IL NODO PORTIERE - È arrivato il momento di riesumare Agliardi?

Lo ‘sponsorizzatissimo’ Marson è partito forte. Poi si è perso per strada, palesando diverse lacune. Il buonsenso suggerirebbe di ripescare l’Eroe di Latina 2014. Ma il portafoglio…
02.03.2020 09:45 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
IL NODO PORTIERE - È arrivato il momento di riesumare Agliardi?

La scarsa incisività sottoporta di Butic e soci. Le colossali amnesie sfoderate dalla cintola in giù dai ‘soliti noti’. Qualche big (o pseudo-big) che non è riuscito ancora ad ingranare le marce medio-alte. Qualche baby di belle speranze che non ha rispettato le attese. Qualche scellerata scelta tecnico-tattica regalata da colui che ha preceduto mister Viali sulla panca bianconera. Se il Cesena è ancora a un passo dalla zona rossa, a soli tre punticini dai play-out, le cause sono molteplici. Fra queste rientra sicuramente anche quella legata al portiere.

IL VECCHIO E IL BAMBINO - Quarantadue i gol sinora incassati dal Cavalluccio, equamente divisi fra il 37enne Federico Agliardi (in 13 gare) e il 22enne Leonardo Marson (in 14 match). La storia, ormai, è nota a tutti: fino ad inizio novembre la porta bianconera l’ha sempre difesa (fra alti e bassi) il Vecchio di Brescia, poi di punto in bianco mister Modesto (sollecitato pesantemente dalla società…) ha deciso all’improvviso di affidarsi al Bambino di Udine. Bambino che, ricordiamolo per dovere di cronaca, in riva al Savio è riuscito subito a regalarsi uno start da urlo. Ovvero tre partite senza incassare un solo gol (Reggio Audace, Gubbio e Modena).

FUORI DALLA NAFTALINA - Poi però, per l’ex numero uno dell’Olbia, sono cominciati i problemi. Pochissime le parate da ricordare. Diverse invece le giornate da film horror (Fano, Virtus Verona e Vicenza su tutte). In soldoni: il ragazzo si applica, studia con impegno all’ombra del mitico Antonioli, ma continua a non convincere neppure i suoi fans più sfegatati. Ed allora, in vista della ripresa del campionato, a Cesena e zone limitrofe, la domanda sorge spontanea: che sia forse giunto il momento di tirare fuori dalla naftalina quel grande professionista ‘chiamato’ Agliardi che da inizio novembre sino ad oggi ha continuato a servire umilmente la causa bianconera lontano dalle luci dei riflettori? Io dico di sì. E chissenefrega se, con Marson in panca, salterà qualche bonus economico.

TIPICO ARBITRO ITALIANO - Ma chi vedremo, Coronavirus permettendo, domenica 15 contro il Ravenna a difendere i pali bianconeri? Il buonsenso ‘dice’ Agliardi. Il mio - sigh - sgangherato pendolino alla… Maurizio Mosca ‘dice’ invece Marson. Perché un portafoglio (più) pieno, si sa, in Provincia fa (quasi) sempre la differenza. Di sicuro, una cosina, posso già dirvela. A Marson, in questi ultimi quattro mesi, sono stati perdonati degli errori palesemente più gravi di quelli commessi da Agliardi nella prima parte di stagione. La storia di Agliardi mi ricorda un po’ quella del tipico arbitro italiano. Che se in una partita azzecca tutte (e sottolineo la parolina ‘tutte’) le decisioni, in pagella non prende più di un 6 stiracchiato. Ma che se poi, la gara successiva, commette un unico (e sottolineo la parolina ‘unico’) errore, si becca un 4. O peggio, un 3. È questione di stile? No, è questione di sponsor. Sbagliati.