Il Cesena sono LORO

Circa 1 migliaio dallo stadio al Comune per manifestare amore e preoccupazione per le sorti della squadra. In piazza del Popolo attacco a Giorgio Lugaresi di ultras e Sindaco
30.06.2018 21:17 di Gian Piero Travini  articolo letto 6237 volte
Il Cesena sono LORO

In 1.000 si sono mossi dalla Curva Mare a piazza del Popolo per raccontare la loro passione. Tra canti, cori, proteste, il popolo bianconero è sceso per strada al grido di: “IL CESENA SIAMO NOI UNITI RISORGEREMO”.
“Non un funerale, ma una festa per riprendersi il Cesena – spiegano gli ultras –: riprendercelo da un uomo che sta legando il Cavalluccio e lo sta facendo morire: Giorgio Lugaresi”.

Il Presidente bianconero è il bersaglio del primo coro lanciato dalla festosa banda in marcia, con carrettino delle birre, bandieroni e tante famiglie al seguito.
E un nuovo comunicato è stato diffuso dalla Curva: “Oggi siamo qui a gridare forte che il Cesena siamo noi! Per confermare che noi siamo una certezza da cui ripartire e ribadire che in qualsiasi categoria giocherà il Cesena, noi ci saremo. Perché la nostra passione non ha categoria. Giorgio Lugaresi ha definito questa manifestazione ‘tardiva’... Peccato non abbia capito che il nostro intento non è tentare di salvare la sua disastrosa gestione, il nostro intento è lasciarcela alle spalle, in fretta, e andare incontro al nostro futuro. Senza paura, indossando i nostri colori e inneggiando a quella maglia che in tanti anni ci ha insegnato a soffrire, a gioire, a essere una comunità che rappresenta un territorio. Speriamo che questa farsa messa in piedi da Lugaresi termini presto, prima che si superi il ridicolo definitivamente, perché questo spettacolino triste recitato da un pessimo attore è diventato noioso e rischia di diventare molto irritante. Speriamo di poterci lasciarci alle spalle questo presidente e la sua corte dei miracoli il prima possibile.
“Oggi dobbiamo essere perfetti – chiudono gli ultras –, non possiamo permetterci errori, abbiamo tutti gli occhi puntati sul nostro comportamento e il minimo errore lo pagheremmo a caro prezzo. Abbiamo scritto che saremmo gioiosi, ricordiamocelo, e ricordiamolo a chi ci sta accanto se dovesse dimenticarlo”.

E lo spettacolo c’è ed è vero. La piazza risuona delle voci dei tifosi, con buona pace di chi oggi si è sposato o di chi voleva dire due preghiere nei tendoni del quarto lato di Piazza del Popolo. È una messa laica. Il fonte battesimale è una birra grande, la litania è “Cesena mio, unico amore!”.
E a questa marea bianconera si unisce il Sindaco cesenate Paolo Lucchi, che ringrazia i tifosi e attacca frontalmente AC Cesena spa: “Oggi inizia un percorso di comune accordo che vuole coinvolgere anche i tifosi, con cui l’Amministrazione avrà un dialogo continuo, per garantire alla nostra Città una squadra simbolo della Romagna. Qualcuno ha detto che questa manifestazione arriva troppo tardi: non è così. Arriva al momento giusto, ovvero il momento in cui non si può più scherzare. Ci sarà trasparenza con i tifosi sin da subito, cosa che è mancata molto in questi anni... trasparenza per fare le cose seriamente. Siamo al lavoro sulla questione Cesena da settimane: chiederemo l’aiuto di tutti gli imprenditori per avere una squadra di calcio”.

La prima mossa – come anticipato dal Corriere Romagna questa mattina – dovrebbe essere la revoca delle concessioni allo stadio tra lunedì e martedì, che in tempi recenti erano state rese ancora più agevoli per il Cesena, vista la problematica finanziaria corrente. In questo passo ci sarebbe già un unità tra Palazzo Albornoz e gli ultrà.
La seconda l’apertura delle trattative informali con chi si è interessato in questi giorni ad un piano per salvare il calcio a Cesena senza che venga compreso l’attuale cda di AC Cesena spa, che dopo il Consiglio di ieri non è intenzionato a “lasciare libero” il Cesena calcio.