I MATURANDI - Gianluca Turchetta

Dopo il successo dello scorso anno, questa rubrica si propone di suggerire i Giaccherini del domani. Ogni 15 giorni proponiamo un talento del vivaio del Cesena, scelto tra la rosa della Primavera e i giocatori bianconeri in prestito.
21.09.2011 11:57 di  Marco Rossi   vedi letture
I MATURANDI - Gianluca Turchetta
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

Nome: Gianluca Turchetta
Data di nascita: 29/05/91 (Cesena)
Nazione: Italia
Altezza: 175 cm
Peso: 71 kg
Ruolo: ala sinistra
Esordio in prima squadra: non ha esordito in prima squadra

Carriera: nato a Cesena nel '91 ma ravennate d'adozione, compie i suoi primi passi tra le mura amiche bianconere. Turchetta, come molti altri suoi colleghi, fa tutta la trafila delle giovanili del  cavalluccio sino ad approdare, con fatica, in Primavera nella stagione 2009/2010. Infatti non essendo un puro finalizzatore, come dichiara anch'egli, preferisce fare l'uomo assist. Insomma il trequartista. La via della rete l'ha vista veramente poco e fino ai Giovanissimi Nazionali non ha trovato molto spazio e continuità, anche a causa della statura non possente. Era considerato un "leggerino" per la magrezza corporea ma il colpo di scena è arrivato all'approdo negli Allievi in cui è maturato sotto tutti i punti di vista, sia fisici che mentali. E' stato così impiegato con continuità e si è messo un po' più in mostra ma senza segnare molti gol. L'anno seguente è stato alla Beretti guidata da Mister Pino Lorenzo, l'anno della svolta in cui doveva ed ha dimostrato il suo valore. Infine sono arrivati i due anni in Primavera. La prima stagione è stata grigia ed opaca, la squadra si è data da fare ma si poteva andar meglio anche se è mancata la fortuna, come ammette Turchetta. Il suo score personale nella stagione 2009/2010 è quindi di 2 gol (ripartiti equamente tra Coppa Italia e Campionato di categoria) contornati da innumerevoli assist ai compagni. L'anno seguente con Agostini in panchina sono stati sei mesi difficili, con una sola rete al Sassuolo in 12 presenze. Infine a gennaio 2011 è sbarcato a Bellaria. In quei sei mesi è sceso in campo ben 13 volte però senza andare a segno. Il prestito al Bellaria è stato rinnovato a giugno per poter garantirgli più continuità e sino ad ora Turchetta vanta 3 presenze con il gol rocambolesco al Casale.

Che stagione lo attende: In questa stagione al Bellaria Igea Marina sotto i comandi di Nicola Campedelli, Turchetta ha disputato sin qui 3 gare andando a segno proprio nell'ultima sul "neutro" del Manuzzi in rimonta col Casale (2-1) siglando il pari insperato essendo in inferiorità numerica. Vuole puntare sulla continuità e ad affermarsi in categoria.

Le dichiarazioni.

Come hai passato le vacanze estive?
"Le vacanze estive le ho passate bene, mi sono rilassato con la mia famiglia. Essendo di Ravenna  ho avuto la possibilità di rilassarmi al mare in maniera tranquilla, ma non vedevo l'ora di ripartire. Mi sono però tenuto in forma facendo attività fische per prepararmi al meglio alla nuova stagione."

Cosa ne pensi di Giampaolo al Cesena?
Del tecnico Giampaolo penso sia un buonissimo allenatore, ha dimostrato in passato di saper far giocare a calcio le squadre che ha allenato. Il Cesena quest'anno ha una squadra forte, con dei singoli importanti. Lui sa come coordinare l'orchestra. Ha preso un'eredità importante da Ficcadenti che ci ha salvato e sono certo che farà non bene, ma benissimo."

Invece di Nicola Campedelli?
"Di Nicola Campedelli posso dire che è un bravissimo allenatore, giovane sicuramente, ma non comporta un demerito questo fatto. Lui ha assaporato grandi palcoscenici in carriera da giocatore e sa benissimo cosa vuol dire per un giovane giocare a calcio. Durante gli allenamenti sa esprimersi in maniera adeguata e giustamente pretende molto da noi perchè conosce i nostri mezzi e sa dove possiamo arrivare. La passione ce la trasmette lui ed in pochi riescono a darla  in questa maniera. In questi mesi a Bellaria mi ha fatto crescere molto sia sotto l'aspetto calcistico ma soprattutto sotto l'aspetto umano. E poi è un vincente."

