IL PAGELLAZZONE™ D’ANDATA

Una stagione in cui non si può mollare nemmeno per un secondo, dove i protagonisti sono Jallow, Kone, Castori e... sì, proprio Giorgio Lugaresi
02.01.2018 12:36 di Gian Piero Travini  articolo letto 2377 volte
Kone, uomo simbolo
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Kone, uomo simbolo

FULIGNATI 6+ C’è solo una cosa più brutta di me appena sveglio: la sua prestazione a Bari. Senza giri di parole: sembrava l’ennesima porcheria di mercato bianconera per come si è svolta la sua prima parte di stagione. Castori lo aveva scartato, puntando sull’usato sicuro Agliardi, poi si è ritrovato a buttarlo dentro, giocoforza. Pian piano mi sono reso conto che quando para, è proprio un bel parare. Ha fatto cambiare idea a lui. A me. A tutti quanti. Anche nelle ultime gare appannate dei compagni, lui si è distinto. DI RINCORSA

AGLIARDI 5,5 Ha avuto l’occasione ghiotta per scavalcare il suo compagno di reparto, ma non l’ha colta, probabilmente iniziando a sentire il peso dell’esperienza vs il fondo inquadrabile dell’Orogel Stadium. Il dualismo in porta è diventato ormai una tradizione in casa bianconera, e probabilmente ha giovato al più giovane Fulignati: quasi come se i preparatori dei portieri fossero due e Federico si affiancasse ad Antonioli. VICE (VIETZCHE) CHE DICE

EGUELFI 5,5 È ancora Acerbo per la serie B. Anche se Cesena è diventata la città dei ventenni enfant prodige, ciò sembra applicarsi solo sulle pagine della cronaca del Resto del Carlino più che su quelle dello sport. La volontà c’è, ma serve mangiar piada. E rimettersi sulle gambe. METEORA

DONKOR 6+ È l’anno in cui impara a far gioco sulla fascia, ad attaccare, a proporsi. E ad esagerare, sopratutto in temperamento, perdendo lucida nei momenti chiave della partita e togliendo la serenità che da centrale riesce ad infondere. Come tutti i difensori risente della gestione tecnica di Castori in termini di rendimento, ma aumenta a dismisura la sua versatilità. Io personalmente ne invocavo il ritorno come certi signori con il bomberino scuro e pochi capelli invocano il ritorni di LVI per le vie del centro storico. È arrivato e ha dato la sua, ma può dare ancora di più. SI PUÒ DARE DI PIÙ

SCOGNAMIGLIO 5,5 Sembrava dovessimo avere la coppia di centrali migliori della B: ci illudevamo bastasse passar via Ligi. Scognamiglio pare ancora lontano. Dalle prestazioni tra Trapani e Novara, ed è apparso in affanno sul finale: come tutto il reparto arretrato deve metterci il salto di qualità. Qua di salti se ne vedono, ma spesso sono sugli attaccanti avversari… e speriamo siano pure salti della quaglia. BATROC IL SALTATORE

LIGI 4 Grazie al cielo ho pure dimenticato in che squadra gioca ora. CENTO DI QUESTE CAPPELLE DI ESPOSITO

PERTICONE 6- Gli ultimi caldi ci hanno regalato un ignorantissima versione di Capitan Mutanda bianconera, una via di mezzo tra la grazia di un paracarro e l’eleganza di Cerci. Con l’inverno si è raffreddato, ma ha dimostrato buona volontà nell’improvvisarsi uno dei peggiori terzini destri che si ricordino in città dai tempi di Luca Ceccarelli in dritto post Pineta con Linda Santaguida. La scelta non è sua, ma rischia di perdere completamente la sua identità. CHI L’HA VISTO

RIGIONE 6 Esce dalle rotazioni dopo la sconfitta di Empoli, facendosi vedere solo contro il Brescia per una quarantina di minuti: in una linea difensiva con pochi veri terzini, è il centrale che con Castori si accomoda in panchina, quando in realtà è il primo ad aver voluto giocare a Cesena anche questa stagione, volendola con forza e mettendo una pezza in più di un’occasione alla prima parte della stagione. È l’ultima possibile ‘bandiera’ cui attaccarsi in tempi di tramontana del menefreghismo atletico e il suo saluto alla Curva nell’ultima gara in casa della scorsa stagione è forse il ricordo più bello di questo 2017 che se ne è andato. ONORE

