CORRIERE ROMAGNA - Giovane e affamato, l'identikit del Cesena
Giovane, affamato e con tanta voglia di emergere. L’identikit tracciato un mesetto fa da Igor Campedelli finora è anche l’unico vero indizio in attesa della scelta, che giocoforza dovrà avvenire in tempi brevi e sarà il primo mattone per ricostruire. Dopo il doloroso errore commesso un’estate fa, con l’ingaggio di Giampaolo, stavolta il Cesena non può sbagliare l’allenatore e la speranza è che vada a finire proprio come nell’estate del 2008, quando il club bianconero si trovava in una situazione simile a quella di oggi: anche quattro anni fa c’erano solo le macerie e serviva un uomo in grado di rilanciare una squadra e uno stadio depressi.
Campedelli e Minotti, dopo la retrocessione dalla B alla Lega Pro, affidarono la restaurazione bianconera a Pierpaolo Bisoli. E fu un trionfo. Ecco, oggi serve un altro allenatore con quelle caratteristiche. Un allenatore la cui ricerca partirà in giornata, con il primo summit societario.
La classe 1966. Vincenzo Torrente ed Alessandro Calori, oltre ad essere coetanei (entrambi 46enni), sono accomunati da un passato da difensori ma anche da due autentiche imprese realizzate da tecnici. Torrente, dal 2009 al 2011, ha portato il Gubbio dalla Seconda divisione alla serie B mentre l’ex centrale di Perugia e Udinese è stato il regista della storica promozione del Portogruaro in B due stagioni fa. Il salernitano Torrente quest’anno ha debuttato in B sulla panchina del Bari e, nonostante le turbolenze della squadra e soprattutto dell’ambiente, se l’è cavata bene galleggiando nella parte medio-alta della classifica. Amante del 4-3-3 e in scadenza di contratto, soprattutto a Gubbio l’ex terzino del Genoa ha saputo valorizzare tantissimi giovani semi-sconosciuti che sono riusciti ad imporsi anche in B. Dopo il miracolo Portogruaro, il nuovo impatto di Calori con la B (dove aveva rimediato un paio di esoneri a Trieste ed Avellino) non è stato molto positivo l’anno scorso: il Padova lo esonerò a marzo. Ma quest’anno, dopo essere rimasto a piedi in estate, a fine 2011 è stato chiamato da Corioni a Brescia ed è riuscito a risollevare le rondinelle, che hanno a lungo accarezzato i play-off prima di arrendersi nel finale. Calori è in scadenza, ma nel contratto firmato a dicembre era previsto il rinnovo in caso di salvezza: Corioni lo vuole tenere, Calori vorrebbe cambiare. Ieri c’è stato il primo incontro tra il tecnico e il diesse Iaconi: Calori ha preso tempo.
Ritorno di fiamma. Due anni fa Gianluca Atzori venne contattato dai dirigenti bianconeri, che cercavano un allenatore giovane per ripartire dopo l’addio di Bisoli: alla fine venne scelto Ficcadenti, ma non è un mistero che l’ex tecnico del Catania piaccia molto al presidente Campedelli. Classe 1971, laziale di Colleferro ma ormai trapiantato in Romagna (vive a Ravenna), Atzori è reduce da una stagione negativa in serie B sulla panchina più prestigiosa: la Sampdoria, infatti, lo ha esonerato lo scorso 13 novembre dopo 15 partite in cui aveva raccolto appena 22 punti. Legato ancora da un altro anno di contratto (troppo pesante per il Cesena) alla società blucerchiata, il tecnico laziale aveva sfiorato la serie A l’anno precedente sulla panchina della Reggina e la serie B su quella del Ravenna, due avventure intramezzate dalla brevissima esperienza nel massimo campionato sulla panchina del Catania (dove venne esonerato).
Emergenti. Ci sono poi i debuttanti: Devis Mangia, ovvero il più giovane di tutto il lotto (classe 1974), ha già assaggiato la serie A quasi per caso nella prima parte di questa stagione a Palermo, dopo che Zamparini silurò Pioli decidendo di affidarsi a un allenatore giovane che aveva sfiorato lo scudetto Primavera con il Varese. Legato da un altro anno di contratto con il club rosanero (appesantito dopo la “promozione” in prima squadra), il tecnico lombardo è legatissimo al 4-4-2 e sa lavorare e soprattutto valorizzare i giovani. Attenzione poi a Giovanni Stroppa, altro tecnico lombardo (è di Lodi): dopo aver allenato per una vita nel settore giovanile del Milan, quest’anno alla prima esperienza con i grandi ha sfiorato i play-off di Prima divisione con un Alto Adige che era stato ripescato a pochi giorni dalla partenza del campionato. Nelle scorse settimane Minotti e i suoi collaboratori, poi, avevano seguito da vicino anche Davide Dionigi e Mimmo Toscano: il primo giocherà i play-off con il Taranto ma si è già promesso alla Reggina, il secondo, dopo aver riportato in B la Ternana, ha rinnovato con il club umbro fino al 2014.
