Le lacrime di Giorgio Lugaresi

Fenomenologia di un Presidente che raramente mostra il meglio di sé
07.05.2018 09:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 4237 volte
Le lacrime di Giorgio Lugaresi

Le lacrime di Giorgio Lugaresi in diretta tv, consolato da Francesca, sono vere.
Che siano di sollievo per una ruota che gira, di felicità per un pallone che rotola, di rabbia per due coglioni che girano... sono vere comunque.
E da quelle lacrime dobbiamo tutti ripartire.

Le lacrime di un uomo che non è un fenomeno ad esternare positività. Che si trova meglio ad essere vittima di se stesso quando cerca per forza un nemico a cui imputare gli errori della sua gestione che non a fare autocritica e a cercare di fare il meglio per il retaggio che è la sua fortuna, la sua responsabilità e la sua maledizione.
Sono le lacrime di un tifoso. Di un tifoso diverso da me e da voi. Di un tifoso che deve credere così tanto in se stesso e nei suoi mezzi da perdere anche l’obiettività, soprattutto quando la sfida è superiore alle possibilità.
Di un tifoso che ha potere e può agire, e quindi si perde completamente la parte del sentirsi coinvolti in qualcosa al di fuori del proprio controllo che è la vera droga di chi crede nei colori di una squadra. Mentre noi ci perdiamo il dover essere sempre giudicati, seguiti, cercati, di dover sempre ottenere qualcosa, pena la contestazione.
Pena il fallimento.

Il Cesena ha sempre una nuova possibilità. Dentro il campo. Fuori dal campo.
Questa terra ti dà sempre una nuova possibilità. Questa città, Cesena, è fatta di nuove possibilità.
E ci sarà, ancora una volta, una nuova possibilità, per il Cesena.
Ma se Giorgio Lugaresi non ripartirà dalle lacrime di Giorgio Lugaresi, sarà solo l'ennesima nuova possibilità sprecata.
Ora a Palermo. Poi la Cremonese. Poi la ristrutturazione del debito.
Poi il futuro sarà tracciato.
E, a quel punto, tireremo insieme le somme di queste cinque stagioni. Con grande equilibrio, ma doverosa chiarezza. Perché andare avanti per via di un cognome non ha senso se non si impara dagli errori e non si ammettono le responsabilità.

Gianluca, un nostro lettore, ieri ha scritto: “Da domani riprendiamo a fare i conti, ma oggi Giorgio è uno di noi”.
Non sono d’
accordo con lui: è sempre uno di noi.
Troppo facile essere uniti solo quando si vince.
Giorgio Lugaresi è sempre uno di noi. Che lo voglia o non lo voglia. Che lo vogliamo o non lo vogliamo.
L’
importante è che nessuno di noi, lui compreso, se lo dimentichi.
E anche quando qualcuno se lo dimenticasse, ci sarò io a ricordarglielo e ricordarvelo.
E se lo dovessi dimenticare io, ci sarete voi a ricordarmelo.

Lui non credo me lo ricorderebbe.
I rapporti sono un po’ tesi, ora come ora.
Ma va bene così, devono esserlo: lui è parte di una storia e io sono quello che la racconta.
E se la storia che racconto non gli piace, con molta probabilità sto solo facendo il mio dovere.