L’ex Cazzola: “domenica partita fondamentale”

Lo sfortunato ex bianconero racconta come sia difficile salvarsi in questa Serie C

06.09.2019 08:00 di Patrick Lavaroni   Vedi letture
L’ex Cazzola: “domenica partita fondamentale”

Terza giornata e il Cesena potrebbe essere già a uno snodo fondamentale. Almeno così dicono dal Veneto sede della Virtus Verona, prossima avversaria con in saccoccia un punto in più dei bianconeri . Nome di rilievo della sfida l’ex Riccardo Cazzola, uno dei primi acquisti dell’ultimo anno in Serie A del vecchio Cesena.

Cazzola,  un commento sull’ultima stagione in A dell’AC Cesena.
“A livello personale è stata molto difficile, venivo da un’operazione al ginocchio, ho fatto 5 presenze e non riuscivo ad allenarmi. Ho un ricordo positivo di un gruppo forte e di una città che capì e riconobbe l’impegno di una squadra non attrezzata per la Serie A. In estate la società aveva fatto il possibile, oltre alla sfortuna dei tanti infortuni ci mancava quel pizzico di esperienza in più per salvarci. Penso a Valzania che ebbe modo di mostrarsi al grande pubblico ma si fece male poco dopo. Ricordo come nonostante tutto arrivammo tra Marzo e Aprile allo scontro diretto con l’Atalanta a pochi punti di distacco. Ripeto che la sintonia con la gente non mancò ma la stagione non può essere valutata come positiva”.

Chi dei giovani di quella squadra ha rispettato le aspettative negli anni seguenti?
“Oltre a Valzania ricordo Dalmonte che era giovanissimo e Garritano. Loro 3 bene o male si erano messi in luce, per il resto la squadra era molto vecchia. Ad oggi hanno mantenuto le prospettive con una carriera a buoni livelli. Sono ancora giovani, il futuro può essere ancora più roseo”.

Il suo procuratore Cattoli da cesenate favorì il suo approdo nella sua città?
“No, era dovuto al feeling che si era creato tra Atalanta e Cesena,  due società ‘amiche’ che si davano una mano. Assieme a me arrivarono Lucchini, Capelli, Giorgi, Marilungo e Nica”.

Come è proseguita la sua carriera?
“Dopo Cesena sono stato a Livorno in B dove ho riacquistato continuità, quasi 30 presenze e 2 gol, bene a livello personale ma non per quanto riguarda la squadra. L’anno dopo sono finito ad Alessandria dove avevano costruito una corazzata per la C. Perdemmo ai playoff dopo aver chiuso a pari punti con la Cremonese prima in classifica. Nella stagione seguente ci sono stati più bassi che alti con una squadra non all’altezza della precedente”.

Alla Virtus come ci è arrivato?  
“Mi ero preso un anno sabbatico per riprendermi da un problema ai polpacci, ho considerato di smettere ma a gennaio si è riaccesa la motivazione e a giugno è arrivata la chiamata di Gigi Fresco (presidente e allenatore della Virtus ndr). Dopo un anno e mezzo di stop riuscire a trovare una squadra in C è una bella soddisfazione; gli devo tanto considerando tutti gli svincolati che ci sono al giorno d’oggi”.

Un bilancio su questa fase iniziale di stagione, quali sono gli obiettivi?
“Alla prima con il favorito Padova ce la siamo giocata, a Gubbio c’è stato un pareggio importante. Siamo in una fase di conoscenza, dobbiamo applicare quanto fatto in allenamento. L’obiettivo è la salvezza, il livello medio del campionato è molto alto. Sono poche le squadre che lottano per la permanenza ma sono tutte attrezzate; ciò è dovuto alle molte pretendenti per i primi 8 posti, per salvarci dobbiamo strappare punti anche a loro”.

Come vede la partita di domenica?
“Domenica c’è una diretta concorrente in linea con i nostri valori anche se la storia del Cesena fa pensare ad altri obiettivi. Loro sono giovani e con qualità; sarà dura, una partita già fondamentale che può delineare il campionato”.