Più per meno = meno
90 minuti; 2 tempi; 2 facce; 2 personalità; 2 gol segnati; 3 gol subiti; il solito risultato; le solite sensazioni; la solita classifica.
Per raccontare quella che è stata, senza alcun dubbio, la serata più frustrante della stagione, occorre spezzarla in tre tempi: i primi due, diametralmente opposti tra loro, giocati dal Cesena e il terzo, il peggiore di tutti, vissuto da tutto il popolo bianconero dopo il triplice fischio finale.
PRIMO TEMPO: Condizionale presente (quello che saremmo)
Mutu segnerebbe, Iaquinta segnerebbe, il Cesena vincerebbe
La difesa reggerebbe, Antonioli parerebbe, il Cesena convincerebbe
Gli avversari sbanderebbero, gli arbitri non ci penalizzerebbero, il Cesena guarirebbe
Io godrei, tutti i tifosi godrebbero, il Cesena si salverebbe
SECONDO TEMPO: Indicativo presente (quello che siamo)
Hernanes segna, Lulic segna, Kozak segna, il Cesena perde
La difesa non regge, Antonioli non para, il Cesena si scioglie
Gli avversari rinascono, la superiorità numerica non si vede, il Cesena non reagisce
Iaquinta non regge, Santana non regge, Del Nero entra, il Cesena non ci crede
Arrigoni perde la squadra, il gruppo non esiste, il Cesena resta a 16 punti
DOPO PARTITA: Congiuntivo trapassato (rimpianti e frustrazione)
Se Hernanes non avesse sfoderato quel destro, se il 3 a 1 di Santana fosse entrato,
se il Cesena avesse retto ancora qualche minuto, se Antonioli avesse chiuso le gambe,
se Comotto avesse intercettato quel diagonale, se avessimo comprato anche Kozak,
se il Cesena non avesse così paura di vincere, se Iaquinta avesse già i 90 minuti,
se ci fosse stato Von Bergen, se ci fosse stato Moras,
se il Cesena fosse una squadra cazzuta come quella dello scorso anno,
se Giampaolo non avesse mai messo piede in Romagna…