ESPOSITO 5,5 Non è accettabile che un giocatore della sua caratura e della sua esperienza commetta gli errori marchiani e irritanti visti nella prima parte del campionato. È comprensibile che la situazione iniziale della squadra fosse da TSO e che si sentisse come uno che guarda Inception senza aver mai visto Memento, però siamo ben al di sotto della sua possibile rendita. E per uno che si è cuccato un biennale con opzione per il terzo anno, beh… è ora di fare le cose a modino! CERCASI LEADER

MORDINI SV

LARIBI 6,5 Questo Laribi è molto più simile al Laribi che dominava al Bologna che non a quello della scorsa stagione che, fino agli ultimi due mesi, faceva fatica ad arrivare a fine campo di corsa. Il piede è sempre lo stesso, il fiato è migliorato e anche il feeling con la squadra è cresciuto. Ha dominato in alcune gare e ha provato a fare del suo nei momenti veramente difficili della squadra. È ancora lì e il potenziale devastante che potrebbe innescare con Cacía ancora non è stato intaccato. Potrebbe essere la chiave di (s)volta per uscire dalla palude. IL BOSS

CRIMI NG Doveva essere il perno del gioco di Camplone. Il giocatore inamovibile. Quello che se arrivava l’offerta dalla A, pazienza, ma altrimenti in bianconero tutta la vita. Da tempo gli esperti di mercato cittadini - Burioli e Mariotti - scrivevano che sarebbe stato ceduto, e ovviamente noi di TUTTOCesena copincollavamo, perché siam buoni a far solo quello. Solo Camplone ci credeva a una sua permanenza. #EDIFATTI

KONE 7 Se tutto il Cesena... se tutti noi fossimo come lui... beh, saremmo avanti di quel po’. Kone è riuscito a diventare il leader silenzioso della squadra, il cavaliere oscuro, quello che non sai mai cosa faccia ma che, alla fine, ha portato non si sa come più acqua al mulino di tutti gli altri. È un giocatore che per il passato, in bianconero, si è ritrovato in situazioni tattiche che non lo mettevano a proprio agio, ma ha saputo fare di necessità alta virtù e ha tenuto duro. Sempre. Lo sfottevo, dicendo che quando era lui il migliore in campo voleva dire che si stava alla disfatta: ribaltando il concetto vuol dire che è un calciatore che con le difficoltà si esalta e si mette sulle spalle la squadra. Non crollando. Tremavo quando lo vedevo giocare. Ora tremo quando non lo vedo giocare. FONDAMENTALE

SCHIAVONE 6,5 Il gemello scarso deve aver seguito Ligi lontano da questa città e dai miei occhi feriti e martoriati, perché questo Schiavone è un giocatore completamente diverso da quello che abbiamo imparato a far finta che non ci fosse nell’arco di un’intera stagione. Questo Schiavone non fa rimpiangere il miglior Cascione, e sa muoversi all’unisono con la squadra, mantenendo equilibrio e forma intatti, fluidificando la manovra e mettendo la gamba in anticipo. UN ALTRO GIOCATORE

SBRISSA 6 Non c’è grande feeling con Castori, ma ha dimostrato di saper fare i movimenti base del calcio con un certo ordine. Insomma, non si è coperto di ridicolo come altri durante la gestione Campione e ha mostrato di aver voglia di fare il calciatore. SI FARÀ

DI NOIA 6+ Quando è arrivato la situazione era talmente disperata che sembrava fosse uno storico #14. Invece era Di Noia. Sembrava di vedere la scena dell’arrivo di Cascione a Villa Silvia, la prima volta, con Bisoli che si rivolge al cielo: “Finalmente uno che sa calciare il pallone”. Anche lui ha risentito della stanchezza di questa prima parte di stagione, ma non ha mai piegato le ginocchia. Una delle note belle della parte finale di mercato estivo, uno da cui ripartire subito. PUNTO E A CAPO

