La stagione bianconera raccontata dai cori della Mare
Blog personale francescosatanassi.tumblr.com
Autore del libro "Hanno detto che piove" (autoproduzione, 2010)
Tutto è nato dalla mia prima volta, dieci anni fa, Cesena-Sampdoria zero a zero. Non ricordo neanche un'azione che sia una, di quella partita, mi ricordo che c'era il sole, forse, e si stava bene, forse. Mi ricordo che eravamo in B, noi e la Samp e che dieci anni dopo, oggi, siamo entrambi in A. Mi ricordo che quel giorno, quel giorno che faceva caldo, forse, e c'era il sole, forse, mi sono innamorato del magico Cesena, forse. Io ti voglio dire una cosa sola, magico Cesena, ora che sono passati dieci anni e forse, dico forse, una delle due, tra Cesena e Sampdoria, resterà in A e l'altra scenderà in B, ti voglio dire, caro Cesena, che non ho mai avuto una storia d'amore così lunga. Sono sincero, sono stato due anni con una ragazza di Mantova, bella storia, ma quando le chiedevo di spiegarmi cos'è un derby lei mi rispondeva un succo di frutta. Questione di punti di vista, dicevo io, e il mio, di punto di vista, è lo stesso da dieci anni a questa parte: curva Mare superiore, settore E, fila e posto a random.
Parto da qui, oggi, in questa lettera che non so ancora dove vuole arrivare. Parto da qui per dire che all'inizio, coi giallorossi, a Roma, avevo l'ansia da prestazione, sì, l'ansia del tifoso che vuol far vedere chi siamo, noi romagnoli, a chi non ci vede sugli spalti da vent'anni. Eravamo qui col Cesena in C e ora siamo qua per restare in A con tutta la città. Basta poco per scaldarsi, basta veramente poco, in fondo siamo a settembre, c'è il Milan in casa e Bogdani fa una prestazione da applausi, lui che non se lo cagava nessuno, mette il sigillo a una vittoria storica. Alcolismo e Bogdani e vai di battimani, ecco quello che si alza dal mio settore. Sempre in bolgia e con una fantasia invidiabile. Col Lecce vinciamo uno a zero a siamo primi in classifica, la capolista (lalalalalala) la capolista. E Ficcadenti sembra l’uomo giusto, al momento giusto, col taglio di capelli giusto, Ehi, ci stai, Ficcadenti con me? facciamo Ficcadenti insieme, dai!
Ma il Cesena in testa dura ben poco, scoppiano i problemi legati alla tessera del tifoso, venuti a galla contro il Napoli dal suo simpatico e irritante folclore, arrivano le polemiche con Zaccardo e il Parma, arrivano soprattutto le sconfitte all’ultimo centesimo dell’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero con Udinese, Chievo e Sampdoria. Il pubblico borbotta, inneggia a Pier Paolo Bisoli,Tirate fuori le p*lle e Andate a lavorare accompagnano un periodo cupo e difficile per la squadra. Nel mio settore intanto le paranoie sono condite dalla classica goliardia di Giunto a questo punto.. accompagnata nei fine primi tempi dalla più criptica La zia della mia zia, no so chi c*zzo sia.
Arriva la vittoria con la Lazio prima in classifica, Parolo-Parolo-Parolooooo e sembra tornare l’entusiasmo della provinciale ammazza-grandi, ma si rientra in fretta a masticare amaro: tra Fiorentina, Palermo e Bari si raccoglie un misero e inutile punto fino ad arrivare al fatidico derby coi bolognesi. Cinque dicembre duemiladieci, Cesena-Bologna al Manuzzi dopo vent’anni. È il momento della svolta, si dice, o la va o la spacca e se la spacca sarà contestazione. I guai societari dei cugini stimolano l’ugola della mare Porcedda uno di noi, uno di noi! alternati da sfottò e prese in giro più o meno trascrivibili. Fino alla fine Bologna m*rda, si alza dalla Romagna bianconera, ma risultato e prestazione deludono su tutti i fronti. Si perde due a zero. La squadra non gira, l’allenatore è fossilizzato sempre su stessi uomini e stesso modulo. È il punto più basso della stagione per Ficcadenti, il 90% della città vuole la sua testa. Te ne vai o no? te ne vai si o no??!! È il periodo in cui soltanto un giocatore infiamma gli animi dei tifosi, Yuto! Yuto! Yuto! il giapponese formato mignon è infatti entrato in fretta nella simpatia dei romagnoli, che lo hanno adottato come un giovane samurai.
