Salta la panchina

Il "Museo bianconero" è una rubrica che riporta ogni settimana un "pezzo da collezione" griffato Cesena. Una foto ingiallita, una vecchia rivista, una figurina, il biglietto di una partita storica, maglie o altri gadget bianconeri.
09.12.2010 16:29 di Giovanni Guiducci  articolo letto 2537 volte
L'allenatore Guglielmo Trevisan sulla panchina del Cesena (foto trattata da "Il bianconero", numero unico del 3 febbraio 1962)
L'allenatore Guglielmo Trevisan sulla panchina del Cesena (foto trattata da "Il bianconero", numero unico del 3 febbraio 1962)

La panchina di legno dove sono seduti le due persone, che si vedono in questa vecchia foto in bianco e nero, è uguale a quelle che si trovavano ai giardini pubblici di Cesena. Alle loro spalle non si intravedono però alberi o bambini che giocano, bensì una pista d’atletica e gente seduta sugli spalti. Si tratta della tribuna della Fiorita, che a mezzo secolo di distanza è ancora lì, mentre è scomparsa la pista e anche quella piccola panchina in legno al posto della quale oggi fa bella mostra una panchina coperta con confortevoli poltroncine imbottite per l’allenatore ed una sfilza di giocatori e dirigenti.
A quei tempi, primi anni ’60, la “panchina” del Cesena era instabile non solo in senso materiale, ma anche e soprattutto intesa come guida tecnica della squadra. Dal 1959 al 1963, tra allenatori-giocatori, direttori tecnici e allenatori veri e propri, si alternarono sulla panchina dei bianconeri ben nove persone. Tra questi Guglielmo Trevisan, l’allenatore che si vede nella foto con a fianco il massaggiatore Filippini, mentre non ci sono giocatori perché all’epoca non erano consentite le sostituzioni. Questo limitava il ruolo dell’allenatore che infatti in quegli anni in Italia era considerata una figura di secondo piano e solo qualche tempo dopo venne valorizzata, dal punto di vista tecnico e anche economico, grazie al “mago” Helenio Herrera approdato all’Inter.
Trevisan, subentrato sulla panchina del Cesena nel corso della stagione 1961-’62, venne esonerato prima della fine del campionato. L’anno dopo fu il turno di Leo Zavatti protagonista di un episodio tanto curioso, quanto sintomatico. Durante l'intervallo di Cesena-Rimini, negli spogliatoi il mister ingoiò involontariamente della tintura di iodio. Trasportato immediatamente all'ospedale Bufalini di Cesena fu sottoposto alle cure del caso al fine di evitare spiacevoli complicazioni. Intanto alla Fiorita era iniziato il secondo tempo e a presidiare la panchina rimasta vuota ci pensarono Ganzer e Maietti, due giocatori di esperienza che quel giorno erano in tribuna ad assistere alla gara. Nonostante l'assenza del proprio allenatore i bianconeri riuscirono a segnare due gol e ad aggiudicarsi il derby (2-1). Qualche settimana dopo mister Zavatti dovette ... ingoiare un altro amaro boccone, quello dell’esonero.
 

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