FAZZI 6 Quest’anno lui è il mio uomo: sta dando il 150% di quello che potrebbe dare, in condizioni di gioco al limite della disperazione. E dove non arriva la tecnica inizia ad arrivare l’esperienza: girovago del campo e dell’Italia, Nicolò forse non sarà ancora pronto per un’esperienza in A, ma quando la squadra si ferma lui è ancora lì a macinar chilometri con un verso. COSTANTE

MILITARI SV

CASCIONE 5 Probabilmente solo Stefano Severi lo considera ancora utile a questa squadra. Ecco, ora mi sono sfogato e ho accontentato chi lo vorrebbe cancellato dal mondo del calcio. La realtà è che potrebbe ancora essere molto utile, ma per non più di mezzora di gioco, perché di fatto è diventato un mediano e non può più uscire da quella condizione che l’usura e l’impegno in questi anni hanno provocato. È una chioccia, ed è vero che la gallina vecchia fa buon brodo, ma non è sempre periodo da cappelletti. SCADE ALLA MEZZORA

JALLOW 7 Scorbutico. Diversamente tecnico. Labirintitico. Ma letale come una pantera. Jallow è l’invenzione del mercato di Foschi, un talento che ancora non aveva dimostrato molto in B ma che in bianconero è divenuto il centro della salvezza, supplendo all’assenza di Cacia e trovando gli alleati giusti in Laribi e Dalmonte. Con il calo fisico di entrambi è entrato in un limbo dal quale esce a colpi di magie individuali. TESORO

KUPISZ 5,5 Per buona parte del campionato è stata vera delusione della stagione, nonostante gli espertoni della vecchia continuino a piazzargli delle sufficienze solo per non sbugiardare quanto scritto in estate. Tre, quattro buone prestazioni non cambiano il fatto che, ad oggi, il polacco sia ancora quello più indietro per quello che riguarda il gioco. Correre, correre, correre - che ai cesenati di base piace tanto da non interrogarsi su dove si vada, perché come ci insegna Giorgio Lugaresi: “Il percorso è più importante della meta” -: alle volte basta così. Alte volte no, non basta. Và detto che il ragazzo si è dimostrato in crescita. BORN TO RUN

PANICO 6 C’è da dire che in una stagione parecchio difficile non ha mai perso la testa. Non è il bomberone del futuro, e non è nemmeno il giocatore che può cambiare un’annata, ma il 20enne di Ottaviano in pochi minuti ha sempre onorato l’impegno e col Foggia, in un momento decisivo per la stagione, ha trovato la forza di mettere insieme una prestazione superlativa mentre attorno a lui tutto crollava. APPLAUSO

DALMONTE 7- Mi scoccia sempre dare i voti a chi sta per andarsene... ma la scelta non è sua. Dopo un fermo per i problemi con le cremine per l’acne e una stagione persa, il ragazzo è tornato più forte che mai, prendendosi una maglia da titolare con gran piglio. Con il passare della stagione, però, il giovane è calato, soprattutto quando si è iniziato a parlare degli interessi di Sassuolo e di Juventus su di lui, con le solite esternazioni da mercato aperto anticipato e pretattica di Foschi. Tuttavia non avrebbe senso non ammettere come questo ragazzino sia stato uno dei migliori anche quando il resto della banda ricordava le peggiori rose di De Falco. IN BOCCA AL LUPO

GLIOZZI 5,5 Presentato come il bomber assoluto della Lega Pro, si è ritrovato davanti alla serie B con quel timore riverenziale che coglierebbe chiunque davanti a Lisa Ann con il matched color blu e gli occhiali. Tante volte davanti alla porta, tante volte rimane solo l’intenzione. Va sostenuto, senza dubbio, ma va anche fatto capire che è ora di ritornare a fare veri investimenti sul settore giovanile con campagne di recruiting che esulino dal costo zero. IN CASA NON AVEVAMO DI MEGLIO?

