Il capitano della Recanatese: “L’Orogel Stadium è un sogno”

Alex Nodari, ex Ravenna, ha sfiorato il bianconero nelle giovanili: a 36 anni corona un sogno debuttando all’Orogel Stadium Dino Manuzzi dopo essere stato spettatore della B bianconera
02.11.2018 08:00 di Bruno Rosati  articolo letto 2699 volte
Alex Nodari
Alex Nodari

Il capitano della Recanatese Alex Nodari ha debuttato in serie B nell’ormai lontanissimo dicembre del 2000 con il Ravenna. Ha vestito successivamente le maglie di Cattolica e Riccione oltre che di Spal e Fano (poco oltre il confine). Ci ha detto cosa pensa in vista della partita di domenica contro il Cesena.

Nodari, la prossima sfida vede in scena quelle che al momento sono le due migliori difese del girone.
“Nel lavoro effettuato, sia da parte nostra che sicuramente dal Cesena, ci concentriamo molto sulle transizioni difensive a livello di squadra. Poi quando hai a disposizione giovani bravi, che si sanno applicare, i risultati possono essere ottimi. Il lavoro e l’accuratezza sono la ricetta giusta”. 

Il Cesena sino ad ora non ha raccolto vittorie solo contro squadre della provincia di Macerata, dove si trova anche Recanati. Questo vi dà fiducia su come approcciare alla gara?
“È una statistica che lascia un po’ il tempo che trova: quello che ho potuto notare è che questo campionato è composto da squadre molto tecniche fra le romagnole e le marchigiane mentre le formazioni abruzzesi e molisane puntano di più sulla loro fisicità. Anche nell’ultimo turno contro il Giulianova è stata una bella faticaccia: chiudevano gli spazi, aggredivano alti e ripartivano sempre con alta intensità. Giocare una partita su questi ritmi è molto difficile. Quando invece vai a giocare contro squadre che provano a giocare a viso aperto, gli spazi si allargano e ci sono discrete possibilità che si verifichino più errori” .

La Recanatese si trova ininterrottamente in serie D dal 2007. È ora di provare il salto di categoria?
“La salvezza dell’anno scorso è stata miracolosa. Io sono arrivato a novembre, poco dopo l’avvento di mister Alessandrini. Sono stato il primo giocatore della nuova gestione, poi la squadra si è rinforzata con i vari Lunardini, Olivieri, Pera, giocatori di altra categoria. Ma la realtà dei fatti è che a fine novembre avevamo otto punti: centrare la salvezza diretta, per giunta con una giornata d’anticipo, è stato un risultato miracoloso. Siamo contenti, è nostra intenzione proseguire con il percorso iniziato nella passata stagione. Abbiamo la fortuna di avere alle spalle una grande società, il presidente ha le idee chiare. Onestamente, ora è inutile nascondersi: i giocatori arrivati nello scorso campionato sono rimasti tutti e se ne sono aggiunti altri come Borrelli e Sivilla quindi parlare solo di salvezza sarebbe limitativo. Vogliamo giocarci l’accesso ai play-off fino in fondo”. 

Dunque non nascondete le vostre ambizioni.
“L’Avezzano è partito con l’obiettivo di essere protagonista ed ora si ritrova invischiato all’ultimo posto. Anche lo stesso Forlì se la sta passando male: quando ingrani male un campionato interregionale non è da prendere sotto banco. Per certi versi sono meno stupito della posizione del Matelica che di quella del Cesena. Per questo faccio i complimenti ai bianconeri che comunque sono riusciti a calarsi appieno nella mentalità, sebbene parecchi giocatori siano abituati solo e soltanto a categorie superiori. Sembrano non aver pagato lo scotto. Poi l’Orogel Stadium trasmette una grande adrenalina e tutto l’ambiente di Cesena merita vetrine più prestigiose della serie D. Ad oggi però ci sono almeno tre squadre che puntano al primo posto, altre sei o sette vogliono accedere agli spareggi promozione: è un campionato veramente competitivo”

Tu sei nato a Ravenna e con la maglia giallorossa hai debuttato nel calcio dei grandi. In tutta franchezza, per te domenica sarà un derby?
“C’è sempre stata una grande rivalità tra Ravenna e Cesena. Quando ero nel giro delle giovanili sembrava essersi palesata una grande possibilità per me: venire a Cesena, tramite l’osservatore Biondi; poi purtroppo la cosa non è andata in porto ed è stato un grande rammarico. Cesena era un sogno. Ai tempi le due società mettevano in atto una gestione del tutto differente dei propri settori giovanili: a Cesena era decisamente migliore. Ormai è acqua passata. Sono contento di poter tornare nella mia Romagna a trentasei anni e giocare finalmente in quello stadio. E pensare che fino all’anno scorso venivo a vedere le partite di serie B da spettatore... ”.