L'AVVERSARIO - Oltre i confini del mare

13.04.2018 15:00 di Patrick Lavaroni  articolo letto 833 volte
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
L'AVVERSARIO - Oltre i confini del mare

L’ippocampo, comunemente conosciuto come cavalluccio marino è un genere di pesce che solitamente vive a ridosso della costa, in prossimità di barriere coralline, ove l’acqua non è poi così profonda. In questa stagione, un cavalluccio in particolare viaggia in maniera pericolosa nelle zone abissali, mentre il suo simile color amaranto è apparentemente tranquillo in più alto, ma il prossimo scontro tra i due potrebbe ridurre la distanza da 5 a 2 soli punti. Ci stiamo naturalmente riferendo al campionato di Serie B, con il Cesena che tenterà di trascinare nelle fredde e torbide correnti della lotta salvezza una Salernitana che non ha mai concretamente rischiato in stagione.

All’andata la banda di Castori mostrò i primi limiti nella gestione del vantaggio facendosi rimontare dal 3-1 al 3-3; ora è doveroso andare a caccia di punti prima che il calendario entri nella fase più calda con moltissimi scontri al cospetto delle prime della classe. Il campo di Salerno è uno dei più complicati della cadetteria dove la squadra del patron Lotito ha perso solamente 3 volte, mentre il Cesena è tornato a casa con il sacco pieno in solo due occasioni; anche negli anni passati giocare in Campania non è stato facile per nessuno, dal loro ritorno in cadetteria hanno vissuto un percorso di crescita, dopo la salvezza ottenuta ai play out con Menichini, l’anno scorso Gollini ha condotto la formazione al decimo posto dopo essere subentrato a Sannino. Nel girone d’andata, nei pressi della sfida al Manuzzi tra i due ippocampi, la Salernitana era in odore di playoff, ma col passare delle giornate il giocattolo di Gollini ha perso lucidità così la dirigenza ha puntato su un profilo di sostanza come Colantuono, però neanche con l’arrivo dell’ex mister atalantino si è trovato il passo giusto per accedere alla post season.

Così col tempo le attenzioni campane si sono rivolte verso la quota di 50 punti e durante il mercato di gennaio sono stati ceduti due nomi “pesanti”, Perico e Rodirguez ; in compenso si è puntato su profili poco conosciuti, ma che comunque va ad integrare una rosa con profili all’altezza della situazione. Vitale, Odjer ma anche Minala hanno diversi campionati cadetti alla spalle, così come Della Rocca, Zito, Bernardini e Rosina, che alla fine non ha lasciato la Campania dopo la crisi dell’andata, un altro ex bianconero come Di Roberto; sono stati vicini alla Romagna, salvo poi scegliere l’altro ippocampo, il portiere Radunovic e il centrale Monaco; mentre Sprocati, Bocalon e Rossi potrebbero diventare attaccanti da prima pagina del campionato nel giro di qualche stagione.

La squadra di Colantuono è in crescita di gioco e condizione, ma l’andamento altalenante potrebbe giovare al Cesena che comunque è atteso da una trasferta durissima, sarebbe comunque importantissimo fare punti visto che all’orizzonte la tempesta è in arrivo; il calendario dice Empoli, Frosinone, Palermo, Parma… e quelle di Salerno potrebbero essere le acque più tranquille da qui a fine campionato.

LA FORMAZIONE: Dovrebbe essere 4-3- 3 per Colantuono che verterà il proprio attacco sul rientrante Bocalon, mentre in difesa è difficile rivedere Pucino. In difesa davanti a Radunovic agiranno Casasola, Monaco, Tuia e Vitale; scalpita Bernardini ma non dovrebbe essere ancora il suo momento; in attacco se Rosina tornasse titolare, Kiyine scalerebbe a centrocampo al posto del solito Odjer. Completerebbero il reparto Ricci e Minala, mentre in attacco Sprocati dovrebbe spuntarla su Di Roberto; è una Salernitana piena quindi di rientranti e forze fresche, di fronte a un Cesena tutto incerottato.

SALERNITANA (4-3- 3) Radunovic; Casasola, Monaco, Tuia, Vitale; Minala, Ricci, Odjer; Sprocati, Bocalon, Kiyine.

L’UOMO IN PIU’: Squadra equilibrata senza un vero top player quella amaranto, un collettivo che fa della sua esperienza e della conoscenza reciproca un punto forte e invidiabile; ma se Colantuono ritrovasse l’armonia della sua avventura bergamasca, i campani troverebbero il loro punto di forza proprio nell’uomo che li guida in panchina, capace di dire la sua in molte stagioni di A.