La scelta di Karlo

18.01.2020 19:16 di Stefano Severi   Vedi letture
La scelta di Karlo

1. Minuto 94: Karlo Butic ha in mano il destino di Ciccio Modesto. O meglio, ha nei piedi il destino del suo allenatore. Karlo Butic compie una scelta netta e precisa: viva Modesto. E mette la palla in rete.

2. Chi è restato, chi è sopravvissuto a questa mini rivoluzione di gennaio, nutre ancora fiducia in Modesto e soprattutto gode della fiducia dell’allenatore. Questo è il messaggio principale di giornata.

3. Messaggio numero due: la società magari ha le idee un po’ confuse ma nonostante tutto sta cercando di costruire qualcosa. Purtroppo lo fa con la grazia di un elefante in un negozio di cristalli.

4. In settimana è partito Franchini, ovvero colui che in estate venne definito come l’acquisto più importante – tanto da meritarsi un triennale – della sessione estiva. Probabilmente era uno di quelli che aveva perso la fiducia nel progetto cesenate: in ogni caso ancora una volta il silenzio della società in merito è stato assordante.

5. Addirittura, già abituati al più assurdo negazionismo di epoca pompettiana, abbiamo assistito ad un ribaltamento delle parti: la colpa della partenza sarebbe di Franchini che ha rinunciato ad un triennale per soli sei mesi di contratto a Piacenza. Ancora una volta Martini è risultato non pervenuto.

6. È un dato di fatto che l’entusiasmo della rifondazione e del ritorno in C, dei tanti derby e delle amichevoli estive, sta lentamente sciamando. Basti guardare i tanti vuoti sugli spalti di oggi: d’accordo la giornata fredda ma forse è opportuno che qualcuno capisca che per recuperare la fiducia dei tifosi non sono sufficienti le Sky Stories o i Cesena Magazine. 

7. Chiaramente una buona parte nel recupero dell’entusiasmo la deve giocare Modesto e la sua truppa: e contro la Virtus Verona non è che ci sia stato granchè di entusiasmante, Valeri a parte.

8. Quello che colpisce è il carattere umorale del Cesena, capace di alternare sprazzi di gioco propositivo a blackout incredibili quanto ingenui. Regalare il pareggio all’80’ è da pazzi, poi il 2-3 è figlio del conseguente pessimismo leopardiano ma visto che Verona non è nelle Marche almeno questa l’abbiamo ripresa.

9. L’ha ripresa Valeri, l’ha ripresa Butic, l’hanno ripresa tutti gli undici che erano in campo in quel momento: di rabbia, di testa più che di gioco. Ma va bene così: in giornate del genere ci si accontenta di poco.

10. Riassunto di giornata: la squadra c’è, pur con i ben noti limiti, l’allenatore (al momento) anche e la società forse. Certamente legittimo fischiare, criticare e affidarsi al giacobinismo calcistico: questo però è semplicemente quello che offre al momento la casa.

PS: i dieci spunti di oggi sono per un amico, Thomas, che ha pensato bene di iniziare l’anno “rinnovando il tagliando”. Tieni botta, da parte di tutto il 21 aprile.