Parla Patrignani: avanti così (ovvero: comanderemo ancora noi)

29.12.2020 21:00 di Stefano Severi   Vedi letture
Parla Patrignani: avanti così (ovvero: comanderemo ancora noi)
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© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

Concorso di fatti o circostanze fortuite, sostantivo femminile. Stiamo parlando di "coincidenza". Esattamente come quella che, per gli strani intrecci della vita, ha portato entrambi i media partner del Cesena FC, ovvero Il Resto del Carlino e Corriere Romagna, a proporre interviste quasi sinottiche a Corrado Augusto Patrignani, presidente del sodalizio bianconero.

Interviste ben fatte, ben preparate e molto interessanti soprattutto per un aspetto: Patrignani traccia per la prima volta la linea per il prossimo triennio del Cesena FC. Più volte avevamo anticipato che gennaio sarebbe stato decisivo per pianificare il futuro bianconero, visto che a fine campionato sarebbe scaduto il mandato dei soci fondatori e sarebbe stato necessario definire le prossime mosse economico/finanziarie.

Il messaggio di Patrignani è chiaro: si continuerà con la soluzione "home made", ovvero fatta in casa. In pratica tanti soci con quote paritetiche. Qualcuno dei soci iniziali mollerà, ma saranno pochi, e queste defezioni non saranno tali da minare il percorso intrapreso.

Si tratta di una notizia importante perchè di fatto chiude le porte, per il momento, a possibili manovre relative a nuovi ingressi maggioritari in società. 

E fin qui si tratta di quello che ha dichiarato Patrignani. Poi c'è quello che si evince da queste dichiarazioni e che ci serve per capire meglio come si comporrà il quadro futuro. 

Punto primo: gli attuali soci hanno estrema fiducia nella solidità del progetto sportivo, tanto da aver limato notevolmente il budget. da un anno a questa parte (4,2 milioni contro 3,6) e da limitare le perdite nonostante il Coronavirus. Patrignani ha dichiarato di aver chiuso il secondo esercizio con un negativo di soli 70mila euro, risultato decisamente positivo considerando gli acquisti di gennaio e l'ingaggio di un secondo allenatore. Quest'anno le partite saranno di più, le spese mediche sono maggiori e gli introiti televisivi e pubblicitari minori: il Cesena pensa, dopo aver abbassato il budget, di azzerare le perdite grazie agli sconti sull'imposta da parte del Governo, sulla linea di quasi tutta la serie C. Soluzione eticamente discutibile, ma di questo ne parleremo in futuro. 

Punto secondo: c'è fiducia nel salto di categoria, almeno all'interno del prossimo triennio. Sarebbe davvero difficile programmare, con l'attuale assetto, una permanenza prolungata in terza serie. In serie B il discorso è diverso: le entrate sono sufficienti per far calcio senza una robusta iniezione economica da parte della proprietà. Comprensibile: c'era chi pregustava il salto di categoria già con Modesto, naturale che ci si speri anche quest'anno. E probabilmente per questo si interverrà sul mercato a gennaio.

Punto terzo: Samorì, Fedeli e l'allegra brigata (inclusi i sogni di gloria dell'italo americano Veglia) sono fuori dai giochi salvo grosse crisi finanziarie. Il loro apporto si limiterebbe a poco più di un milione di euro a stagione per tre anni in cambio delle quote di maggioranza. Scambio che, in virtù delle due considerazioni sopra, è ritenuto svantaggioso e non redditizio dagli attuali soci.