L'AVVERSARIO - Mission: Impossible

11.05.2018 12:00 di Patrick Lavaroni  articolo letto 1462 volte
L'AVVERSARIO - Mission: Impossible

Nella gara più difficile della sua stagione, il Cesena è in scena a Palermo, a caccia della definitiva salvezza sul campo di chi corre per la A. Nell’ultimo mese i bianconeri hanno sfidato tutte le squadre favorite per la promozione: dall’invincibile Empoli di Andreazzoli al redivivo Parma, passando per la corazzata Frosinone. Frutto di questi scontri sono stati 6 punti, ma quella di domani sarà la gara più difficile, dato che Zamparini ha piazzato in panchina il giovane Stellone per ottenere lo sprint decisivo verso la massima serie. Nell’ultimo periodo l’operato di Tedino non aveva convinto l’istrionico patron, che ha deciso di puntare sul giovane allenatore ex Frosinone, pioniere del ciclo dorato dei ciociari. Proprio contro la sua ex squadra, Stellone si sta giocando la promozione, forte della sua terza posizione a meno uno dai concorrenti, con il Parma e il meno quotato Venezia quarti col medesimo distacco. Nelle sue due prime gare siciliane, il tecnico ha raccolto un pareggio con il Bari e una sofferta vittoria ai danni della Ternana, approfittando del colpaccio cesenate sul Parma per sorpassare i ducali. È inutile presentarsi oltre lo stretto con la speranza che i rosanero ci restituiscano il favore: servirà una gara di sofferenza, intensità e compattezza come nell’ultimo periodo. L’assenza del pubblico del Manuzzi, cornice degli ultimi successi, sarà rimpiazzato dal terribile handicap trasferta, ove quest’anno il cavalluccio ha raccolto la miseria di due successi, ma non bisogna dimenticare che l’ipoteca sull’ultima salvezza fu firmata al Tombolato di Cittadella, contro una compagine lanciata nella corsa playoff. Il tutto prima di andare a vincere a Trapani senza assilli e paure, quando i granata vantavano una delle migliori medie punti del girone di ritorno, nonostante la retrocessione finale. Parerebbe quindi che almeno la cabala sia dalla parte del Cesena in questa missione impossibile, ma l’ultima scorribanda al Barbera è targata 2012 e porta la firma di Mutu. In seguito in Sicilia il cavalluccio è sempre stato sconfitto per 2-1, in partite equilibrate decise dagli episodi, come l’espulsione di Coppola nel 2014 e la punizione vincente di Lafferty nel 2013.

LA FORMAZIONE: Diversamente dall’altra retrocessa Empoli, che ha riguadagnato la A grazie a una massiccia rivoluzione della rosa, il Palermo ha mantenuto l’intelaiatura prevalentemente straniera della scorsa stagione, integrandola con profili di primo piano per il campionato. Una formazione alternativa rispetto alla maggioranza di quelle cadette che puntano sull’esperienza e i nomi nostrani. Stellone predispone i suoi in un 4-4-2 con Pomini in porta, Rispoli e Aleesami sulle fasce, Dawidowicz e Rajkovic centrali. A centrocampo agiranno Rolando, Jajalo, Chocev e Coronado che dovrebbe recuperare. In avanti l’ex Venezia Moreo e La Gumina. Non dovrebbero esserci gli acciaccati Nestorovski, Bellusci, Struna e Accardi.

L’UOMO IN PIU’: Come già anticipato quella rosanero è una squadra che vede tra le sue file molti stranieri, frutto dello storico scouting palermitano. Tra i pali il giovane Posavec è stato scavalcato dal più stagionato Pomini, mentre la difesa fa dell’esperienza internazionale di Rajkovic uno dei suoi punti forti, alla quale vanno sommati il carisma di Rispoli e la velocità di Aleesami. In assenza di Nestorovski, Coronado è l’elemento di maggior classe che, anche se lontano dalla zona natia d’attacco, sa dimostrarsi pericoloso. Davanti La Mantia non conquista spesso le prime pagine, ma è un attaccante molto promettente, che con responsabilità ha condotto il reparto durante l’assenza del bomber macedone.