Il sindaco di Matelica: “Peccato non potervi accogliere, in campo per noi sarà durissima”

Il terremoto, lo sport in città e una promozione sfuggita all'ultimo secondo: il sindaco è fiero dei risultati raggiunti dalla sua piccola comunità...
25.09.2018 15:30 di Bruno Rosati  articolo letto 3715 volte
Il sindaco di Matelica
Il sindaco di Matelica

Il Matelica ha vissuto un epilogo amaro in chiusura della passata stagione, al secondo posto in campionato dietro alla Vis Pesaro. La voglia di rifarsi è tanta e ne abbiamo parlato con il Sindaco Alessandro Delpriori, ancora alle prese con gli strascichi del terremoto che nel 2016 ha scosso le Marche.

Sindaco, ci racconti un po' della città di Matelica, della sua squadra di calcio e di cosa rappresenti per gli abitanti della vostra zona.
“Matelica è una piccola città dell'Appennino, conta circa diecimila abitanti. È stata il cratere del sisma nel 2016 e ad oggi stiamo ancora vivendo una situazione difficile. Certo, non siamo nelle condizioni di Amatrice, Norcia o Camerino però abbiamo parecchi problemi anche noi. Da sempre abbiamo avuto una storia importante nel calcio, così come nella pallacanestro e nella pallavolo, sempre in relazione ai livelli che si può permettere una cittadina come la nostra. Negli ultimi anni lo sport sta acquisendo sempre più importanza: abbiamo la squadra di basket femminile in serie B mentre i loro colleghi uomini lottano per raggiungere anch'essi il terzo livello del basket italiano. E soprattutto abbiamo il Matelica calcio che solo pochi mesi fa ha sfiorato la serie C. Per noi è un orgoglio tutto questo. Ma la cosa più bella, al di là della prima squadra che porta in giro il nome della città su tutti i campi d'Italia, è il movimento che si è venuto a creare nei settori giovanili. Il Matelica calcio quest'anno conta fra i propri iscritti quattrocento ragazzi che portano a casa risultati di tutto rispetto: l'anno scorso abbiamo vinto la coppa regionale, il campionato di promozione, quello under-18. È una realtà che sta crescendo e che per noi è fonte di enorme soddisfazione”. 

Come vive Matelica, con la sua positiva e legittima ambizione, la sfida ad una nobile decaduta come il Cesena?
“Effettivamente la consideriamo ‘la sfida’, la partita più importante di tutto il nostro campionato. La promozione soltanto sfiorata l’anno scorso ci lascia ancora un po’ l’amaro in bocca, ma la voglia di rifarsi è tanta. Giocare una gara contro una squadra come il Cesena e tutto il blasone che si porta appresso rappresenta un appuntamento importantissimo per tutta la città. Dico la verità: ho parlato con il presidente Clementi e ci aspettiamo una sfida difficilissima, sarà dura poter vincere. Però, insomma, noi da piccola provinciale ce la mettiamo tutta. Spero che i ragazzi se la giochino a viso aperto”.

Ai tifosi cesenati è stata impedita la trasferta, come commenta questo divieto?
“Il problema di fondo è che noi non abbiamo le forze di polizia e carabinieri adeguate, abbiamo stazioni piccole. Siamo ancora altamente impegnati con le questioni legate al sisma e la questura non ha ritenuto opportuno aumentare il lavoro alle forze dell'ordine. Ci dispiace, poteva essere una bella festa di sport però ci sono altre priorità che incombono”.