La ricerca della serenità

15.02.2012 07:44 di  Stefano Severi   vedi letture
La ricerca della serenità

Serenità, ecco la parola d’ordine per il Cesena in questo momento. Serenità dopo la neve, serenità dopo la Lazio, serenità dopo Marco Rossi titolare, serenità dopo due anni comunque spesi in serie A. Ogni tifoso del Cesena, oggi più che mai, deve andare in giro a testa alta orgoglioso della sua squadra e del nome che difende. E’ essenziale dimenticare la classifica, è essenziale dimenticare questo infausto inizio d’anno, è essenziale avere la mente sgombra. Giampaolo non è più – e da tempo – l’allenatore del Cesena, Von Bergen non è più – e da tempo – un guerriero legato alla maglia del Cesena, Antonioli – purtroppo – non riesce a garantire il rendimento stratosferico dei precedenti due campionati. Sono banalità, ormai le sanno anche i bambini. Ripetersele serve solo ad alimentare rancori e nervosismi che a tutto possono servire in questo momento fuorchè ad aiutare.

Serenità, ecco quello che serve. Lo devono capire anche i giocatori. Quelli che pensano ad altro, al calcio scommesse, alla squadra del prossimo anno o alla bambina che deve nascere il giorno dopo Atalanta-Cesena, possono essere congedati senza troppi rimpianti.  La Coppa Italia lo ha dimostrato: la testa sgombra spesso vale più di tanta esperienza.

Serenità anche per l’allenatore, che come tutti ha le sue colpe, ma che ha la consapevolezza che se dovessimo iniziare ad elencare le colpe di tutti finiremmo con un elenco di nefandezze per le quali nemmeno Michele Misseri sarebbe in grado di autoaccusarsi.

Serenità anche per chi giudica e critica. I processi in questa fase sarebbe bene a lasciarli a Vespa ed ai suoi plastici stile Italia in Miniatura. Ci sarà tempo tutta l’estate per fare bilanci, trarre conclusioni, emanare sentenze, ovviamente tutte postume. Adesso proprio non serve, vista anche l’infatuazione estiva per il Guardiola abruzzese.

Serenità, infine, per i tifosi. Scioperi, rabbia, delusione: ci sono mille motivi per mostrare risentimento nei confronti di chi si è fatto rimontare due reti contro una Lazio con un uomo in meno. Ce ne sono milioni però per continuare a restare al fianco della squadra. La Serie A è un patrimonio che in tanti ci invidiano, che porta addirittura i tifosi delle altre squadre a trascurare inutili incontri con il Borgo a Buggiano pur di assistervi, pur con la misera qualifica di spettatori non protagonisti.

La serenità è l’arma migliore sulla quale ancora possiamo contare, l’unica che può consentire a Parolo di tornare ad esaltare, che può ritrasformare Lauro in un difensore di serie A, che può portare questo Cesena a battere persino il Milan.
Poi magari il Milan vincerà lo stesso, ma noi resteremo sereni. La squadra che dopotutto si sta ancora giocando la serie A è il Cesena.