Melandri, un ravennate a Matelica

L’attaccante romagnolo potrebbe essere l’arma in più degli avversari del Cesena domani pomeriggio
25.09.2018 18:30 di Bruno Rosati  articolo letto 2508 volte
Melandri, un ravennate a Matelica

C’è anche un po’ di Romagna fra le fila del Matelica che si appresta ad ospitare il Cesena. Daniele Melandri, attaccante ravennate classe 1988, è giunto nella squadra maceratese solo da poche settimane ma la voglia di ben figurare sin da subito è tanta. Il bomber di Castiglione di Ravenna vanta un ottimo curriculum: 12 gol in 35 presenze con il Forlì nella serie C 2014-2015 ed altrettante reti, ma una partita in meno giocata, con la maglia del Parma nella serie D 2015-2016. 

Per lei, proveniente da zone confinanti con il territorio cesenate e con ottime esperienze in altre piazze dell’Emilia-Romagna, la partita contro il Cesena è un derby?
“Non lo vivo come un derby però è sempre bello affrontare queste società gloriose. Ho avuto la fortuna di giocare a Parma e sfidare altri club con un passato prestigioso nel corso della mia carriera. Vedere il Cesena in serie D è un vero peccato perché per i tifosi che ha merita ben altri palcoscenici. È una squadra che è stata costruita per vincere il campionato. Non sarà difficile trovare le giuste motivazioni per una partita del genere. Sarà una gara tosta, il Cavalluccio ha il favore del pronostico ma ce la giochiamo: siamo una buona squadra, giochiamo in casa e siamo determinati nel voler sfruttare le nostre peculiarità. Dovremo essere bravi e cinici nel capitalizzare al meglio le occasioni che sapremo crearci”.

Dopo le ultime due stagioni passate a Fano fra i professionisti, quali differenze pensa di riscontrare in un campionato come la serie D?
“Nei dilettanti ci sono più giovani perché per regolamento devono giocarne sempre quattro. In serie C le squadre sono incentivate a schierare i giovani per avere un ritorno economico ma non sussiste alcun obbligo di schierarli. Al di là di ciò, le due categorie si stanno molto livellando tra loro perché con il nuovo regolamento della serie C entrato in vigore quest'anno, i ‘vecchi’ devono per forza di cose spostarsi nelle categorie inferiori”.

Quale tipo di campionato dobbiamo aspettarci dalla squadra in cui gioca?
“L’anno scorso il Matelica, dopo aver dominato il girone d’andata, ha perso il campionato all’ultima giornata. Nel girone di ritorno tutte le squadre di vertice hanno subito un calo nei risultati e poi è andata come andata. Quest’anno il Matelica non può ovviamente essere la favorita ma non ci precludiamo alcun traguardo. I calcoli e i ragionamenti li lasciamo in ghiaccio sino almeno a metà campionato. Bisogna sempre pensare ad una sola partita alla volta”.

Alla terza giornata quali sono le sue prime valutazioni?
“Siamo una buona squadra, con diversi giovani che hanno già calcato i campi di questa categoria. Abbiamo vinto per 4-2 la prima di campionato contro la Vastese e perso con il Pineto 2-0: ci vuole equilibrio. Anche la mia ex squadra, il Forlì, ha perso immeritatamente contro la Savignanese. Pure loro sono un’ottima compagine, hanno un allenatore molto preparato come Campedelli che conosco personalmente e possono puntare anche loro alla vittoria finale del campionato. Un passo falso può capitare a chiunque in questo campionato, bisogna però avere la forza di non abbattersi e saper voltare subito pagina”.

E la sua stagione?
“Al momento ho giocato dieci minuti alla prima giornata e venticinque minuti nell'ultima gara. Devo ancora sbloccarmi sotto porta. Sono un po' indietro con la preparazione rispetto ai compagni”.

Cosa l’ha portata a scegliere di giocare per il Matelica?
“Durante l’estate mi sono allenato con il Santarcangelo, senza però svolgere completamente il ritiro. Ad inizio mercato ho avuto qualche contatto con altre squadre. La sessione è stata molto strana, il caos dovuto ai fallimenti ed i possibili ripescaggi hanno influenzato l’operato di tutti i direttori sportivi. Anche in virtù di ciò che dicevo prima, le rose sono state composte inizialmente per lo più da giovani di prospettiva. Tanti con qualche annetto in più alle spalle sono rimasti svincolati, ce ne sono tuttora una marea. Appena è arrivata la chiamata del Matelica non ho avuto dubbi nello scegliere questa piazza, il direttore mi ha trasmesso sin da subito una grande carica ed ho capito che questo era il posto giusto per me”.

Un suo sogno?
“Sicuramente ho molta voglia di rivalsa. Nell’ultimo anno e mezzo a Fano ho giocato poco e segnato pochi gol. Colpe mie, colpe altrui. Ormai non importa più. Non mi va di cercare alibi. Voglio tornare a divertirmi, a segnare come so fare. Un sogno? Tornare fra i professionisti”.