L'AVVERSARIO - Prendiamoci tutto ciò che è nostro

17.05.2018 13:00 di Patrick Lavaroni   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'AVVERSARIO - Prendiamoci tutto ciò che è nostro

Nell’ultima giornata di campionato, il Cesena è chiamato a superare la già salva Cremonese per ottenere la certezza matematica della permanenza in B senza dover tener l’orecchio teso agli altri campi. Una sfida delicata nel turno finale dell’ennesimo tiratissimo ed equilibratissimo torneo cadetto, dove molti verdetti saranno sospesi fino all’ultimo secondo. Per ora le uniche certezze riguardano la promozione dell’Empoli e la retrocessione di Pro Vercelli e Ternana, per il resto sono moltissime le squadre che lottano per la sopravvivenza: si va dalla Virtus Entella fino ad appunto al Cesena che a quota 47 è ad un punto proprio dalla Cremonese, la quale ha potuto stappare lo spumante già nello scorso turno.

A dirla tutta in Lombardia non c’è aria di festa. Dopo un girone d’andata in cui la formazione di Tesser pareva tra le favorite per un posto nei playoff, la squadra nonostante una rosa di alto livello ed esperta è naufragata. Una lenta caduta, molto più netta di quella perugina sotto la gestione Giunti e sorprendente rispetto a quella del Pescara targato Zeman. La storica compagine lombarda ha dovuto cacciare mister Tesser, eroe promozione, per puntare sull’esperto Mandorlini, che in B non allenava dal 2013 quando venne promosso in A con l’Hellas Verona. Il tecnico nelle poche giornate a disposizione ha dato la scossa ad un gruppo che nulla aveva che a vedere con un piazzamento così rischioso, portando a casa il pass per la Serie B 2018/19 con un turno d’anticipo, rifilando 5 gol al Venezia in piena corsa playoff. Un crollo verticale che ha quasi causato un disastro sportivo imprevedibile, per un blasone come quello di Cremona; sapere se domani gli 11 di Mandorlini arriveranno al Manuzzi con la pancia piena o con la rabbia negli occhi è difficile, sarà importante ricordare come all’andata i grigiorossi piegarono il cavalluccio con una sola rete grazie a un atteggiamento cinico proprio delle grandi squadre.

Ora il Cesena è padrone del proprio destino, è arrivato all’ultima giornata di campionato ancora vivo, scoprendo un bomber in erba fatto, parzialmente, in casa (Moncini) e ritrovando in Laribi e Scognamiglio linfa e leadership, necessaria a questa impresa. Le idee che ci hanno condotto qui sono di Castori, Schiavone è stato l’emblema di questa squadra, ma tutto il gruppo e tutta la città hanno sempre lottato. I pianti e le critiche sono stati una conseguenza dell’amore incondizionato per questi colori. Se mai dovesse essere salvezza, sarà la salvezza di tutti, dal primo all’ultimo bianconero.

LA FORMAZIONE: Difficile prevedere la formazione grigiorossa di domani; sicuramente non ci sarà Pesce, squalificato, mentre il ricorso alla squalifica di Perrulli ha avuto successo, quindi l’ala potrebbe essere in campo; inoltre potrebbe essere lasciato in panchina Arini, diffidato che quindi rischierebbe di saltare la prima del prossimo campionato. Nel 4-3-3 di Mandorlini, abitualmente davanti ad Ujkani trovano posto Pol Garci, Canini, Claiton e l’ex Renzetti. A centrocampo potrebbe partire titolare Macek, assieme a Cavion e Croce, con gli ex Sbrissa e Cinelli sullo sfondo. Davanti dovrebbero essere confermate le ali Piccolo e Perruli, con Brighenti favorito come punta. Viste le assenze di Mokulu e Paulinho, potrebbe anche esserci una chance per il giovane Scamacca.

CREMONESE (4-3-3) Ujkani, Pol Garcia, Canini, Claiton, Renzetti; Macek, Cavion, Croce; Piccolo, Scamacca, Perrulli.

L’UOMO IN PIU’: In passato Piccolo ha già fatto male al Cesena, l’ex Renzetti lo conosciamo benissimo, ma in generale la grande esperienza della squadra è un fattore che potrebbe essere molto problematico soprattutto per i bianconeri più giovani. Un età media elevata quella dell’11 titolare che trova in Macek l’unica stellina giovane. Scuola Juve, il centrocampista si è fatto conoscere già a Bari ed ha una certa dimestichezza con il gol. In attacco i guai fisici di Mokulu e Paulinho hanno causato non pochi problemi al cammino dei lombardi, i quali hanno comunque rimpolpato il loro reparto offensivo con Brighenti, Gomez e Scamacca, i quali non sono certo gli ultimi arrivati.