La sconfitta nel derby brucia ancora, ma l’inverno entra nel vivo con tre risultati utili consecutivi, qualcosa comincia a cambiare, si perde a Milano con l’Inter ma segnando due gol e poi tre risultati utili con Cagliari, Brescia e Genoa. L’ennesima sconfitta con la Roma e il vizietto a sbagliare porta di Pellegrino però, fanno tornare l’incubo degli ultimi minuti. È il momento in cui i tifosi cominciano a inneggiare a un loro vecchio beniamino, quel francesino mezzo matto a cui tutti vogliono un bene dell’anima, Mimmo! Mimmo! Mimmo! col Milan a San Siro Malonga gioca titolare senza brutte figure poi, purtroppo, torna di nuovo nel dimenticatoio. Mimmo sbotta, i tifosi lo vogliono e lo cercano, ma Ficcadenti preferisce un Bogdani in fase calante. A Lecce pareggiamo in extremis grazie proprio all’albanese, ma Colucci e compagni non vanno a ringraziare i tifosi giunti in Puglia. Meritiamo di più! Meritiamo di più! Il Cesena siamo noi, oh-eh-oh!
È l’inizio (o meglio la fine) di qualcosa.
Difendiamola, difendiamola, questa serie A! si alza dagli spalti del Manuzzi sempre più forte durante tutte le gare, la classifica piange, ma siamo ancora tutti lì, a lottare per questa dannata salvezza. Questa curva non retrocede! si grida sulla Mare, per far capire a tutti che, comunque vada, noi ci siamo e ci saremo sempre.
A metà febbraio arriva la batosta contro l’Udinese in casa e il malumore esce allo scoperto. È il periodo della contestazione, si vuole la testa di Ficcadenti, Minotti, Toffolutti, Colucci e pure di Campedelli, colpevole di non aver acquistato una punta a gennaio e di aver sbraitato in conferenza stampa contro Cesena e i suoi tifosi.
Al bar, al bar..noi volgiamo un presidente che ci paghi il conto al bar! Si alza dal mio settore quando Campedelli assiste a una partita in curva, per riallacciare i rapporti con un tifo che vuole maledettamente restare in A.
Ti seguo sempre anche se perdi sempre..non fa nienteee! e arriva così la primavera, tra Romagna e Sangiovese e Gol gol gol, Cesena, gol gol gol.. il tempo migliora e anche le gambe cominciano a girare nella maniera giusta, Jimenez e Giaccherini diventano finalmente decisivi e pian piano esce allo scoperto anche il mimmone di Romagna. Mi-Mo-Ma! Mimmo Malonga! e Mimmo saluta e si scalda a bordo campo, con una voglia di fare gol che neanche il Signore la sa.
Anche i risultati ci sorridono, si vince con Chievo, Samp e si pareggia in rimonta con Juve, Fiorentina e Palermo, si segnano finalmente tanti gol seguiti dal più classico dei Lo-lo-lololololooo! La contestazione è un lontano ricordo invernale e il pubblico del Manuzzi prende coscienza della propria forza E tanto già lo so, sempre con te sarò e mai ti lascerò, ale ale oh ohhhh!
Il Ce-se-na! Ce-se-na! Ce-se-na! che si alza sempre più spesso dalle gradinate coinvolge tutto lo stadio per incitare i ragazzi in maglia bianconera, seguito a ruota da Fino alla fine, forza Cesena! che infiamma il Manuzzi come un vulcano. Si arriva così al derby col Bologna, carichi come delle molle e, pronti a vendicare l’umiliazione dell’andata, tremila bianconeri salgono al Dall’Ara per cantare tutto il repertorio di una vita, dai classiconi Romagna mia e Romagna e sangiovese fino a Oh mamma mia non lo so e Quando saremo nella curva sud passando dai più recenti E tanto già lo so, sempre con te sarò e Fino alla fine forza Cesena alternati da immancabili sfottò e da goliardici cori su Gianni Morandi.
Quel che resta è storia recente, c’è l’Inter al Manuzzi e un tifoso solitario intona Yuto Nagatomo, tu non sei un bell'uomo, ma non molli mai come un samurai! rammaricandosi per aver preparato il coro durante la pausa natalizia, quando Yuto è stato ceduto ai nerazzurri. Si vince uno a zero fino al novantesimo, poi Pazzini fa quello che sa fare meglio e in città ripiomba un po’ di depressione per aver soltanto sfiorato la salvezza. Ma con prestazione e vittoria a Cagliari si fa un balzo clamoroso permettendoci di decidere del nostro destino. Una vittoria col gli amici di Brescia basterebbe per chiudere i conti con una giornata di anticipo e poi sarà quel che sarà, comunque vada, noi lo cantiamo ancora una volta: Fino alla fine forza Cesenaaaaa! Oh ohoh ohoh ohohohoh…
