Gioie e dolori agli spareggi

27.03.2013 12:50 di  Giovanni Guiducci   vedi letture
Fonte: Il Bianconero
Dario Hubner
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Dario Hubner
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Affascinante, ma spietato. Emozionante, ma anche temibile. È lo spareggio, quella gara in cui ci si gioca tutto, un’intera stagione. Il Cesena ne ha disputati sia per la promozione che per la salvezza, alternando gioie e delusioni.
Nella stagione 1957-‘58 i bianconeri si giocarono la permanenza in IV Serie in uno spareggio a tre.
Con due vittorie, rispettivamente per 2-0 sulla Sangiorgese (sul neutro di Ancona) e per 2-1 con la Mirandolese (a Casalecchio di Reno), il Cesena si garantì la salvezza. Andò male invece nello spareggio per rimanere in B che il Cesena disputò contro la Pistoiese al termine del torneo 1999-2000. Dopo la sconfitta per 3-1 in Toscana nella gara di andata, ai romagnoli non bastò l’l-0 al Manuzzi per evitare la serie C.
Anche gli spareggi per la promozione hanno lasciato ricordi opposti. Trionfale furono quelli del 1986-‘87 contro la Cremonese e il Lecce che regalarono alla squadra di Bolchi il ritorno in serie A. Sette anni dopo la storia sembrò potersi ripetere con ancora Maciste sulla panchina del Cesena. Era la stagione 1993-’94 che aveva visto i romagnoli acciuffare solo all’ultima giornata il quarto posto, che dovettero però condividere con il Padova. Si rese necessario uno spareggio per scegliere l’ultima squadra da fare compagnia a Fiorentina, Brescia e Bari già promosse.
Per la sfida decisiva venne designato il campo neutro di Cremona e fu fissata come data quella del 12 giugno 1994, che però fu posticipata al mercoledì seguente 15 giugno, per motivi di sicurezza essendo le forze dell'ordine impegnate a presidiare i seggi in occasione delle elezioni europee.
Dopo appena 7 minuti di gioco i tifosi romagnoli erano già in festa: perfetto cross di Teodorani dalla destra per Hubner che di testa gonfiò la rete della porta sotto la curva bianconera. Il tempo di riprendere il gioco e il Cesena ebbe l'occasionissima per ipotecare la serie A con Hubner che al cospetto del portiere avversario provò uno dei suoi colpi preferiti, ma suo il pallonetto sfilò a lato.
Gol mangiato, gol subito. Da un calcio d'angolo inesistente (tiro fuori di Montrone) Cuicchi indovinò la rovesciata vincente dell’1-1. Nella ripresa fu ancora la squadra di Bolchi a rendersi pericolosa, ma Dolcetti tutto solo davanti alla porta calciò addosso al portiere. Come da copione fu invece il Padova a portarsi sul 2-1 con Coppola (mai a segno durante il campionato) che dalla distanza superò Biato colpevolmente fuori dai pali. La reazione del Cesena assunse i tratti di assedio nel finale. Nel recupero ci provò anche il portiere bianconero salito in area avversaria nel disperato tentativo di riequilibrare le sorti dell'incontro. Nulla da fare. Il Padova festeggio il ritorno in serie A, dove mancava dal 1962, mentre i giocatori bianconeri lasciarono il campo a testa alta, non prima di avere raccolto commossi l’applauso dei propri tifosi.