Il ds del Santa Stambazzi: “Il Cesena non può non vincere il campionato”

Giramondo tra Bellaria, Rimini, Forlì, l’uomo del post-Melini a Santarcangelo tifa Cesena e si vanta di Cascione
16.10.2018 19:00 di Bruno Rosati  articolo letto 3551 volte
Gianluca Stambazzi
Gianluca Stambazzi

Aria d’alta classifica, aria di derby. Sono venti chilometri tondi tondi quelli che separano l’Orogel Stadium Dino Manuzzi dal Valentino Mazzola di Santarcangelo, distribuiti per lo più sulla via Emilia. Il Cesena si avvicina a questa sfida a pari punti con i clementini. Entrambe le compagini si trovano a due le lunghezze di distanza dalla testa della classifica. Abbiamo scambiato due chiacchiere in proposito con il direttore sportivo dei gialloblù: Gianluca Stambazzi, per gli amici ‘Luca’, è un veterano del calcio romagnolo essendo transitato anche fra le fila di Bellaria, Rimini e Forlì.

Non solo la Romagna e i punti in classifica: Cesena e Santarcangelo sono accomunati anche nell’essere partiti in ritardo, rispetto alle altre formazioni del girone, nel preparare la serie D.
“Il nostro è stato un inizio di campionato molto particolare. La scorsa stagione avevamo conseguito la salvezza sul campo poi alcune sentenze, arrivate fuori tempo massimo, hanno rimesso tutto in discussione. A maggio abbiamo saputo di dover disputare i play-out solamente tre giorni prima della gara stessa. Dopo quest’estate costellata da tanti fallimenti, tra cui quello del Vicenza contro cui abbiamo perso gli spareggi, speravamo di poter giocare ugualmente la Serie C. Invece abbiamo avuto la certezza definitiva di disputare la serie D solo due giorni prima dell’inizio del campionato”.

Il Santarcangelo ha affidato la propria panchina ad un tecnico alla sua prima esperienza, però con alle spalle un passato di altissimo profilo. Da cosa nasce questa scelta?
“Galloppa l’ho conosciuto lo scorso anno quando si è aggregato alla rosa durante il ritiro estivo. Successivamente è rimasto come collaboratore della prima squadra e da quest’anno è l’allenatore. Ha avuto una carriera straordinaria come calciatore. Nelle vesti di tecnico, sin da subito ha voluto proporre un’idea di calcio ben precisa, quella di voler giocare sempre e non essere remissivi”.

E se dovesse servire, a dargli man forte, in campo c’è un certo Cascione che di esperienza ne ha da vendere e che a Cesena conosciamo molto bene.
“Siamo contenti che il Cesena ce l’abbia lasciato. Ci sta dando tutto quello che serve per aiutare questa squadra, soprattutto è un esempio per i più giovani. È veramente un vanto lavorare con un ragazzo come Cascione. Inoltre nella nostra squadra ci sono altri giocatori provenienti dal settore giovanile del Cesena: Dhamo, Peroni e Pigozzi. E poi il nostro preparatore dei portieri, Stefano Dadina, è un altro grande ex bianconero che ha giocato anche qualche partita in serie A con la maglia del Cavalluccio”.

Come si progetta una stagione senza conoscere la categoria di appartenenza?
“Questa squadra è formata da molti ragazzi che conoscevo e da qualche giovane in grado di adattarsi a questa categoria maledetta. Gli obblighi a cui dobbiamo sottostare non contribuiscono alla crescita dei ragazzi, a mio avviso. È giusto dare spazio ai giovani ma non è imponendo delle annate da schierare che li si favorisce. Molti arrivano dal nostro settore giovanile e in questo abbiamo avuto degli ottimi riscontri. Speriamo di continuare su questa strada intrapresa”.

Che derby sarà quello di sabato prossimo?
“Sicuramente ci sarebbe piaciuto affrontare il Cesena in un’altra categoria. Ad oggi ci troviamo in questo inferno della serie D e dobbiamo prenderne atto. Dal nostro canto, questa partita ha comunque una valenza storica sotto tanti aspetti, non ultimo la cornice di pubblico che sarà presente sugli spalti. Per noi dev’essere una gioia vivere un match del genere. Proveremo a fare nostra la partita. Gareggeremo a viso aperto e cercheremo di far valere il nostro gioco. Anche se di fronte avremo la squadra che vincerà il campionato, è giusto che sia così. Il Cesena non può rimanere in un campionato dilettantistico. Per giunta, io vengo da Bellaria che è storicamente un feudo cesenate. Noi bellariesi abbiamo il Cesena nel cuore da sempre. Per noi romagnoli il Cesena è una passione che ci sentiamo tutti dentro. Il Cesena è il nostro punto di riferimento”.