CACÍA 6 “Questo ne fa 10 in una stagione anche da zoppo”. Ne mancano 8, ma è un altro che rischia grosso sull’artificiale cesenate. Il mio giocatore preferito della serie B assieme a Paulinho, quello che ha fatto lo ha fatto alla sua maniera: da vero sbirro del pallone. CALIBRO .35

VITA 6 Mister utilità: dove messo ha quasi sempre tenuto la botta. Non sarà lo spaccapartite, l’uomo del domani, il salvatore della Patria, ma quello che deve fare lo fa. Minuti, brio, corsa e qualche pallone pulito... gli dici quello che deve fare e lui lo fa. PINO LA LAVATRICE

MONCINI 6,5 Negli ultimi 51' ha segnato 2 reti. Con Castori gioca circa 9'45'' a partita. È forse il giocatore delle giovanili bianconere su cui io mi sia sbagliato di più, giudicandolo molto indietro per la categoria: evidentemente il lavoro fatto in Lega Pro ha pagato. Eccome. Ecco, speriamo non si vada subito all’incasso subito. DEFLAGRAZIONE

 

CAMPLONE 5,5 Bastava dimettersi dopo la cessione di Crimi. Bastava comportarsi esattamente come non ci si comporta mai in questo mondo. E, probabilmente, non trovare più una panchina per anni, ostracizzati come capitato ad altri. E invece è andato avanti, dopo aver praticamente sfanculato il settore tecnico in uno sfogo pubblico, essere stato ripreso dalla dirigenza e aver gestito esautorato lo spogliatoio. Come Drago prima di lui non può che accomodarsi sul divano. Non se lo meritava, ma è uno dei rischi che si corrono quando le squadre sono assemblate e non ragionate e la riconferma di un tecnico rischia di far danni. IL SIGNORE DÀ, IL SIGNORE PRENDE

CASTORI 7- Trasforma la squadra e la plasma in gente che crede in se stessa: il suo ingaggio è di fatto il primo segnale di discontinuità tra il pensiero unico di Foschi e il CdA. Potrebbe sembrare la mossa nostalgia, invece sortisce un effetto insperato, togliendo dagli impicci i bianconeri, ribadendo il suo feeling dalla piazza e facendo tacere le voci contrarie, riportando entusiasmo laddove iniziava a montare la prima rabbia dopo la disperazione. Conosciamo i pregi del tecnico e i difetti: nell'arco di pochi mesi sono già venuti fuori entrambi. Ora si tratta di mantenere equilibrio e di ricominciare a spostare le gare sotto il piano fisico e mentale, più con la rabbia che con la tecnica. THE MAN IS BACK

AC CESENA 6- Ancora vivi, ma all'ultimo di nuovo in zona playout. E, questa volta, coscienti di essere una squadra. Che potrebbe essere da un lato la salvezza, ma dall’altro l’assenza di alibi. Ora le cose si fanno serie e nelle ultime uscite si sono visti di nuovo i limiti di inizio campionato: stanchezza, assenza di idee. La pausa servirà sicuramente a ricaricare le energie e ad aspettare qualche rinforzo sulle fasce in avanti, ammesso che ci sia veramente l’occasione di fare il mercato giusto. Resta il fatto che praticamente ad ogni stagione in questa squadra avvengono cambiamenti continui, senza punti fermi: anche per questo è difficile combinare qualcosa di buono. Ora il gruppo c’è. Ora la volontà c’è. Bisogna solo ritrovarsi un po’ e ricordarsi che anche le altre hanno ricominciato a crescere. RICERCANDO

 

FOSCHI 6- Tre allenatori a libro paga per una società che fino all’altro giorno mendicava pietà da qualsiasi altra squadra: non il miglior biglietto da visita. La realtà è che Foschi è un grande direttore sportivo, con ottimi contatti, in grado di creare mercati remunerativi se ci sono soldi alle spalle. Ha fatto la fortuna del Palermo. E ha fatto la fortuna del Cesena. Ma per il salto di qualità che può portare ad una rosa competitiva e progettuale, oltre alla fortuna - ingrediente fondamentale di chi va al mercato del pesce senza soldi -, servono anche idee. E di idee vere se ne sono viste pochine. Poi è l’uomo del colpo Cacía, della promozione a costo zero, ma appunto serve altro per non rischiare di appiattirsi anno dopo anno e non uscire da un limbo. E se non arrivano i soldi serve un cambio di strategia senza soldi. E non è lui il diesse giusto per un mercato ‘nuovo’ a costo zero. Quest’anno se l’è presa un po’ con tutti: giornalisti, ex dirigenti e soprattutto lo scazzo con il presidente che poteva essere il preludio ad un ribaltone societario reale, e invece è stata l’ennesima occasione per ribadire che troppo spesso in corso Sozzi ci si perde in un bicchiere d’acqua. NIENTE PROGETTI

