Venere di Milo

23.12.2020 18:38 di Stefano Severi   Vedi letture
Venere di Milo

1. La perfezione magari sarà un’altra cosa, ma quanto è difficile spiegare a parole quanto sia bello questo Cesena. È un gruppo di bravi ragazzi, ognuno con i propri limiti e i propri pregi e un solo leader, che non sta in campo: William Viali.

2. Prendetelo come un pregio – qualcuno che gioca a fare il Maestro magari si offenderà – ma Viali è l’allenatore che più ricorda Pierpaolo Bisoli, caratterialmente prima che tatticamente. Sa fare da chioccia ai propri ragazzi, ne esalta le qualità e al tempo stesso ne nasconde i limiti.

3. La crescita osservata da inizio novembre è vertiginosa. Guardiamo a due date, 24 ottobre (Carpi-Cesena 2-0) e 2 novembre (Cesena-Padova 0-2): due gare, quattro reti al passivo, zero all’attivo e zero punti. Soprattutto zero idee e zero capacità di reagire ai colpi assestati dall’avversario. Difficile pensare che oggi in campo ad Imola sia scesa in campo la stessa squadra.

4. Gli errori si sono visti lo stesso ma questo è un gruppo vero, non sofisticato, non di modelli tatuati né di esteti del bel calcio. Si tratta di un gruppo splendido nelle proprie imperfezioni, come una Venere di Milo o una Wanda Nara, un gruppo che non molla mai. 

5. Gennaio sarà il mese della verità: dopo aver tirato il fiato la truppa di Viali sarà attesa da una serie di scontri da capogiro e allora capiremo se davvero il Cesena avrà le carte in regola per puntare ad un piazzamento finale nei piani alti.

6. La domanda a questo punto diventa: è giusto chiedere al Cesena di lottare per il primo posto, ovvero per la promozione diretta? È giusto imporre questa pressione ad una squadra costruita per una salvezza tranquilla, con un budget dimezzato rispetto a quello del Padova e delle altre big?

7. In primo luogo a questa domanda dovrà rispondere la società e lo dovrà fare con i fatti. Se a gennaio verranno messe a disposizione di Viali ancora una o due pedine tra centrocampo e attacco allora si potrà pensare veramente di compiere il salto di qualità. In caso contrario sarà doveroso puntare ad arrivare a quota 50 punti il prima possibile e poi giocare a mente libera fino alla fine del campionato.

8. Tutti chiaramente vorremmo vedere la società bianconera spendere e spandere per acquisti faraonici nel mercato di riparazione, ma questo significherebbe non ragionare da Cesena.  Un campionato condizionato dal Covid – ammesso e non concesso che si concluda – porta quasi un dimezzamento delle entrate, un -30% nel migliore dei casi. Fare follie economiche in questo momento è scellerato.

9. Quasi la metà delle società di serie C sta attraversando una momento di forte sofferenza economica e quasi un quarto del totale – circa quattordici squadre – sono osservate speciale dal presidente Gravina in quando altamente a rischio fallimento. Sopravvivere al Covid purtroppo sarà importante anche per una società di calcio come il Cesena per quanto gli orizzonti di questa pandemia siano enormemente più ampi e tragici.

10. La nota finale è per Mattia Bortolussi. Vederlo giocare dal vivo è uno spettacolo eccezionale anche quando non segna. Il bomber bianconero è bravissimo nei contrasti, nel conquistare la palla e persino nella difesa della sfera. Il pallone tra i suoi piedi è in cassaforte. E tutto questo gli riesce a dispetto di un fisico longilineo ed esile perché ha un’intelligenza tattica fuori dal comune: sa sempre trovare (e fare) la cosa giusta. Se il suo procuratore fosse bravo nelle pubbliche relazioni come quello di Sensi la stampa locale lo presenterebbe già come il “nuovo Van Basten”.