Melgrati, Cesena non è un paese per portieri

Riccardo Melgrati e la strana storia di un giovane talento epurato... che se la diritta via non la smarrisci, ci pensano poi gli altri a mandarti fuori strada
20.11.2017 15:50 di Gian Piero Travini   Vedi letture
Riccardo Melgrati
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Riccardo Melgrati

Riccardo Melgrati sconta le scelte di una società che nei primi anni di settore giovanile ha lavorato per fare terra bruciata di quanto costruito dalla precedente gestione. Precedente gestione che ha prodotto veri lussi come Sensi, Valzania, Moncini, Dalmonte e Urso; assieme a paradossi vergognosi come Alejandro Javier Sanchez - difensore 26enne titolare inamovibile di quella formazione -, oppure Riski, che nel 2014 costò una minusvalenza di 113mila euro.
Ma Sensi è stata la fortuna del Cesena. Esattamente come Valzania. E, udite udite, come sarà a gennaio Dalmonte. Sensi, che veniva considerato alla meno peggio un lavativo perché non gli piaceva andare a scuola... Sempre per quella logica tutta cesenate che se non sei figlio di qualcuno non giochi. La “grande famiglia”... che sta all’azienda calcio come il “giocatore tutto cuore” sta alla tecnica. Cesena, né più né meno.
E Melgrati è stato coscientemente e sistematicamente epurato con questo spirito provinciale.
Per quattro stagioni viene mandato al Süd Tirol, al Como, al Prato, alla Pro Vercelli mentre al ‘Manuzzi’ sfilano giovani come Ravaglia - panca alla Cremonese, ad oggi -, Leali - il nuovo Buffon che fa la panca in Belgio -, Menegatti - che deve essere tipo un panettone -, Bardini - a volte dubito esiste veramente - e, oggi, Fulignati. Con i risultati che conosciamo.
Per Melgrati non c’era posto. E bisognava fare piazza pulita di quel settore giovanile, tenendo però il coordinatore: che è come mettersi a dieta, però a base di Torta Sacher.
Parliamo allora degli estremi difensori pari età o delle generazioni precedenti a quella di Melgrati a noi più vicine: Alex Teodorani, attualmente esperto di carp fishing e barman; Andrea Rossini, al Castelvetro in serie D; Matteo Grandi, titolare al Bassano in serie C, con ottimi risultati e di proprietà... e venticinque anni, quindi è difficile considerarlo giovane: valore attuale 150mila euro, forse. Nemmeno ti sei ripagato la crescita a continuare a tenerlo in categorie inferiori, rischiando solo di bruciargli mezza carriera. E arriviamo ad Alessandro Tonti, che secondo tutti gli espertoni del ‘Rognoni’ doveva essere il Prescelto, e continuamente veniva paragonato a Melgrati nonostante i due anni in più: contratto scaduto a 22 anni.
Il ‘tesoretto’ del Cesena. Già... 
Tutti però dovevano essere meglio di Melgrati.
Perché Melgrati veniva dall’Inter, perché lo aveva preso quel dirigente che non nomino - sai mai che inizino a tirarmi dei nomi in Galleria Oir -, perché a Cesena il settore giovanile si fa in un solo modo...
... eh, si è visto come si fa. Se il tema è: “È ora che Melgrati giochi in porta al posto di Agliardi e Fulignati?” la risposta per me è solo una.
“Sì, ma è tardi”.

Per uscire dalla Selva Oscura c’è solo un modo: far funzionare la catena tra settore giovanile e prima squadra, che è importante quanto quella della fascia destra.
Magari investendo qualche soldo nello stipendio di un buon scout che selezioni calciatori secondo metodi moderni che, sì, prevedono anche l’uso di software di scouting, e non una telefonata a Percassi sperando nel Kessié della situazione.
Non so quanto possa costare una figura professionale di questo tipo, ma sono sicuro che 260mila euro all’anno basterebbero.
Io saprei dove trovarli.
E voi?

... e intanto Federico Varano, in C all’Alma J. Fano, nelle ultime cinque partite ha collezionato ben 27'.
Dai... 2,5 mln di euro ben spesi. Ci sta.
Che tanto qua si nuota nell’oro...