Cesena, inizia adesso la nuova stagione. Ma le incognite sono ancora tante

31.05.2021 09:00 di Stefano Severi   Vedi letture
Cesena, inizia adesso la nuova stagione. Ma le incognite sono ancora tante
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© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it

Cesena FC, anno quarto, settimana I. Quella più lunga, quella della ripartenza, quella della riprogrammazione. Direttore sportivo, allenatore, rosa; e poi, ancora, assetto societario. Sono tanti i temi caldi in questi giorni in società.

Area tecnica. Zebi ha fatto sapere da tempo che avrebbe firmato in bianco per il rinnovo e così sarà. La sua conferma deve solo essere ufficializzata. Il problema però è che, normalmente è proprio il ds a scegliere l’allenatore. Questa volta invece il tecnico molto probabilmente sarà scelto, o confermato, dai soci. Che non sono necessariamente dirigenti ma in questo momento di semi-anarchia sono quelli che si trovano nella stanza dei bottoni.

L’allenatore. Viali rischia la non riconferma perché su di lui i soci sono divisi. C’è chi lo vorrebbe confermare alle condizioni (e stipendio) dello scorso campionato e chi vorrebbe cambiare. Pierpaolo Bisoli è passato all’Orogel Stadium la scorsa settimana, poco prima del rompete le righe quando l’aperitivo di fine stagione alla Club House celebrava la fine dei giochi. Il motivo della visita era il saluto al suo ex pupillo Zebi e contatti ufficiali non ce ne sono stati però qualche dirigente non nasconde le proprie simpatie relativamente all'uomo di Porretta. La sensazione è che in questo momento sia Bisoli ad aver bisogno del Cesena più di quando il Cesena abbia bisogno di lui. Tornando a Viali, risulta anche non propriamente elegante da parte della società il lasciarlo in sospeso così a lungo. Da un lato si fa sapere – tramite i media più fidati – che se non dovesse accettare le condizioni per il rinnovo sarebbe una scelta unilaterale del tecnico, dall’altra queste condizioni vengono imposte e non discusse. È un prendere o lasciare. Attenzione però: le scelte programmatiche vanno fatte con l’allenatore e non contro l’allenatore. L’esperienza di Camplone, a cui furono fatte promesse poi disattese l’ultimo giorno di mercato (anche in quel caso la propaganda riportò una versione diversa dei fatti, corsi e ricorsi della storia), si risolse in un disastro miracolosamente recuperato solo da San Fabrizio Castori.

La rosa. A stretto giro di posta deve iniziare anche la costruzione della rosa che naturalmente sarà strettamente al nome del futuro allenatore. È il tecnico infatti che ha il compito di parlare con i giocatori ed offrire loro garanzie. Di Gennaro non appare vicino alla permanenza. Bortolussi non ha mercato alle cifre richieste dal Cesena mentre questo vuoto nell’area tecnica sta creando insofferenze anche in alcuni veterani. Siluramenti a mezzo stampa e conseguenti silenzi societari (o difese in senso opposto) non sono in questo senso dei bei segnali. 

I soci. Le quote attuali a breve potrebbero essere profondamente modificate. Per far fronte al disavanzo causato dal Covid in questa stagione, servirà un aumento di capitale di qualche centinaio di migliaia di euro (si va da quota 400mila euro, disavanzo reale, a 250mila con probabili ma non ancora certi ristori governativi), verosimilmente da programmare nel prossimo esercizio fiscale. I soci che non aderiranno a questo aumento vedranno le proprie quote polverizzate, ma l’investimento previsto, qualche decina di migliaia di euro, va a sommarsi ai 25mila euro annui di base. Per chi lo vorrà poi ci sarà la possibilità di aumentare ulteriormente il proprio impegno ma questa chance sarà offerta in maniera selettiva, ovvero in prima battuta a chi si impegnerà anche con sponsorizzazioni (diverse dall’aumento di capitale e dai famosi 25mila euro). Insomma a breve qualcuno inizierà a mettere soldi veri nel Cesena (nella holding) e, naturalmente, pretenderà di avere più voce in capitolo.

Le decisioni. In tutto questo il Cesena non ha ancora una struttura collaudata per prendere le decisioni. Servirebbe un amministratore delegato e dei consiglieri a tempo pieni impegnati solo a lavorare per le sorti del club. Il loro compito sarebbe quello di rappresentare i soci ma al tempo stesso di prendere le decisioni nel solo interesse generale dei colori bianconeri e non sulla base della ripartizione di quote.