 

LUGARESI 6,5 Sceglie Castori. Ha ragione lui. È stato socio silenzioso di Campedelli e prende tuttora uno stipendio. Ha ragione lui. Non è riuscito ad aumentare la base societaria bianconera in maniera rilevante - ragione principale della sua scelta di fare il presidente - ed è consigliere di Lega. Ha. Ragione. Lui. Gli house organ cittadini lo indicano come “Re” nei titoli di Natale. Le voci di contestazione tacciono non appena convoca l’unico trainer che possa rivaleggiare con il Talmud del 6-3-1 bisoliano e i cori sono sparuti e isolati. Insomma… ha ragione lui. Per lui è stato un anno fondamentale, e lo ha scavalcato senza troppe tensioni, rilassandosi as usual in giro per il mondo... tanto pagano gli abbonati, visto il noto compenso da amministratore a tutto il 30/06/2016. Ha ragione lui. Credo sia perché è molto, molto più intelligente di chi lo ha sempre messo sotto torchio. A lui la sufficienza e qualcosa di più - come quello furbo che copia a scuola, che dai e dai poi impara pure qualcosa -, e a me un bel 4 come quando sbagliavo le titolazioni in chimica al liceo. Dopotutto il romagnolo vero è lui, io sono solo un adottato fortunato. Ah, il cambio di linea comunicativa: che abbia iniziato ad ascoltare tutti realizzando che non parlare è il miglior modo per non far brutte figure? HA. RAGIONE. LUI (E. TORTO. IO)

AC CESENA SPA 5,5 L’AC Cesena non potrebbe sopravvivere: sopravvive perché non sa di farlo. Tanto ci pensano Luca Mancini - hai voglia a infamarlo in Galleria OIR -, i (pochi) soci che ancora mettono mano al portafoglio e le cessioni ‘disperate’ di Foschi a tenerla in piedi. 2018 non sarà l’anno della svolta, ma di sicuro si aspettano novità da chi si sta occupando di preparare il piano di rientro con l’Erario per poi confezionare un prodottino a -10/-15 mln di euro da mettere sul piatto per un eventuale ingresso ‘pesante’ in società e un cambio di dirigenza entro il 2019. Radiosocietà fa passare il messaggio che anche una retrocessione non sarebbe un problema ma, guardacaso, la voce inizia a girare non appena fuori dalla zona rossa della classifica. Facile così. E anche per questo ci si morde tante volte la mano e si preferisce non scrivere: se il risultato è far finta che un protesto sia in realtà un segno positivo e una colpa da parte di chi deve ricevere soldi, tanto vale aspettare tempi più sereni per provare a spiegare che non sono poi così sereni comunque. E intanto si prega. Perché ci rimane solo questo. Pregare. Ah, dopo qualche anno è giusto dare la nostra opinione: Cesena Per Sempre ha avuto una sua utilità? Sì, inizialmente, ma gradualmente è stata esautorata dallo stesso CdA dove opera. Ha ancora una sua utilità? Non è questa la percezione, dunque se gli associati ancora pensano di averne, il consiglio di inizio anno è ristrutturarsi e ricominciare a pretendere più capacità di intervento nelle politiche societarie. ALL I NEED IS A MIRACLE

 

TUTTOCESENA.IT NG Come faccio… posso giudicare me stesso, come ho già fatto sopra, nella Pagellazza™ a Giorgio Lugaresi, ma non i ragazzi che coordino o questo prodotto editoriale. Ogni giorno mi attengo a quello che mi dite voi che leggete. Ed è quello che fanno tutti i ragazzi di TUTTOCesena, per migliorarsi giorno per giorno. C’È ANCORA DA PEDALARE