Come è stato il ritiro col Bellaria?
"Sicuramente è stato faticoso, noi siamo una squadra giovane ma competitiva e per questo dovevamo partire col piede giusto, come stiamo dimostrando in campionato. Abbiamo dovuto lavorare tutti i giorni mattina e pomeriggio. Ripeto: faticosi ma piacevoli. Siamo un bel gruppo ed era un piacere raggiungere il campo seppur sotto il sole cocente per allenarsi."

Passiamo al presente, domenica ottima prestazione tua e di De Cenco. Parla di come hai vissuto la gara, il gol, gli episodi (rosso e inferiorità) e la vittoria finale.
"Domenica una partita particolare: nello Stadio Manuzzi che da piccolo sognavo, trovasi dentro, seppur con un'altra maglia, è stata un'emozione unica. Non potevo sbagliare. Aveamo di fronte il Casale, una squadra importante, con giacatori d'altra categoria. Per la prima mezzora sono stati padroni del match, ci hanno fatto paura col possesso e forza fisica. Sono passati in vantaggio (Rodriguez) ma non ci siamo buttati giù di morale, ci siamo rialzati ed abbiamo colto un palo con De Cenco e quando siamo rientrati nello spogliatoio nell'intervallo ci siamo guardati e ci siamo detti -Così non deve finire, andiamo dentro e ribaltiamola-. Si leggevano negli occhi di tutti noi che potevamo farcela, siamo entrati ed abbiamo cominciato a giocare.
Giocare in dieci uomini non ci ha condizonato, anzi, ci ha caricato. Ho provato a fare subito qualche giocata e quando mi è arrivata lì sulla trequarti ho puntato l'avversario che avevo di fronte e sono arrivato in area.  Ho poi lasciato partire un tiro-cross che con la complicità del difensore si è infilata dentro. Sicuramente questo gol lo dedico alla mia famiglia e tutti i sacrifici fatti in questi anni, quando per qualcuno valevo '0' e non giocavo e l'unica cosa che forse vuole un bambino è poter sognare il calcio a grandi livelli. Ma non ho mollato e segnare mi ha dato una gioia immensa. Un riscatto ecco.
Per quanto riguarda il secondo gol è stato bravo De Cenco a protegger palla a giocarmela e ha riproporsi, ho chiuso il triangolo e quando l'ho visto da solo davanti alla porta ero già pronto ad esultare. Lui non sbaglia, troppo forte."

Sembrate una coppia perfetta in avanti tu e De Cenco. Racconta il rapporto che ti lega con lui e cosa ne pensi sul campo e fuori.
"Andiamo troppo d'accordo, lo conosco da appena un anno, ma posso dire che lui è una persona magnifica. Venire da un altro continente non è mai facile ma è riuscito ad adattarsi molto bene qui. . Col mio arrivo l'anno scorso a Bellaria, le statistiche dicono che abbia fatto meglio. Ho avuto la possibilità di fargli quealche assist ed infatti glielo ripeto tutti i santi giorni,  -Caio (il suo nome, ndr) mi devi qualche assist, quando vuoi sono pronto (ride, ndr)-. Una persona che ha voglia di arrivare a qualcosa di importante e se lo merita tutto. In questa stagione è partito col piede giusto 2 gol in 3 partite, speriamo continui così sia per il suo bottino personale ma soprattutto per la squadra ed il Mister."

Obiettivi per questa stagione?
"Primo obiettivo è la salvezza e mantenere quindi la categoria. Abbiamo visto che se giochi con grinta e cuore puoi fare male anche alle più grandi. Quello è il nostro obiettivo primario, poi si aggiunge quello di crescere, siamo una squadra giovane, abbiamo tanto da imparare. Personalmente spero di fare bene, di dare una grossa mano e di esser decisivo. Devo aumentare il mio score personale senza nulla togliere agli assist di cui la squadra ne ha tanto bisogno sicuramente."

