzi, giorno dopo giorno, stanno assimilando il credo di Modesto. Il gruppo è sempre più coeso. Sono ottimista per il futuro…”.

A Cesena è già scoppiata la Zecca-mania. Che ci dice di questa new-entry bianconera? 

“Dico che questo ragazzo, qui a Cesena, ha avuto uno start da urlo: gol, assist, ma non solo. Questa cosa mi fa due volte piacere, visto che Giacomo è un capitale del nostro club (anche se, in caso di futura cessione, Patrignani e soci dovranno ‘girare’ circa la metà della vendita al Sassuolo, ex detentrice del cartellino, ndr). Sono sicuro che Zecca arriverà molto lontano. Così come altri giocatori della nostra rosa. Penso a Butic. A Brignani. A Borello. A Valencia”.

Ecco, Valencia. Parliamone. Contro il Piacenza, l’imprevedibilità del colombiano, si è fatta sentire. 

“Rispetto alla gara con la Triestina ci è mancata un po’ di fantasia in mezzo al campo. Però è anche vero che ogni partita è una storia a se. E che Valencia (ieri squalificato, ndr) deve crescere ancora sotto l’aspetto della concentrazione e della continuità: a lui chiedo più sana cattiveria e meno irruenza. Certo, a mio avviso siamo davanti a un giocatore con un potenziale enorme. Mi piace tanto questo sudamericano…”.

Sta per tornare disponibile al 100% anche lo scalpitante Marson. Non è che ora farete delle pressioni su Modesto per far giocare questo baby a discapito del vecchio Agliardi? 

“Assolutamente no! Il mister, da parte del sottoscritto e dagli altri dirigenti bianconeri, non subirà nessuna pressione. Neppure indiretta. Modesto deciderà in piena autonomia chi schierare, come ha sempre fatto. Non mettetevi in testa strane idee. A Cesena vince la meritocrazia. La carta d’identità non conta”.