Il ds del Matelica: “Cesena, non sei l’ammazza-campionato”

Il direttore sportivo Francesco Micciola, al suo primo anno a Matelica, ci racconta come vivono nelle Marche l’attesa al big match del girone F.
15.01.2019 08:00 di Bruno Rosati  articolo letto 3204 volte
Il ds Micciola
Il ds Micciola

È arrivato il momento in cui le chiacchiere stanno a zero. All’Orogel Stadium si affronteranno la prima e la seconda in classifica. È l’incontro più atteso, quello che può decidere gli sviluppi di un’intera stagione. Abbiamo parlato delle aspettative riposte su questo match con il direttore sportivo del Matelica, Francesco Micciola.

Direttore, Cesena e Matelica giungono entrambe a questa sfida dopo un turno di riposo forzato. È un bene o un male?
“Noi volevamo fortemente giocare contro il Pineto, però ventiquattro ore prima della partita si è verificata un’abbondante nevicata che ha reso inaccessibile il campo. Peccato, sarebbe stata una bella partita così come lo sarà contro il Cesena”

Le partite valgono tutte tre punti. Però l’esito di questa partita può avere un impatto emotivo profondo sui giocatori delle due squadre…
“Sono di questa idea, sì. Tra altro, noi stiamo attraversando un momento negativo e l’occasione migliore per superarlo potrebbe essere questa gara. Una sfida affascinante che ogni calciatore vorrebbe vivere in prima persona”

Il Matelica è sembrato inarrestabile fra fine settembre e l’inizio di dicembre, poi qualcosa si è inceppato, come mai?
“Purtroppo i periodi negativi capitano. Non saprei individuare una ragione precisa. Per giunta questa flessione è capitata in un periodo in cui stavamo bene… Che dire? Non siamo l’ammazza-campionato. Ma non lo è neanche il Cesena. In questo girone non c’è la Juventus”

Chiudiamo con una vena polemica: il Cesena premeva per giocare questa partita in notturna, come mai non avete accettato?
“Sappiamo bene quanto possa essere bello giocare davanti ad un grande pubblico caloroso come quello del Manuzzi. Abbiamo però preferito giocare di pomeriggio perché scendere in campo la sera, con queste temperature rigide, ci esporrebbe al rischio di incombere in qualche infortunio”