Le Pagellazze™ CRE-CES | Botte di Natale

Rissa svogliata finale, rosso a Cascione, giusto un paio di rigori in meno per i bianconeri: si chiude male il 2017, ma poteva andare mooooooolto peggio
 di Gian Piero Travini  articolo letto 2565 volte
Fulignati, costante
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Fulignati, costante

FULIGNATI 6,5 Primo tempo e avvio ripresa impreziositi da buoni interventi. Sul gol può far poco. Un 2017 partito giustamente alla berlina - non si poteva guardare - e chiuso in crescendo. MATURITÀ

DONKOR 5,5 Appannato rispetto alla vivacità cui ci ha abituati, ‘Zo’ Donkor si è cullato troppo nel sogno di diventare una popstar di Romagna come capitò a Magic Voice qualche anno fa. O a Marcello Pieri. UN COCOMERO IN DISCESA (Dall’82' MONCINI SV)

PERTICONE 6 Quando l’ho visto centrale pensavo di trovarmi davanti allo Spirito del Natale passato. Che è quello che temo di più, in effetti... Amministra ma poi viene ammattito anche lui da Paulinho. PANICO (NO, NON L’ATTACCANTE)

SCOGNAMIGLIO 6 Ma che sfiga! Scusate la volgarità, ma fa un mezzo miracolo e poi la rimette in gioco per sbaglio con la mano... Nell’unica azione sbagliata veramente dalla retroguardia lui quasi fa la magia e poi il patatrac involontario. CHE RABBIA!

FAZZI 5,5 In ripiegamento bene. In avanti tragedia. Un po’ indietro rispetto alla crescita che da qualche settimana lo caratterizzava, ma evidentemente i cappelletti di Romagna lo hanno appesantito. CAPLÈT

KUPISZ 5,5 Sono botte da orbi con Renzetti - che, stranamente, non gioca al Genoa quest’anno. A momenti ci scappa il morto, il rigore e la cronaca di un’altra partita. A MOMENTI (Dal 76' VITA 6 Il contrario di Cascione. In più di un senso. QUANTA)

KONE 5,5 Ammira il compagno di reparto centrale manco fosse la statua di Stradivari in centro a Cremona. Si fa contagiare dalla bassa inerzia e ogni tanto si siede per terra, contemplando il deserto dell'anima dello stadio lombardo: poi il prezzo è troppo alto e gli girano le scatole, cercando la rissa anche con un paio di poltroncine vuote della gradinata. TORO SCATENATO

CASCIONE 5 Odio guardare la partita in televisione quando gioca Cascione: cerco sempre di mandare avanti più veloce. Scherzo, dai... ormai ho capito che non funziona. Scherzo. Dai... Rischia il rosso, fase di copertura tipo ora di pranzo al Roverella, poi ovviamente arriva anche l’espulsione... è un uomo di ordine, è vero, ma dura mezzora. Più incollato di una poesia in centro a Cesena. MOVIOLA IN CAMPO

DALMONTE 5,5 Appena Foschi ha iniziato a parlare di mercato per Dalmonte, le sue prestazioni sono andate in calando. Questo succede solitamente quando per la testa si ha altro a cui pensare. Tipo trovar casa a Sassuolo. OH, NON NE SBAGLIANO UNA

LARIBI 6 Quando le maglie sono strette e le marcature belle toste, Laribi ci mette la classe ed emerge. Non è un giocatore da ‘fiato’, ma è comunque ligio al dovere e costante. Un pizzico di fortuna in più e, forse, di braccia in meno avversarie, e parleremo di match-winner. Male sui calci da fermo. DI MESTIERE

JALLOW 5,5 Nove gol nel girone d’andata, a secco nell’ultima battuta di caccia: ci sta una partita in grigio. Non c’è intesa oggi con Laribi e forse un paio di lamentele di troppo per quanto mostrato in campo. CAPRICCI (Dal 73' CACÌA 5,5 Si presenta con una meteora al volo che pare che la Stella Cometa guidi i Re Magi contro la traversa. Poi niente. POLVERI BAGNATE)

 

CASTORI 5,5 Al di là della scelta quasi obbligata di Cascione, se gli si dà giusto merito per le tante reazioni della squadra, quando l’ingranaggio non gira ha senso attribuirgli responsabilità: la principale è quella di aver giocato un po’ troppo sulla difensiva per la maggior parte delle ultime tre gare, 4-2 col Pescara compreso. Fase calante fisica e si torna a perdere, anche se in maniera rocambolesca. Giusto e meritato il riposo per quanto dimostrato, ma oggi malino. E Moncini... ancora una volta tardi. SPOSSATO

CESENA 5,5 Mancano due rigori, ma si costruisce comunque poco. Buoni momenti nella seconda metà del primo tempo, il resto è non gioco e velleità. E dopo la rete subita non arriva la solita reazione di gran carattere. C’è voglia di chiudere l’anno, è inutile.