CORRIERE ROMAGNA - Bisoli "Questa è casa mia"

 di Francesco Satanassi  articolo letto 1017 volte
Fonte: corriere romagna
© foto di Alberto Fornasari
CORRIERE ROMAGNA - Bisoli "Questa è casa mia"

Fa un certo effetto non tanto rivederlo, perchè è identico a prima, ma più che altro risentirlo. Fino a due anni fa, quando accendeva il megafono, la sua voce si sentiva fino alla Secante. Stavolta, invece, la voce è completamente sparita: «Mi dovete scusare - azzarda con l’aiuto di una caramella balsamica - ma l’ho persa stamattina (ieri, ndr) durante il primo allenamento: si vede che non ero più abituato ad urlare e forse ho esagerato». Ecco, per capire quanto sia carico Pierpaolo Bisoli, basta questa frase.

Casa dolce casa. Tiratissimo e con la maglietta da allenamento addosso, l’uomo di Porretta ha riavvolto la pellicola delle ultime ore cominciando da lunedì: «Innanzitutto vorrei spendere il primo pensiero per Nicola Campedelli. Lo capisco, perchè ho vissuto anch’io la sua situazione, ma gli dico di non mollare, perchè lui non è l’unico responsabile di quanto successo finora. Se devo essere sincero, non mi aspettavo che il presidente mi chiamasse. Ma ovviamente gli ho dato subito la mia disponibilità, perchè questa è casa mia».

Contorno. Il volume è basso, ma quando comincia a mulinare le braccia si capisce tutto ugualmente: «Da oggi dobbiamo ritrovare quell’entusiasmo che finora è mancato. E dobbiamo trovare un’identità. Io non sono Mago Merlino, quindi vi dico che all’inizio serviranno pazienza e comprensione. Solo così riusciremo a creare il fantastico clima che si respirava tre anni fa. La gente deve tornare allo stadio per divertirsi e innamorarsi di questa squadra».

Lavoro. Appunto, la squadra. Come l’ha trovata Bisoli? «In questo momento manca la fiducia mentale. Ieri (lunedì sera, ndr) ho fatto le 3 di notte davanti al dvd per rivedere le partite di campionato e mi sono accorto di quanto la squadra sia sfiduciata. Dovrò cercare di trasmettere calma e serenità a questi ragazzi, che mi hanno già dato la loro totale disponibilità. In carriera non sono mai subentrato a stagione in corso, ma questo non è un problema. Non conta quando si comincia, ma come: fosse per me ci saremmo allenati 5 ore anche lunedì e oggi (ieri, ndr) mi sono alzato alle 7 del mattino per andare a rescindere con il Bologna e guidare il primo allenamento».

Seconda puntata. Rispetto alla prima volta, ora Bisoli ha due esperienze in più sulle spalle in A. Cosa è cambiato? «Sul campo nulla, sono identico a prima. Fuori dal campo, adesso conto fino a 10 e a volte anche fino a 50. Torno a Cesena con lo stesso stato d’animo che avevo quando sono venuto da illustre sconosciuto, perchè non posso permettermi di vivere di ricordi».
Sui giocatori e il loro impiego, è lapidario: «Sarà il campo a giudicare, io non faccio il giudice ma l’allenatore. Come ben sapete non guardo le carte d’identità, ma i meriti. In questo momento la priorità è la fase difensiva, perchè la difesa è il reparto che ha bisogno di più tranquillità. Quanto al campo sintetico, valuterò in questi giorni: per me è una novità assoluta e prima di decidere dove svolgere gli allenamenti, voglio vedere come reagirà la squadra ai miei metodi». Bisoli come vice sarà affiancato dall’ex portiere Michele Tardioli nel ruolo di vice e dal fidato Riccardo Ragnacci come preparatore atletico (al suo fianco resta Mattia Vincenzi), mentre i portieri tornano ad allenarsi con Roberto Bocchino: «Il contratto? Ho firmato un biennale, perchè al massimo allenerò ancora per cinque anni. E almeno due li voglio fare qui».