Se non sbaglio ci sono anche Rimini, Santarcangelo e San Marino, tutte squadre della "zona". La Romagna inizia a farsi importante, calcolando il Cesena in A ed il Ravenna in C1.
"Quest'anno sarà un campionato ricco di derby, la romagna ha un valore importante in questo girone. Il Santarcangelo è squadra che gioca molto bene a calcio, forse il migliore. E' allenata da un grosso allenatore come Angelini che ho avuto la possibilià di avere negli Allievi Nazionali a Cesena e che stimo moltissimo. Del Rimini ne ho molto sentito parlare, non ho ancora avuto la possibilità di vederlo giocare ma è una squadra che non molla mai, come ci ha abituato in questi anni nonostante le difficoltà societarie. Poi c'è il San Marino con singoli importanti ma deve sbloccarsi per il riscatto. Sta passando un periodo un po' travagliato ma tra poco ingranerà di certo la marcia giusta, speriamo però non domenica contro di noi."

Credi che il Cesena possa salvarsi?
"Sì credo che il Cesena abbia tutte le carte in regola per salvarsi. Ha giocatori che possono fare la differenza negli sconti diretti con le concorrenti e contro le grandi è una squadra che può dire la sua. Le prime due partite sono state interpretate bene, peccato per il risultato. Ogni domenica sarà una battaglia. Il Cesena si è guadagnato la massima serie passo dopo passo con umiltà e ora è giusto che la tenga stretta. La piazza se lo merita."

Facendo un passo indietro, lo scorso anno la Privamera ha deluso molto. Credi che quest'anno possa fare meglio?
"Penso che quest'anno possa fare bene. Mi hanno parlato benissimo di Mister Giordani, uno che sa bene come trattare i ragazzi e come farli crescere. In allenamento li fa divertire ma allo stesso lavorare, il pane giusto per una Primavera che è composta da ragazzi maturi e calcisticamente parlando è un trampolino di lancio. Si toglieranno grosse soddisfazioni."

Cosa ricordi di Agostini?
"E' stata un'annata sfortuna dove ci abbiamo rimesso un po' tutti. Nei sei mesi in cui mi ha allenato si è dimostrato un mister deciso e determinato, amava molto il bel gioco ed il possesso palla. Preferiva rischiare e sbagliare che non provarci nemmeno e questo mi è piaciuto molto. Voleva la nostra crescita e se poi il risultato veniva era meglio. È stato un peccato spero si rifaccia al più presto."

Dai un giudizio alla tua crescita professionale nelle giovanili del Cesena.
"La mia crescita professionale a Cesena è stata una crescita passo dopo passo. Conoscevo le mie potenzialità e sapevo dove potevo arrivare, forse questa è stata la mia fortuna. Agli inizi sicuramente sentivo il peso del cognome, del fatto che mio padre avesse giocato a Cesena e vinto uno scudetto col Verona. Ciò pesava ma era la motivazione in più per dimostrare a tutti che si sbagliavano sul fatto che ero scelto per via di mio padre. Il Cesena mi ha dato molto, mi ha cresciuto e io gli devo molto, su questo ne sono convinto."

L'allenatore o preparatore che ti è rimasto più caro ed amico.
"Il Mister che mi ha di piu è stato Pino Lorenzo. Simile a Campedelli per la passione che ci mette nel lavoro e nel trasmettere a noi la voglia del lavoro e del sacrificio. L'ho avuto una sola annata in Beretti dove siamo arrivati in semifinale nazionale. Una bella esperienza. Da lui ho appreso che nulla ti viene regalato ma te lo devi conquistare lavorando sodo, il campo è il giudice."

L'emozione più bella sin qui avuta?
"Sicuramente è stata la convocazione e la panchina in Serie B, con Bisoli. Tutto fantastico. Peccato che non sia arrivato l'esordio in campionato cadetto. Un'esperienza unica vedere la mia maglia appesa nello spogliatoio con il mio nome dietro. E' stato un punto di partenza."

Speri il prossimo anno di vestire il bianconero in prima squadra o di tornare in prestito?
"Sinceramente non mi sento pronto per la Serie A. Però, ripeto, devo dimostrare di esser pronto per categorie superiori perché ci tengo a livello personale. Sicuramente giocare al Manuzzi con la casacca bianconera del Cesena ha un altro sapore. Per ora penso al presente e a questo Bellaria che mi sta dando grosse soddisfazioni."

Grazie per la disponibilità e per la simpatia espressa in queste righe. In bocca al lupo per la tua stagione.
"Crepi. Grazie a voi, un saluto a tutti i lettori ed alla redazione."