A Cesena le scommesse raddoppiano
Avevo una decina d’anni quando da bordo campo vidi un gol di Gianni Rivera in un Cesena-Milan. Non ero un raccattapalle, ma insieme ad altri bambini avevamo scavalcato la rete di recinzione (oggi magari chiamerebbero il Telefono Azzurro ...) pronti all’invasione in occasione dell’ultima giornata di campionato.
Dopo oltre 30 anni alcuni spettatori, senza più bisogno di saltare la rete, avranno il privilegio di vedersi la partita del Cesena comodamente seduti ad un paio di metri dalla bandierina del corner, all’interno dei cosiddetti “real box” che, insieme al “club house”, si annunciano una delle più significative novità per lo stadio Manuzzi nel prossimo campionato.
Così dopo avere concesso un contratto biennale a mister Marco Giampaolo, nell’ottica di un ambizioso progetto tecnico-sportivo di media-lunga scadenza, il presidente Igor Campedelli ha raddoppiato la “scommessa” impegnando la società in un progetto all’avanguardia e a lungo termine di restyling del Manuzzi.
Si tratta però di strutture destinate non alla massa dei tifosi, bensì principalmente alle aziende-sponsor che con il Cesena in serie A hanno ormai fatto del Manuzzi un salotto di rappresentanza e socializzazione, e che già nell’ultima stagione hanno apprezzato gli “sky box” in tribuna.
E qui sta la scommessa di Campedelli in quanto è evidente che simili strutture, per le quali si è stimato un costo di 1,5 milione di euro e un periodo di ammortamento di 4-5 anni, hanno un senso e sono redditizie solo se al Manuzzi va in scena il massimo campionato, in grado da richiamare spettatori vip o “da evento”.
Se 4-5 anni fa nessuno si sarebbe immaginato di trovare il Cesena così in alto, è altrettanto difficile avere certezze per il futuro fra altrettanti anni, soprattutto in un mondo come quello del calcio troppo legato a fattori imprevedibili.
Inoltre cinque anni di fila in serie A sarebbero un record per il Cesena, ma è una scommessa su cui ci piace puntare (sperando che la Procura di Cremona non ci stia leggendo ...).
